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VIA ROSSELLI

VIA ROSSELLI Amministratori a luci rosse? Avessero guardato quella via  Ho appreso dalla Gazzetta dell'appartamento "a luci rosse" in via Rosselli sequestrato dai carabinieri, che così avrebbero stroncato un consistente giro di prostituzione. Pare che tra i frequentatori di tale appartamento vi fossero anche politici e amministratori locali. Mi chiedo: chissá se prima o dopo la fase ludica delle loro presunte visite hanno avuto modo di notare, pur distrattamente, lo stato di degrado in cui versa la via in questione! Mi riferisco a un manto stradale inesistente, alla sporcizia accumulata, ai muri imbrattati e alle numerose barriere architettoniche! Ora, certo di interpretare il pensiero della stragrande maggioranza dei residenti e dei semplici passanti, sorge spontanea una considerazione: "prima il dovere e poi il piacere" non dovrebbe essere solo una frase che scivola inosservata sulle nostre labbra, ma dovrebbe essere un principio di vita ben radicato nella morale di tutti i politici ai quali affidiamo la nostra Amministrazione. Fabrizio Braghiroli BIGARELLO Le salme riesumate Sindaco, vogliamo chiarezza  Sulla Gazzetta di domenica 17 aprile leggo alcune dichiarazioni del sindaco di Bigarello, Barbara Chilesi, che afferma il suo disappunto per l'interessamento del consigliere d'opposizione Pirrotta, capogruppo della Lega Nord, alla vicenda delle 30 salme riesumate ed accatastate, dal 4 aprile, in una cappella mortuaria del cimitero di Stradella. Chiarisco alla prima cittadina che Pirrotta è intervenuto dopo una serie di segnalazioni fatte da alcune signore del paese, per l'odore nauseabondo che da giorni si respirava nel cimitero. Dopo essersi accertato che l'odore proviene dalle salme estumulate e posteggiate in una cappella, ha avvertito i carabinieri. E' ora doveroso che le autoritá preposte facciano i necessari controlli del caso per stabilire se c'è stata negligenza da parte di qualcuno, il perché di questo ritardo nella cremazione, se è lecito che la giacenza delle salme, nell'attesa di essere cremate, avvenga nella cappella del cimitero. In concreto: se sono state rispettate le norme d'igiene pubblica. Appare ovvio, dalle dichiarazioni del sindaco la volontá di sminuire l'accaduto. Chiediamo, in merito a una questione così delicata, chiarezza e trasparenza. Elisabetta Braga Segret. Lega Nord Bigarello SENTENZA THYSSEN 1) Un pensiero ogni giorno per la sicurezza sul lavoro  La sentenza sul rogo della Thyssen Krupp di Torino ha condannato l'amministratore delegato a 16 anni e mezzo di reclusione per omicidio volontario con dolo eventuale per la morte di 7 operai. L'omicidio volontario con dolo eventuale significa che il manager era consapevole del rischio di gravi incidenti per i lavoratori e che aveva deciso di correrlo rinunciando ad investire, in misure di prevenzione antincendio, la somma messagli a disposizione di 800 mila euro per installare un impianto di rilevazione di fumi e spegnimento automatico del fuoco. Sembra addirittura che gli operai non abbiano nemmeno avuto la possibilitá di difendersi con ció che c'era in azienda per una linea di estintori rimasta a secco.  Questa sentenza afferma in modo inequivocabile che ci sono precise responsabilitá sui luoghi di lavoro e che, nel caso dell'amministratore delegato del colosso dell'acciaio, c'è una precisa intenzionalitá nel mancato adeguamento delle strutture di sicurezza, a spese della vita altrui. Tutti dovremmo sperare che non si ripeta più un'atrocitá del genere.  Ma di cosa parla il leghista De Marchi nella lettera alla Gazzetta? Parla di «sfruttamento a fini politici della sentenza» lasciandoci intendere che la sicurezza sul lavoro sia un valore solo di sinistra. Eviterei di entrare nel (de)merito dei contenuti della lettera, ma auguro a tutti di avere quotidianamente un pensierino di sinistra che ci porti ad aumentare la sicurezza sui posti di lavoro. Claudia Miloni Cgil Mantova SENTENZA THYSSEN 2) De Marchi non speculi sulla morte di 7 lavoratori  Leggendo la lettera del Sig. De Marchi sulla Gazzetta del 19/4 in merito alla sentenza emessa dalla Corte d'Assise di Torino sulla Thyssen Krupp sono rimasto esterefatto. Dice di non voler commentare la sentenza ma fa di peggio. De Marchi usa la vicenda Thyssen per gettare fango su parte del sindacato e forze politiche accusandoli di fare un uso strumentale della giustizia a fini politici. Arriva ad accusare esponenti politici di esultare per la sentenza Thyssen e di fregarsene di altre vicende giudiziarie. Altra assurditá: se De Marchi vuole parlare di uso strumentale della giustizia a fini politici gli basta guardare in casa propria, intendendo per casa propria non la residenza bensì la coalizione di cui lui stesso fa parte ovvero il centro destra. Non usi una triste vicenda costata la vita a 7 lavoratori ma guardi piuttosto ai provvedimenti che il governo sta varando spacciandoli per una riforma della giustizia, mentre sono provvedimenti a tutela di certi soggetti. Gianni Zatti Sinistra Ecologia Libertá SICUREZZA Il 95% pronto a sparare? Noi felici di essere col 5%  Due note a commento della lettera, apparsa il 16/4, del signor Genitrini, che suppone gli italiani al 95% d'accordo con lui. Dice: «Io avrei premiato il vigilante che ha ucciso due rapinatori, ed eventualmente lo avrei multato per non essere riuscito a colpire il terzo»; e: «tutti dovrebbero avere il diritto di difendersi, all'occorrenza anche con soluzioni estreme»...  1) Fosse anche vera la percentuale sparata dal signor Genitrini, i sottoscritti sarebbero comunque contenti di far parte del restante 5%.  2) Se tutti potessero difendersi, all'occorrenza anche con soluzioni estreme, sarebbe Far West, e la giustizia-faidate invocata dal signor Genitrini provocherebbe, anziché sicurezza, paura generalizzata. Un gran bel mondo.

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