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IMMIGRAZIONE

IMMIGRAZIONE «Aiutarli a casa loro» ma si tagliano i fondi  A leggere quanto scrive e l'on Gianni Fava sembra che si possa sostenere tutto e il contrario di tutto senza provare imbarazzo alcuno. L'onorevole, in riferimento all'allarme immigrazione, se la prende con «certa retorica buonista, fuori luogo e perniciosa». La ricetta del candidato leghista sarebbe invece «possono essere aiutati, ma a casa loro». Peccato che il suo governo abbia tagliato i fondi alla cooperazione e allo sviluppo dell'OCSE. Esattamente quei contributi che servono ad aiutare i popoli «a casa loro», frenandone la corsa disperata verso l'Italia. Nessuno in Europa ha fatto peggio di noi (0,15% del PIL), nemmeno Spagna (0,43%) e Irlanda (0,53%) sebbene più colpite dalla crisi economica. Il mancato contributo Italiano (-35% dal 2008) ha portato al fallimento degli obiettivi che si era posta l'Europa. E' poi curioso che la Lega, da sempre euro-scettica, invochi oggi una più forte politica comunitaria, mentre il Ministro dell'Interno (il leghista Maroni) ipotizza l'uscita dall'Unione Europea, e l'onorevole Reguzzoni (sempre leghista) la disprezza come l'Europa dei burocrati e dei banchieri. Sono quegli stessi burocrati e banchieri europei che poi tanto fanno comodo all'Italia quando finanziano le politiche della cooperazione e dello sviluppo di paesi svantaggiati, quelle stesse politiche che voi predicate sulle piazze, ma che poi contribuite ad affossare tagliando i fondi. Questi sono i fatti sciagurati del suo governo, altro che «aiutiamoli a casa loro!». Cito sue parole: «Difendere il proprio territorio e le conquiste civili, sociali e democratiche che ci vengono trasmesse dai nostri genitori è prima di tutto un dovere morale di ogni soggetto che vuole fare politica», non le crea imbarazzo la contraddizione tra quanto lei afferma e le politiche di governo che ha votato in parlamento? Luca Odini Segreteria cittadina Partito Democratico CULTURA I tagli al Museo della Cittá sono una grave perdita  La notizia riportata dalla Gazzetta in data 19 Aprile riguardante i tagli ai fondi nel settore didattico del Museo della Cittá fa riflettere ancora una volta sul valore della cultura. Il servizio Museo e Scuola del Museo di S. Sebastiano offre da alcuni anni laboratori didattici molto interessanti che, oltre ad inserirsi nel percorso scolastico, presentano contenuti e linguaggio sempre diversificati e adeguati al livello degli studenti. Ma la significativitá di questa esperienza didattiche è dovuta al fatto che la classe si reca al museo per visitare questo luogo e per acquisirne molte conoscenze che vengono approfondite e rielaborate attraverso il «fare» delle attivitá laboratoriali, condotte per altro da operatrici competenti e preparate. Il Museo quindi offre a tutti gli studenti, anche a coloro che non hanno la possibilitá di farlo in altri contesti di vita, l' occasione di conoscerei luoghi museali e le opere in essi custodite al fine di trasmettere in loro l'amore per la cultura e di promuovere il rispetto per il patrimonio culturale. I bambini, a loro volta, possono diventare mediatori culturali nei confronti dei genitori che vengono coinvolti nella mostra degli elaborati di fine anno. Da cultura nasce cultura e ancora una volta bisogna ribadire che tutto parte dall'educazione sulla quale è fondamentale investire per la formazione delle future generazioni. Mi auguro perció che il servizio offerto dal Museo di S. Sebastiano non venga penalizzato dai tagli, perché sarebbe una grave perdita per una cittá che è diventata sito dell'Unesco proprio per quel patrimonio culturale che istituzioni e educatori dovrebbero far conoscere ai loro giovani. Maria Cristina De Padova Insegnante RISPOSTA A CARRA Abbiamo gridato il nostro No alla centrale  Delle due, l'una: o l'onorevole Carra è talmente immerso nelle questioni romane da potersi permettere di ignorare quelle mantovane, o non è riuscito a cogliere quello che, a nostro avviso, è uno dei punti cardine del nostro programma, vale a dire il no al nucleare. Di certo fa specie constatare come il centro-sinistra si ostini a scegliere, come strategia politica, la mistificazione, il tentativo (malriuscito) di gettare fumo negli occhi degli elettori tacciando gli avversari politici di incoerenza. Per noi parlano i fatti: durante la campagna elettorale per le amministrative, abbiamo fatto della lotta all'inquinamento la nostra bandiera. Come movimento «Benedini per Mantova» siamo riusciti a portare in seno alla giunta comunale un nostro assessore con delega alla programmazione urbanistica e alla riqualificazione ambientale; anche la Commissione ambiente è presieduta da un rappresentante della nostra lista. Gli accesi contrasti con il sindaco Nicola Sodano nella maggior parte dei casi hanno avuto origine proprio da una divergenza di vedute in merito alla IES, argomento scottante sul quale le precedenti amministrazioni hanno generalmente assunto un comportamento poco efficace. Passando a vicende più recenti, a proposito della paventata realizzazione di una centrale nucleare a Viadana, non abbiamo esitato un solo istante a gridare il nostro no, fermamente convinti come siamo che Mantova sconti giá ampiamente la sua parte in termini di impianti inquinanti. Quanto alla nostra scelta di schierarci al fianco di Gianni Fava alle provinciali, forse l'onorevole Carra, preso dai suoi impegni nella capitale, si è lasciato sfuggire un aspetto importante: la condizione sine qua non del nostro sostegno al candidato leghista è stata proprio la sua opposizione alla realizzazione di centrali atomiche o di altri impianti inquinanti sul territorio. Di fronte alla nostra richiesta e, ancor più, alla drammaticitá dei fatti recenti, Fava ha dimostrato obiettivitá e luciditá di pensiero, accettando di rivedere la propria posizione e scegliendo coraggiosamente di contrastare l'orientamento del partito a livello nazionale. Del resto, solo gli stupidi non cambiano mai idea. Dobbiamo dedurre che l'onorevole Carra negli ultimi tempi ha letto altri quotidiani, al posto di quelli mantovani? Forse. Di certo la nostra adesione al decalogo verde di Ambiente e Sviluppo è tutt'altro che una barzelletta. Giampaolo Benedini Movimento «Benedini per Mantova» AL VOLANTE A 83 ANNI Ho la patente scaduta e nessuna comprensione Sulla Gazzetta di venerdi 22 aprile, a firma della signora Eda Frignani da Magnacavallo vi è una lettera che condivido totalmente, perchè rappresenta il mio caso. Io ho 83 anni, la mia patente è scaduta, non ho mai avuto incidenti, sono stata sottoposta a visita psicoattitudinale da parte dell'Ufficio Patenti dell'Asl. L'esito della visita è ancora da definire, perchè la dottoressa preposta esige una prontezza mentale che è impossibile in persone della mia etá, riservandosi di rivedermi nei prossimi giorni. Io vivo con mio marito che è invalido e bisognevole di tutto. Io non chiedo di «chiudere un occhio» ma di avere maggiore comprensione e bontá. La cattiveria dimostratami non ha ragione di essere.

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