Le risposte di Fabrizio Paganella alle vostre domande

Viabilità, visione politica, scelte future: il testo integrale del filo diretto con il sindaco di Castiglione delle Stiviere

    Caro sindaco,
    esistono, secondo lei, le condizioni politiche per un rilancio del centrodestra mantovano? Non mi sembra che la situazione sia rosea. Perché questa situazione? Quali sono le cause e quali gli errori commessi in questi anni?
    Grazie,

    Mario Secondo Tranquilli (Valeggio sul Mincio)


    F.P. - Caro signor Tranquilli,
    in tutta franchezza mi pare che non ne esistano attualmente le condizioni per due serie di ragioni: una interna al centro-destra mantovano e l'altra esterna. Quanto alla prima, tutti gli esponenti di centro-destra hanno coscienza dei problemi della nostra provincia, della loro gravità e della sperimentata inadeguatezza della classe dirigente di sinistra (nella nostra provincia è obiettivamente più appropriato questo termine che quello di centro-sinistra) a risolverli ma nessuno ha una visione strategica né del modo di affrontarli né del modo di costruire la coalizione. A ciò si aggiunga la contrapposizione, nello schieramento moderato, tra chi è fautore convinto del bipolarismo, la maggioranza, e chi del consociativismo, una minoranza assai agguerrita. Questo contrasto non è imponibile né mediabile e, fino a quando non verrà risolto, indebolirà la coalizione.
    La visione dell'alleanza è, in altre parole, esclusivamente tattica e oscurata da forti personalismi. Le ragioni esterne, invece, per tornare alla realtà locale, sono date dalla radicata connotazione ideologica della società mantovana; l'elettorato d'opinione, altrove quasi sempre determinante, è da noi pressoché inesistente e questa è una condizione obiettivamente difficile per lo schieramento moderato. Non conta quindi la qualità, spesso ragguardevole, dei candidati di centro-destra, non conta neppure la percezione, largamente diffusa, della marginalità, se non arretratezza, della nostra provincia. Di regola fa aggio su qualsiasi altra considerazione l'appartenenza al blocco sociale su cui la sinistra mantovana fonda il suo consenso. E' ovvio che noi possiamo agire solo sul primo fattore e non sul secondo anche se va detto, onestamente, che la nostra incapacità, tutta politica, di offrire un'alternativa seria e credibile alla sinistra non aiuta neppure la società mantovana a superare la lunga stagione delle contrapposizioni ideologiche e dell'immobilismo dal quale siamo afflitti.

    Signor sindaco,
    vorrei chiederle come intende risolvere l'annoso problema dei Cinque continenti.

    Ermelindo Zappaterra

    F.P. - Credo che l'unico metodo positivo, anche alla luce dei tentativi non proprio felici del passato, sia quello di un dialogo concreto e fattivo con i residenti e, soprattutto, con i proprietari dei semi-interrati, oltre che di interventi mirati da parte dell'ente locale.
    Quanto a questi ultimi, oltre a ricordare la realizzazione del centro sportivo ed educativo “Mondolandia”, iniziato dalla Giunta precedente e portato a termine da quella attuale, vi è la prossima realizzazione di una nuova strada di accesso e di uscita dal quartiere, che contribuirà a togliergli quella connotazione di separatezza dal resto del tessuto urbano, ed il rafforzamento degli strumenti di prevenzione e sorveglianza esistenti. Quanto al dialogo coi privati questo ha già portato ad una sensibile diminuzione del numero di alloggi semi-interrati abitati, molti dei quali sono stati lasciati sfitti.

    Come intende risolvere il problema della viabilià. in via Leoncavallo e via Fossadone, visto l'aumento delle unità abitative e industriali della zona?
    Livio Verità
    - ve.paolo@libero.it

    F.P. - L'indicazione forse più precisa e pressante che l'amministrazione comunale ha dato ai redattori del PGT , di cui farà parte il piano del traffico, è quella di separare per quanto più è possibile la viabilità ''leggera'' dei residenti da quella ''pesante'' delle imprese in modo da non intersecarne i percorsi. In buona parte ciò è stato realizzato, almeno in termini di macro-circolazione, perché il traffico pesante si serve per lo più della nuova goitese. Ho vietato il traffico dei mezzi ingombranti sulla circonvallazione interna (via Mazzini - Via Cavour) ed ho ottenuto dalla provincia di Brescia il divieto, per i mezzi pesanti, di entrare in città se provenienti da Desenzano. Dovranno obbligatoriamente immettersi sulla nuova goitese all'altezza dello svincolo sulla rotonda in territorio di Lonato. Le assicuro poi che entro la fine di quest'anno avremo più occasioni di discutere pubblicamente delle proposte del nuovo piano di viabilità.

    Buongiorno,
    vorrei sapere se per Castiglione delle Stiviere sono previste nuove opere o novità per ciò che riguarda la viabilità e altre iniziative come punti di ritrovo e altro. Castiglione è fantastico e andrebbe vissuto a 360 gradi. Le parlo così perché sono un capo Scout e sono orgoglioso del mio territorio, solo che vorrei che anche altri ventenni come me la pensassero così e le assicuro che purtroppo non è così.
    Sono convinto che i ragazzi siano la risorsa più grande!
    Distinti saluti,
    Giuseppe Andrea Giuliano
    - giulianoga@kataweb.com

    F.P. - Caro Andrea, sono pienamente d'accordo con Te e sono certo che nei prossimi anni Castiglione diventerà più accogliente ed interessante per i giovani se già non ha cominciato a diventarlo. Per l'immediato futuro ci sarà un cambiamento importante della viabilità in via Verdi, nella parte alta del quartiere ''Fontane''. Le nuove opere più importanti sono sicuramente i due stralci riguardanti la riqualificazione del centro storico di cui si parla molto in questi giorni. Per quanto riguarda locali e punti di ritrovo ne dovrebbero sorgere ad opera dei privati nell'ex pastifico Cavalieri e nell'ex trattoria ''da Gianni'', mentre sta riaprendo un ristorante nel centro ed è inutile nascondere che molto mi aspetto dalla riqualificazione generale del centro storico e dallo spirito d'iniziativa degli imprenditori già presenti in centro e da quelli che vi apriranno nuove attività.
    C'è l'occasione, forse irripetibile, di usufruire di finanziamenti pubblici agevolati per le ristrutturazioni, i rinnovi e gli acquisti dei locali dove svolgere attività commerciali legandoli ad una dinamica di sviluppo che riporterà centinaia di abitanti nel centro cittadino, dopo un lungo declino che pareva irreversibile. E' un'opportunità da non lasciarsi sfuggire; per parte nostra inaugureremo a giorni una delle due palazzine della Ghisiola, che diverrà sede di associazioni ed attività rivolte prevalentemente ai giovani,mentre l'altra ospiterà un ostello, per giovani e non, che sarà funzionante a partire dal mese di febbraio 2007.

    E' vero che intende dare vita ad una sua lista alle prossime comunali?
    Lei crede che possa essere la soluzione alle critiche cadute sulla sua amministrazione in questi anni?
    Dario Botturi


    F.P. - Le critiche ad un amministratore pubblico sono inevitabili. A volte sono pacate e costruttive, spesso sono faziose e distruttive. Bisogna apprezzare le prime, che sono utili, e fare il callo alle seconde, che mirano a bloccare ogni politica dell'ente al fine di consentire, a chi le ha formulate, di poter dire, per prima cosa, che l'amministrazione non ha fatto nulla e poi di cercare ''sponde'' o di “lanciare messaggi”, secondo il triste teatrino della peggior politica, senza contare che poter vantare di aver bloccato l'azione del sindaco può aumentare il valore di ciascun capo nel momento in cui, con la fase pre-elettorale, si apre, almeno per alcuni, come Lei ben sa, un vero e proprio foro boario.
    La presentazione delle liste civiche credo che non sia mai collegata alla critica e neppure alla polemica politica. L'una e l'altra sono inevitabili; solo il tempo dirà se le scelte di un'amministrazione pubblica sono state giuste o sbagliate, se si è fatto meglio o peggio di chi ci ha preceduto, in maniera non difforme, in questo, da un'impresa per la quale solo la risposta del mercato dirà se quegli investimenti sono stati giusti o sbagliati. Ciò che di certo non deve fare un'amministrazione pubblica, come un'impresa, è di limitarsi all'ordinaria manutenzione. L'impegno deve essere quello di migliorare per raggiungere, o per mantenere, un livello di eccellenza e non di accontentarsi del risultato raggiunto o di quello che si è trovato. Una lista civica dovrebbe nascere da un forte civismo. Il senso civico implica, innanzitutto, consapevolezza dei propri doveri di cittadino, rispetto per le regole della convivenza civile, passione per la propria città e desiderio di migliorarla. Una lista di alto profilo, di cittadini disinteressati al proprio 'particulare' e desiderosi di operare per il bene pubblico, solleciti verso la propria comunità potrebbe essere preziosa per qualsiasi amministratore e costituire un utile bilanciamento alla logica partitica.

    Perchè non fa dimettere il presidente della commissione urbanistica comunale, vista l'incompatibilità del ruolo con gli incarichi pubblici conferiti al socio dello stesso?
    Angelo Castelli


    F.P. - A norma di regolamento comunale ciascuno dei gruppi presenti in consiglio indica il proprio rappresentante in commissione urbanistica e questi, a loro volta, eleggono il presidente. Non mi risulta che esista un'incompatibilità giuridica da parte dell'attuale presidente ad assumere la carica ed escludo, per conoscenza diretta, che egli ha mai ricevuto incarichi da parte del comune mentre l'ingegnere che sarebbe socio del presidente della commissione urbanistica ha ricevuto in cinque anni un solo incarico del comune, e non dei più rilevanti, essendo peraltro uno dei non molti professionisti mantovani che hanno risposto all'annuale bando comunale per gli affidamenti degli incarichi di progettazione.
    Non mi risulta neppure che la commissione, che esprime un parere importante ma consultivo, abbia effettuato discriminazioni tra professionisti. Ho comunque consigliato il presidente della commissione, visti i rapporti di collaborazione, peraltro non continuativa né societaria con il professionista a cui fa riferimento, di astenersi dall'esaminare e dall'esprimere valutazioni su proposte di varianti che vedano il coinvolgimento come professionista del collega a cui fa riferimento.

    Non si potrebbe intitolare una strada a Marino Marini aviatore della RSI ed un'altra strada ad Umberto Negrioli, stimato amministratore cittadino (Pci )? Un gesto di pacificazione!
    Ferruccio Rapetti
    - ferruccio.rapetti@alice.it

    F.P. - Abbiamo intestato nuove vie a Marino Marini, Giovanni Gentile, Carlo Cattaneo, all'avv. Giorgio Ambrosoli ed al gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa. Sono scelte vanno nel senso dell'abbandono di un uso mistificatorio, se non addirittura propagandistico, della storia come viene ormai invocato anche dalle voci più insospettabili - si pensi all'ultimo scritto di Pansa (''La grande bugia'') - e quindi che vanno nel senso della verità e – finalmente! - della vera pacificazione. Quanto ad Umberto Negrioli: era un buon comunista ed un amministratore onesto e capace. Credo che Lei abbia ragione. La Sua proposta Le fa onore.

    Egregio Signor Paganella,
    come membro della comunità di Castiglione sento la necessità di sottoporLe alcune considerazioni.
    Nel nostro comune mi pare di capire non esista un piano di viabilità degno di essere considerato tale. Lo stesso vale per le aree pedonali in centro, praticamente inesistenti! Qui il traffico e il transito di veicoli regna sovrano. Alcuni esempi?
    a) Via Porta lago strada stretta a doppio senso di marcia e senza un marciapiede.
    b) Via Ascoli al collasso stretta anch'essa e a doppio senso di marcia.
    c) In Piazza delle poste la viabilità è lasciata alla pura interpretazione (auto parcheggiate nella carreggiata di marcia!) e potrei citarne molte altre purtroppo.
    Riconosco comunque che con la sua amministrazione qualche cosa sta cambiando (rotonde e nuovo viale abbelliranno molto il territorio) ma non basta.
    Vorrei sapere quali sono le intenzioni della sua amministrazione in tal senso.
    Colgo l'occasione per porgerLe i miei più cordiali saluti.

    Fabrizio Bioni - info@eventcar.it

    F.P. - La situazione è quella da Lei descritta e buona parte delle difficoltà deriva anche dalle nostre cattive abitudini, tant'è che mi è capitato di frequente di ricevere richieste di usare la mano pesante, cioè di irrogare contravvenzioni contro chi parcheggia selvaggiamente lungo le vie citate, con l'esenzione, però, dei residenti secondo la bizzarra opinione che questi avrebbero il diritto di posteggiare anche in curva o in zona vietata in quanto residenti. Vi è un piano di viabilità risalente agli anni '90, al quale nessuna amministrazione ha mai dato seguito se non per il tentativo di chiusura parziale della piazza Dallò. Ora risulta ampiamente superato ed è in fase di elaborazione un nuovo piano che vedrà la luce contestualmente al nuovo Piano di governo del territorio e che terrà conto delle future zone di espansione e del ripopolamento del centro storico attraverso la ristrutturazione dei noti comparti. Nel frattempo sono state prese le iniziative che lei ha ricordato oltre a quelle per risolvere i nodi più caotici e pericolosi per il traffico. Ricordo, all'inizio del mio mandato, il nuovo assetto della zona ''Crocetta, via Caraffe, via San Pietro'' a cui seguirà nei prossimi giorni quello della parte alta del quartiere ''Fontane vecchia''. Interventi limitati ai punti più critici della viabilità rinviando il riassetto definitivo al piano complessivo del traffico in ordine al quale non verrei però che si nutrissero aspettative miracolistiche perché se è vero che è molto meglio avere uno strumento generale sulla viabilità e sui flussi di traffico piuttosto che non averlo, o lasciarlo in un cassetto, è altrettanto vero che le strade strette rimarranno tali e che i rimedi che verranno proposti saranno pur sempre dei rimedi a situazioni non modificabili per ragioni obiettive.
    Sul punto continuo a pensare che un miglioramento decisivo alla qualità della nostra vita potrà derivare principalmente dal nostro senso civico e dalla modifica delle nostre abitudini.

    Castiglione, negli ultimi anni, è stata arricchita di numerosi marciapiedi e ciclabili nella zona Ovest e lungo la ex Statale. Ma Lei, personalmente, ha mai provato a fare una passeggiata dalla Casina fino al c.c. Benaco? Se non ha ancora provato, Le concedo di farlo in una giornata di sole. Poi riprovi a fare altrettanto in una giornata di pioggia e, un pomeriggio dopo le ore 16 di questo inverno, faccia il terzo tentativo.
    Auguri. La prego, non ci risponda che è in progetto. E' vecchia...

    Mario Beschi


    F.P. - Caro Beschi, Lei ha perfettamente ragione e non le risponderò nel modo che Lei paventa perché quella ciclabile non è in progetto. Esiste uno studio di fattibilità, quindi uno strumento di larga massima, che individua vari tracciati. Il problema è sicuramente quello della volontà politica: bisogna individuare i tratti prioritari, eseguire la progettazione (tre sono i progetti obbligatori per gli interventi superiori ai 100.000 euro con un grado via via decrescente di approssimazione: quello preliminare, quello definitivo e quello esecutivo), reperire le risorse ed ottenere i pareri degli enti preposti, sempre la Soprintendenza di Brescia ed a volte la Provincia. In alcuni casi è necessario procedere ad espropri con atti notarili. Come vede si tratta di un iter accidentato che richiede una enorme convinzione e forza di volontà, come per ogni opera pubblica di un qualche rilievo. Questo non è solo per dirLe che non si può fare tutto quello che si vuole perché non ce n'è il tempo e non ci sono i soldi ma anche per rappresentare delle difficoltà che spesso non sono percepibili e che sembrano addirittura inconcepibili.
    Detto questo si deve ammettere che l'amministrazione da me guidata ha mostrato sensibilità per queste tematiche ed ha investito molto sulle ciclabili: con risorse proprie ca. 1.000.000,00 di euro a cui se ne sono aggiunti ca. 500.000,00 di monetizzazioni che, anziché essere incassate, sono state ''tradotte'' in realizzazioni di questo tipo ad opera di privati. Credo che siano stati realizzati circa 5 Km di ciclabili. Con quali criteri abbiamo privilegiato un tratto piuttosto che un altro? E' stata data la priorità alle ciclabili ai lati della ex statale goitese perché la riqualificazione urbanistica complessiva di quel lungo tratto stradale acquisito dal comune e trasformato in una circonvallazione urbana era parso prioritario.
    Secondo criterio: ciclabili urbane destinate non tanto per il passeggio o lo svago (a questo scopo sono stati realizzati numerosi percorsi naturalistici) ma per la messa in sicurezza dei cittadini ed in particolare di bambini e ragazzi, specie in prossimità delle scuole, laddove esistevano evidenti situazioni di pericolo (Via S. Pietro, Via Botteghino) cercando di far concorrere privati alla realizzazione di parte dei tracciati così da allungare le ciclabili e formare degli anelli completi o dei percorsi che vanno da un posto ad un altro e che non si arrestano a metà ( le note ''ciclabili nel deserto'', pezzi abbandonati, inutili e di difficile manutenzione). A questa logica rispondono anche quelle in corso di realizzazione ed a questo proposito prevengo le critiche di incoerenza con quanto detto svelando che il tratto mancante lungo via Cavour, tra quelle fatte in contiguità dal comune, dovrebbe essere completato dal privato proprietario frontista sollecitato in tal senso in modo da consentire ai cittadini di fruire dell'intero tracciato senza fastidiose interruzioni.

    Transito spesso da Castiglione. Appare piuttosto sgradevole (è un eufemismo) l'impatto estetico di due rotonde. La prima è quella dell'Italmark: una specie di grossa colonna - qualcuno pensa possa essere un'antenna per i telefonini mascherata - avvolta con un movimento ad elica da pannelli in maglia di rete molto grandi e colorati che richiamano i colori dell'arcobaleno. La seconda si trova prima del cavalcavia di Gozzolina venendo da Castiglione, poco dopo la Sterilgarda. Qui sono appoggiati barattoli di grandi dimensioni completamente bianchi con scritto in blu Sterilgarda. E' possibile rimediare?
    Pietro Gabriele

    F.P. - Le valutazioni estetiche sono sempre soggettive. Io mi assumo la ''paternità'' politica ed amministrativa , e quindi anche la responsabilità estetica, solo per la rotonda ''Italmark'', la cui realizzazione è stata concordata con il comune, regolata con una convenzione, oggetto di un esborso da parte della società per l'utilizzo degli spazi pubblicitari e gravata dell'onere di provvedere alla manutenzione, comprese le aiuole circostanti, per un decennio.
    Personalmente la realizzazione mi piace, mi convince assai più del progetto, sul quale avevo espresso, per la verità, qualche riserva. L'idea è originale, i materiali usati richiamano la modernità degli edifici industriali e commerciali circostanti e della nuova circonvallazione cittadina. Giusta l'idea di richiamare, con evidenza maggiore rispetto al centro commerciale, Castiglione delle Stiviere come città di San Luigi, che è uno dei ''brand'' su cui dovremo insistere per veicolare la nostra immagine. Efficace l'accostamento dei colori. Un tocco di bellezza ''futurista'' verrà aggiunto infine dall'illuminazione quando verrà effettuato l' allacciamento. Il mio giudizio personale è positivo, così come lo era per la rotonda delle "Messaggerie del Garda", che aveva seguito lo stesso iter, e per quelle affidate all'Indecast, addobbate in maniera più tradizionale ma ugualmente piacevoli. Sulla ''rotonda Sterilgarda'' declino invece ogni responsabilità. La società ha fatto tutto con la Provincia, proprietaria dell'area e né l'una né l'altra hanno ritenuto di informarci di nulla. Né abbiamo avuto notizia a cose fatte e barattoli spuntati. Immagino che siano state richieste le prescritte autorizzazioni e che tutto sia regolare. La valutazione sulla realizzazione è soggettiva, come dicevo prima. Noto che, seppure in maniera minuscola, è riportato sui barattoli un piccolo stemma di Castiglione così che i viandanti più attenti siano edotti del comune nel quale entrano.
    Solo un'annotazione en passant: ricordo la valanga di critiche, tutte politicamente ben orientate, che mi investì, coinvolgendo anche il legale rappresentante delle Messaggerie del Garda, per lo spazio ritenuto eccessivo concesso per la pubblicità dell'azienda. Esigo ora la par condicio, non certo verso l'azienda ma verso i miei omologhi provinciali sì!

    L'attraversamento del maxi incrocio dell'ospedale è spesso problematico: sono previsti interventi in materia?
    Antonella Marchi

    F.P. - Si tratta di una delle tre opere che il comune aveva deciso di anticipare, unitamente al secondo stralcio del centro storico ed alla rotatoria ai piedi del cavalcavia verso Montichiari. Probabilmente non si farà per una serie di problemi decisamente complessi da superare. Concordo peraltro con lei che la sistemazione dell'incrocio, con le aree pertinenziali dell'Ospedale e della scuola materna Rodari e con particolare attenzione alle problematiche legate al transito dei numerosi pedoni, debba essere una delle priorità di cui dovrà preoccuparsi la prossima amministrazione.

    Non era possibile trovare una soluzione migliore per la stazione delle autocorriere?

    Pietro Borselli

    F.P. - Francamente credo di no

    La Ecoenergy, ex Castiglione rifiuti, resterà sempre a Castiglione? Verrà ampliata, come qualcuno teme? Si sposterà?
    Gilberto Tarozzi


    F.P. - L'amministrazione comunale ha manifestato la propria decisa contrarietà all'ampliamento dei volumi attualmente trattati in considerazione del contesto urbano nel quale l'azienda si trova; da un lato vi sono industrie ma dall'altro vi sono abitazioni civili. L'amministrazione, esprimendo una valutazione politica e di opportunità, ha manifestato la propria contrarietà anche al cambio di destinazione d'uso del nuovo fabbricato, da uffici e ricovero automezzi a sede dell'officina interna e di parziale stoccaggio. La conferenza dei servizi convocata anche in merito a questo aspetto ha ritenuto che la nuova distribuzione delle lavorazioni derivante da questa variazione d'uso, a quantitativi invariati, costituisca un miglioramento delle condizioni generali di sicurezza dell'azienda che subì tre incendi concentrati in un solo anno.
    Ricordo che la conferenza dei servizi è un organismo tecnico e non politico dotato delle necessarie competenze tecniche e deputato dall'ordinamento ad esprimersi su insediamenti insalubri di I classe come la Ecoenergy e come gran parte degli opifici industriali, per la verità. La soluzione ideale per tutti (azienda, cittadini ed amministrazione comunale) è la delocalizzazione. In tal senso venne stilato un accordo con la proprietà che, le va dato atto, si è impegnata seriamente a trasferirsi lontano dall'abitato, trovando peraltro, in ogni occasione, opposizioni coalizzate al suo possibile nuovo insediamento. Il nuovo PGT individuerà nuove aree di sviluppo industriale e forse in quest'ambito si potrà trovare la soluzione del problema. La delocalizzazione dovrà rispettare, comunque, le indicazioni contenute nella relazione dell'ing. Miani che la commissione consiliare ha fatto propria e che tutto il consiglio comunale ha mostrato di condividere.
    10 ottobre 2006

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