Diciotto auto saccheggiate Vie transennate di notte

Raid notturni, Cerese reagisce

    di Francesco Romani Una baby-gang in trasferta: 18 le auto saccheggiate fra Cerese e Bagnolo nella notte fra sabato e domenica dai tre minorenni e un 18enne denunciati fra Mantova e Porto. Un raid compiuto fra le 4 del e le 5 del mattino, dopo la chiusura di un ritrovo notturno. E dove ormai da due mesi si scatenano liti fra gruppi che esplodono fuori del locale. Una situazione che ha allarmato non poco i residenti della zona. E il Comune corre ai ripari imponendo misure di sorveglianza straordinaria, come le transenne ad alcune vie a rischio e la richiesta di più vigilanza ai carabinieri.

    Siamo a Cerese, due passi da Mantova. Case cresciute in fretta per dare sfogo al capoluogo e dove le amministrazioni sono alle prese con residenti per la maggior parte con radici altrove. L'idea di «banlieu», di dormitorio del capoluogo è rifiutatata come un retaggio del passato. Ma è innegabile che qui anche i fenomeni giovanili tendono spesso ad estremizzarsi. Basta un locale di ritrovo, anche gestito con oculatezza ed attenzione, e bar aperti sino al mattino per innescare nei fine settimana una miscela a volte esplosiva fra alcol, microcriminalità e violenza gratuita.

    «Abbiamo ricevuto lamentele di residenti - conferma il sindaco Mario Mora - per schiamazzi notturni, parcheggi selvaggi e disturbi della quiete pubblica. Abbiamo chiesto più sorveglianza alle forze dell'ordine, ma anche misure drastiche da parte della proprietà di un locale che ultimamente utilizza proprio personale per transennare le vie adiacenti, evitando che il caos coinvolga i residenti». Qualcuno sollecita l'apertura della caserma dei carabinieri, attesa da un decennio: «Il progetto è orami pronto e il mese prossimo ci sarà il bando - conferma Mora -. Ma già oggi il personale in servizio ha sicuramente attenzione per la zona di Cerese».

    Riguardo alle 18 auto saccheggiate in una notte fra la vicina Bagnolo e Cerese «si tratta di fenomeni di microcriminalità - conferma l'assessore ai servizi sociali Barbara Botteri - legati a gruppi di giovani immigrati non residenti da noi. I nostri cittadini sono purtroppo vittime di questa situazione nei confronti della quale sono convinta che non basti il solo controllo del territorio. La nostra esperienza con il centro d'aggregazione giovanile è quella di un'interfaccia con l'universo dei giovani che ci tiene aggiornati sui bisogni dei nostri ragazzi».

    La baby gang che la Questura di Mantova ha denunciato alla procura dei minori dopo gli episodi di sabato notte è composta da ragazzini di 16-17 anni tutti di provenienza extracomunitaria. «La violenza - conferma l'assessore Botteri - è spesso legata a fenomeni di marginalità sociale. Anche per questo come Comune abbiamo voluto assumerci il carico della tutela dei minori».
    06 marzo 2007

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