Brescia, sgomberato il residence dei senegalesi
Milano, abbattute le baracche dei nomadi

     BRESCIA. In anni passati sarebbe stato inimmaginabile. Veramente difficile, fino a stamani, pensare che si sarebbero potuti murare gli spazi abusivi di vendita all'interno del'residence dei senegalesi', a Bovezzo: un immobile diventato noto in tutt'Italia, a anche nel Senegal, per essere un bazar africano nella provincia di Brescia e per le condizioni di vita di poco meno di duecento immigrati provenienti dalla nazione dell'Africa Occidentale In tre ore, invece, è stato portato tutto a termine e, quel che più conta, senza alcuna tensione. Non si può certo negare che alcuni dei senegalesi costretti a sgomberare gli spazi abusivamente occupati per vendere di tutto (dai bonghi ai detersivi) avevano l'aria decisamente triste. Ma era la tristezza per l'abbandono di una situazione da tempo consolidata: d'altra parte cèera anche per loro la consapevolezza che la storia del residence'Prealpino', dove solo tre anni fa erano ben seicento gli africani presenti, era giunta a una svolta. In un certo senso si è trattato di una svolta storica, figlia di quel protocollo d'accordo firmato da enti locali, Regione, Aler, sotto il coordinamento della Prefettura, nei mesi scorsi. Il residence, sulla base del protocollo, avrebbe dovuto essere lasciato libero dagli occupanti entro il 31 maggio scorso. Invece per i trasferimenti si èscelta la gradualità, e anche il lavoro congiunto di tutte le parti coinvolte, immigrati inclusi, per trovare degli appartamenti in città e provincia da affittare ai senegalesi. Fin dalle scorse settimane si era però capito, dopo aver preso atto dell'intenzione degli immigrati di aderire al protocollo, che il problema principale sarebbe stato rappresentato dagli spazi commerciali abusivi. L'intervento di oggi, coordinato dalla Questura e a cui hanno preso parte Polizia di Stato, provinciale, comunale, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del fuoco, è iniziato quando il sole si stava alzando sulle colline a Nord di Brescia, dove si trova Bovezzo. Non c'è stata alcuna opposizione da parte degli immigrati, solo tristezza e rassegnazione. Poi si è subito fatto in modo che 12 dei 28'negozi', tutti abusivi, non potessero più essere aperti. Personale dell'Aler ha murato porte e finestre e con i martelli pneumatici ha reso inutilizzabili i pavimenti della porzione di stabile interessata. Quest'ultima è stata un'operazione piuttosto energica, ma la situazione di degrado aveva raggiunto livelli inverosimili. Una storia, quella del villaggio Prealpino, che è figlia di uno dei cardini della società senegalese: l'ospitalità per il connazionale. Chi arrivava a Brescia dal Senegal sapeva che a Bovezzo avrebbe certamente trovato un materasso, magari sfondato, un pavimento anche se lercio, più difficilmente un letto. E dal residence partivano i senegalesi che con i borsoni si spostavano in città per distendere i teli sotto i portici di Corso Zanardelli e vendere occhiali, borse, cinture, dvd (sequestrati, in quantità ridotta, anche stavolta). Dal'Prealpino' sono state prelevate anche le vecchie macchine da cucire con cui venivano preparati i coloratissimi abiti che i senegalesi indossano per le grandi occasioni. Sempre in queste ore è stata diffusa dalla Prefettura la notizia che alcune famiglie hanno già firmato i contratti di locazione degli appartamenti in cui andranno dopo aver lasciato il'Prealpino'.

    Campo nomadi. Uno dei campi nomadi della zona di Chiaravalle, a sud di Milano, è stato sgomberato da agenti della Polizia di stato e della Polizia locale. Era occupato da 150 nomadi, in gran parte della ex Jugoslavia e della Romania, ma negli ultimi giorni molti si erano allontanati. Erano rimasti una cinquantina, tutti romeni, che se ne sono andati spontaneamente, prima che le ruspe abbattessero le baracche, in attesa di procedere allo sbancamento del terreno per evitare nuovi insediamenti. «Questi sgomberi sono mirati ad alleggerire la situazione nella zona di Chiaravalle - ha commentato il vicesindaco Riccardo De Corato, che ha presenziato all'operazione di stamani -. Dalla prossima settimana dovremo intervenire sulla parte più consistente di questi insediamenti». Nel frattempo, da domani sera, sugli autobus della linea 77 - che attraversa la zona - ci sarà una pattuglia del nucleo tutela trasporto pubblico della polizia locale per un'attività di prevenzione della microcriminalità e di gesti vandalici, a più riprese lamentati dai passeggeri.
    15 giugno 2007

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