di Francesco Romani
ROVERBELLA. Circa 160 nomadi sono stati sgomberati ieri da un'area di sosta abusiva nell'area industriale Paesa a nord di Roverbella. La maxi carovana composta da 40 veicoli fra camper e roulottes si era insediata lunedì spostando le barriere di protezione dell'area nei pressi dell'isola ecologica ed in aperta violazione dell'ordinanza comunale che dallo scorso anno vieta la sosta alle carovane. Numerose le proteste di aziende e dipendenti costretti per giorni ad una difficile convivenza.
«Ci siamo subito attivati _ conferma l'assessore all'Urbanistica e all'ecologia Angelo Cassini _ comprendendo le proteste dei cittadini che lamentavano sporcizia e rumori molesti ad ogni ora del giorno e della notte. Proprio per evitare la sosta abusiva in luoghi non adeguati, dallo scorso anno il sindaco aveva emesso un'ordinanza di divieto. Ordinanza che è regolarmente affissa agli ingressi del paese».
Nonostante questo, lunedì sera la carovana composta da una trentina di roulotte e una decina di camper, ha varcato la soglia dell'area industriale e, spostando le barriere in cemento che delimitano l'area destinata ai servizi, fra i quali l'isola ecologica, si è insediata nella zona. «Per noi questi giorni sono stati di forte disagio - conferma un imprenditore la cui azienda si è trovata nelle vicinanze dell'insediamento abusivo _. Gente che faceva i propri bisogni in strada, incurante del passaggio della gente. Rumori e sporcizia dappertutto ci hanno creato un forte fastidio». Anche gli operai che per conto del Comune stanno installando le telecamere all'isola ecologica hanno avuto forti disagi.
Il Comune, già da martedì, ha notificato l'ordinanza di sgombero immediato che è stato «ritardato» di 48 ore per motivi legati alla complessità dell'insediamento. Da ieri i nomadi, però, non ci sono più. «Negli scorsi anni insediamenti anche più piccoli _ conclude Cassini _ hanno lasciato sul posto una tale massa di rifiuti che è stato necessario spostarli con un cassone da 40 metri cubi. Ora speriamo che la tempestività del nostro intervento scoraggi altri tentativi d'abuso».
15 giugno 2007