«Eravamo tutti tranquilli, perchè la giornata era buona. Tutti si aspettavano la pioggia il giorno prima e invece... Invece ad un tratto il cielo si è fatto scuro e una leggera pioggia ha iniziato a cadere. Poi sempre più intensa, fino alla grandine e al vento, fortissimo». In quegli attimi Stefano Fontana è all'interno di una tensostruttura adibita a catering. «I teloni si sono alzati improvvisamente e le panche volavano da una parte all'altra del tendone. Eravamo in cinque persone, tre tecnici e due inservienti. Siamo rimasti lì sotto per un po', con il timore che prima o poi tutto volasse via. Ad un tratto ci hanno detto che le torri, quelle che reggono l'impianto di amplificazione e le luci, erano cadute. A quel punto siamo tutti usciti, tra l'altro aveva appena smesso di piovere, e davanti ai nostri occhi si è presentata una scena impressionante. C'erano persone che correvano e urlavano, ma devo dire con sincerità che la sicurezza è fatto un servizio impeccabile. Nel giro di pochi minuti tutti sono stati allontanati dalla zona che evidentemente era ancora pericolosa e a rischio di crolli. Ho anche soccorso un giovane ferito lieve, che ho accompagnato a farsi medicare. Mentre camminava, col sangue che gli colava addosso, mi ha chiesto se il concerto sarebbe continuato».
Stefano racconta anche di aver contribuito a sistemare alcune attrezzature cadute e spostate dal vento. «Ci hanno dato una mano anche alcuni gruppi musicali, tra cui i Linking Park, una band straniera che ci ha aiutato ad alzare delle pesanti transenne». Le operazioni di soccorso condotte dai vigili del fuoco di Venezia sono andate avanti fino alle 3.20 di notte. I pompieri hanno stabilizzato il palco, proseguendo contemporaneamente nell'opera di prelievo dei grandi teli di copertura, che avrebbero potuto produrre un «effetto vela». Ieri è cominciato lo smontaggio delle strutture da parte dei tecnici audio. Durante l'operazione, la Polizia ha interdetto i luoghi, presidiandoli. Secondo Stefano la scena più impressionante resta comunque quella delle torri cadute al suolo. «Ma ci sono altre due cose che mi hanno colpito. La prima è che il vento ha spostato di un paio di metri le zavorre del palco che pesano alcune tonnellate, la seconda è che ho visto tante ragazze e ragazzi piangere sia per quello che era successo, sia perchè il concerto era stato sospeso».