Nuovo vescovo, spunta l'ipotesi di Caccia

    di Stefano Scansani  "Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo", recita l'Ecclesiaste. Da un anno e sedici giorni il vescovo della di Mantova ha rinunciato al governo della diocesi per raggiunti limiti di età. Da Mantova e dalla Santa Sede non un segnale, neanche ufficioso, su un avvicendamento imminente. Questa lungaggine può far immaginare tre cose:

    1) la questione mantovana non è in cima alla lista delle priorità vaticane;

    2) il vescovo Egidio Caporello può tranquillamente procedere nella sua attività pastorale;

    3) la curia romana starebbe meditando una soluzione un poco trafficata per la quale l'attuale gerarchia locale non ha voce in capitolo.

    Stiamo drammatizzando? Persone bene informate da Roma ci dicono che nemmeno una delle tre situazioni è realistica, e che se non oggi in luglio, o in agosto oppure in settembre la Santa Sede, insieme il capo della nostra diocesi, concorderà il giorno e le modalità per la sostituzione che, di prassi, viene comunicata congiuntamente a mezzogiorno, nella sala stampa vaticana e formalmente nella sede interessata al cambio. Se sulla prassi non c'è niente da dire, è sulla permanenza del vuoto di informazioni e sul conseguente travaglio di congetture che vive la cronaca. Una data possibile sul calendario ordinario e innanzi tutto liturgico è quella del 29 giugno, venerdì prossimo, solennità dei Santi Pietro e Paolo nella quale per consuetudine la Chiesa promuove, annuncia, crea, trasferisce ed ordina. Lo sa bene Caporello che fu "traslato" (il linguaggio è canonico) a Mantova da Roma, dov'era segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, il 28 giugno di ventuno anni fa, la vigilia dei Santi Pietro e Paolo.

    La stessa storia di Caporello contraddice chi crede che l'estate piena dovrebbe costituire una ulteriore lunga parentesi e stasi. Caporello venne ordinato prete il 10 luglio del 1955 e fu eletto vescovo il 24 luglio del 1982. Poi, solo a settembre, le ordinazioni, gli ingressi e gli inizi del ministero pastorale. Come dire che il Vaticano potrebbe decidere anche nei periodi di vacanza. Come di dire che la Santa Sede ha tempi e modi frequentemente non in sincronia con i ritmi e le attese comuni. Per decidere ha un suo orologio. Decidere chi? Nel lungo e largo - e assolutamente variato e variabile - pronostico dei probabili nuovi vescovi di Mantova, brilla un nuovo nome. È quello di Gabriele Giordano Caccia, che non è vescovo, ma "soltanto" monsignore. Un uomo che nella gerarchia della Chiesa cattolica, oggi, ricopre un incarico che un politico potrebbe tranquillamente definire "quarto" nella gerarchia superiore. Semplifichiamo (e banalizziamo) scrivendo che i diretti superiori di Caccia sono solamente il sostituto della Segreteria di Stato Fernando Filoni, il segretario di Stato cardinale Tarcisio Bertone e, quindi, il Papa. Caccia è assessore, in sostanza viceministro, più precisamente assessore agli affari generali, promettente assai. Ma a quanto pare, però, nei silenti sommovimenti, rinnovamenti e riposizionamenti del personale e dei collaboratori, sarebbe parte della quota in movimento. I conti tornano. Giovanni Paolo II ha recentemente nominato il suo nuovo braccio destro, Bertone. Il nuovo Segretario di Stato a sua volta ha cambiato il suo sostituto e di conseguenza le novità vanno a interessare anche gli uffici alti delle Logge di Raffaello. Monsignor Caccia è di origini milanesi e ha 49 anni. Giovanissimo. Qualcuno, al di là del Tevere, lo dà in partenza per una importante nunziatura africana che gli consentirebbe di proseguire la carriera diplomatica. Qualcun altro, invece, lo descrive alle prese con l'opportunità mantovana che sarebbe un ritorno quasi a casa e una tappa nell'area pertinente alla sede cardinalizia di Milano. A questo punto c'è chi bisbiglia e rammenta il presunto timore che la sede di Mantova possa rappresentare un sosta lunga, addirittura un dimenticatoio, addirittura stretto. Basti fare il conto delle permanenza di Egidio Caporello che di anni a Mantova ne ha fatti ventuno, o del predecessore Carlo Ferrari che ne ha trascorsi diciannove. Se poi s'aggiunge l'assetto, le prospettive... i pessimisti dicono che a Mantova nessuno vuole venire. Contrario, invece, è il giudizio che ci viene testimoniato da chi conosce bene gli ambienti vaticani: la diocesi anselmiana è ritenuta a torto o a ragione una giurisdizione prestigiosa. Non va infatti dimenticato che l'immagine della Chiesa locale è speculare e parallela a quella della percezione esterna della città storica, culturale e civile

    . Toccherà ai Santi Pietro e Paolo decidere? Esprimere un responso anche su Gabriele Giordano Caccia? Scriviamo "anche", perché la rosa dei probabili non si è mai esaurita. Predica ancora i nomi del vescovo ausiliare di Brescia, Francesco Beschi, dell'ausiliare di Milano Erminio De Scalzi, del vescovo di San Marino-Montefeltro, il milanese fondatore di Comunione e Liberazione Luigi Negri. Sempre ricorrenti i nomi di Armando Brambilla, bergamasco, che a Roma è ausiliare del vicario del Papa, il cardinale Camillo Ruini; del mantovano Marco Belladelli che è cappellano al Fatebenefratelli ed è il responsabile della sanità nella diocesi di Roma. D'obbligo, ma al di là delle probabilità, la citazione del cerimoniere pontificio Piero Marini e del biblista, prefetto dell'Ambrosiana di Milano. È trapelato il nome di Carlo Mazza, responsabile dell'Ufficio Cei per la pastorale del tempo libero, turismo e sport. E se il Papa decidesse per una soluzione interna, territoriale? È successo a Verona, dove la sostituzione del dimissionario Flavio Roberto Carraio è avvenuta con una rapidità sorprendente con il vescovo di Vittorio Veneto, Giuseppe Zenti, un veronese. Domanda legittima. Caporello che cosa sa e come si muove? Risponde che continuerà la sua attività fin quando il Papa non deciderà altrimenti. Ma su prospettive e pronostici è comprensibilmente riservato ed evidentemente paziente. Lo provochiamo. Gli chiediamo se lo slittamento della decisione ha qualcosa a che fare con il 19 settembre, quando ricorrerà il venticinquesimo della sua ordinazione episcopale. Ci fa capire che festeggerà, da titolare o da emerito, in un modo o nell'altro. Oggi - solennità di San Giovanni Battista - la curia ha invitato i fedeli a pregare per il nuovo vescovo. L'iniziativa, decisa dal consiglio presbiterale in accordo con Caporello, è propiziatoria? Così piena di attese che alcuni preti avrebbero telefonato in curia per sapere se oggi, nel contesto di questa sollecitazione generale, sarà dato l'annuncio. L'ipotesi non sussiste, ma ogni giorno è buono.

    25 giugno 2007

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