MILANO. Con la partenza di un'ottantina tra donne e bambini sui pullman, diretti, dopo una lunga trattativa, verso i dormitori comunali, si è conclusa, a Milano, l'ennesima giornata difficile in uno dei tanti campi rom del capoluogo, quello in via San Dionigi, nella zona sud della città, già al centro, nei giorni scorsi, delle proteste dei cittadini.
Oggi pomeriggio un incendio ha infatti distrutto tutte le baracche del campo, in cui vivevano circa duecento persone. Ignote, per ora, le cause del rogo, divampato verso le 15.30. C'è chi dice di aver sentito uno scoppio, chi di aver visto prima le fiamme. Poi il centinaio di persone nel campo in quel momento è scappato portando con sè il salvabile.
I primi soccorritori raccontano di «fiamme alte venti metri», per la presenza di molto materiale altamente infiammabile tra le baracche che, in pochi minuti, hanno avvolto l'intero campo abusivo. «Sono 1.600 metri quadrati, me li hanno presi da cinque anni e non è la prima volta che c'è un incendio qui», commenta il proprietario dell'appezzamento, che accanto gestisce anche un deposito di bancali.
I vigili del fuoco hanno impiegato più di tre ore per domare le fiamme, poi hanno cominciato a mettere in sicurezza le bombole di gas, presenti numerose tra le macerie. Nel frattempo sono arrivati gli operatori delle associazioni che si occupano abitualmente dell'assistenza al campo rom: «Sono 50 famiglie, con circa 60 bambini, di cui 50 vanno a scuola», spiega suor Ancilla Beretta, dell'associazione'Nocetum'. «Queste persone - aggiunge don Virginio Colmegna, direttore della Casa della Carità - cercavano di dare un senso al loro stare qui: assieme abbiamo costruito i bagni e un allacciamento fognario, ed erano stati bravi a respingere i nomadi fuoriusciti da altri campi».
Poco prima delle 18 arriva anche l'assessore ai Servizi sociali del Comune, Mariolina Moioli: «Accoglieremo donne e bambini nei dormitori comunali, gli uomini si arrangino». «Milano - conclude Moioli - sta facendo più della sua parte ma bisogna che le altre istituzioni siano solidali perchè qui abbiamo visto anche gente arrivata pochi giorni fa dalla Romania».
«Questa è la zona rossa dei rom: a due passi ci sono i campi di Chiaravalle, Vaiano Valle e Poasco ma qui, in via San Dionigi, la situazione è tranquilla», racconta Alessandro Morelli, consigliere di Zona 5 per la Lega Nord. Poco distante da lui la vicepreside della scuola media Alvaro consola uno dei suoi allievi, Laurenz, 11 anni: i suoi genitori sono in Romania, e di lui e dei suoi due fratelli ora si occuperà suor Ancilla.
29 giugno 2007