Internet, fai-da-te contro i rischi delle chat

     I giovanissimi d'Europa conoscono le insidie del Web e le necessarie precauzioni da prendere, ma in caso di problemi seri preferiscono il fai-da-te, ricorrendo all'aiuto dei genitori soltanto nei casi più gravi. E' quanto emerge dall'indagine Eurobarometro sull'utilizzo di Internet e del telefono cellulare da parte degli adolescenti Ue pubblicata oggi dalla Commissione europea. I genitori possono stare tranquilli quando la figlia 13/e naviga in Internet? Possono essere sicuri che le conversazioni con il cellulare del figlio 11/e non nascondano pericoli?

    E' a domande come queste che la Commissione Ue ha cercato di dare risposte, con l'aiuto di un sondaggio realizzato tra gli adolescenti (9-14 anni di età) dei 27 Stati membri più la Norvegia e l'Islanda. Ne emerge un quadro a luci e ombre, che ha spinto Bruxelles a premere per una continua «sensibilizzazione» dei genitori ai rischi dei nuovi media. Il sondaggio, di tipo qualitativo, ha chiesto per la prima volta agli adolescenti Ue informazioni dettagliate sul loro utilizzo delle tecnologie'on line' e sul loro comportamento di fronte ai problemi e ai rischi collegati all'uso di Internet e del telefono cellulare. Le insidie potenziali sono soprattutto quelle legate alla sicurezza, ai virus, all'accesso a contenuti indesiderabili, al furto d'identità, ai contatti potenzialmente pericolosi con sconosciuti attraverso le chatroom. Di fronte a questi pericoli sempre in agguato, gli adolescenti conoscono anche le necessarie precauzioni da prendere. «Non si deve comunicare dati personali su Internet nè dare il numero di cellulare a sconosciuti», ha detto una ragazza del Lussemburgo tra i 12-14 anni.

    Tuttavia, alcuni hanno ammesso di essersi esposti a dei rischi e alcuni hanno riconosciuto di aver subito richieste insistenti e di essere entrati in contatto con sconosciuti. «L'ho incontrato alla stazione e quando ho visto che era un vecchio orribile di 44 anni me ne sono andato», ha confidato un ragazzo danese (12-14 anni). Sebbene siano a conoscenza dei rischi e delle precauzioni da prendere, in caso di difficoltà molti ragazzi chiederebbero consiglio anzitutto agli amici, preferendo rivolgersi a mamma e papà soltanto in ultima istanza, nei casi più gravi. «Ne parlerei con chiunque, ma non ai miei - ha detto una ragazzina tedesca (9-10 anni) -. Avrei troppa paura che mia madre si accorga che i suoi timori sono giustificati e che mi impedisca di partecipare alle chat room». Secondo Viviane Reding, commissaria Ue per la società dell'informazione e dei media, «è incoraggiante vedere con quale fiducia la gioventù europea adotta le tecnologie digitali. La capacità di utilizzare attivamente i nuovi media è essenziale per costruire una società della conoscenza in Europa». Allo stesso tempo, ha proseguito, «i risultati dell'indagine sottolineano che l'Europa deve prendere misure dinamiche per l'educazione alle tecnologie in linea. Dobbiamo anche continuare a sensibilizzare il grande pubblico, e in particolare i genitori, alle opportunità e ai rischi dei nuovi media. Quando è in gioco la sicurezza dei nostri bambini, l'attenzione non è mai troppa». L'indagine indica che, per la maggior parte, i ragazzi intervistati navigano su Internet più di una volta al giorno e possiedono anche un cellulare proprio. In una certa misura, l'uso del Web è limitato dai genitori, mentre l'utilizzo del telefonino è molto più libero e meno controllato.

    11 agosto 2007

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