MILANO. Telefonini, internet, computer portatili e palmari. Più la tecnologia è tascabile, più la vacanza è rovinata. Tanto che otto italiani su dieci, quando sono al mare o in montagna, proprio non riescono a staccare la spina e a dimenticare i problemi di tutti i giorni. E su una giornata di 24 ore, fino a quattro di queste sono perse ad esempio nella disperata ricerca di un internet cafè, da cui scaricare la posta elettronica, o tra una telefonata di lavoro e il tentativo di risolvere a distanza il pagamento delle bollette, o l'iscrizione a scuola dei figli. I dati arrivano da un'indagine promossa da MetaComunicazione, che ha coinvolto 50 psicologi e sociologi e circa 120 persone appartenenti alle diverse tipologie di vacanzieri. E che dipinge le vacanze come un periodo addirittura più stressante della routine quotidiana: per sei esperti su dieci, infatti, «la maggior parte degli italiani tornerà in città carica d'ansia e di aggressività». Se per l'84% degli italiani coinvolti nello studio l'obiettivo, al momento della partenza, era quello di «dare un taglio netto a tutto ciò che riguarda il resto dell' anno», solo il 9% dice di farcela. Di tutti gli altri, il 21% spreca almeno un'ora e mezza al giorno per gestire telefonate legate al lavoro o questioni lasciate in sospeso in città; per il 43% si arriva a due ore al giorno, mentre per un vacanziero su tre (31%) il tempo sottratto alle vacanze arriva addirittura a quattro ore.
E non va certo meglio a coloro che sognano di sparire per qualche giorno: il 79% degli intervistati pensa che in vacanza sia «impossibile avere un pò di privacy», a causa del dilagare delle telecamere di controllo nei luoghi pubblici, ma anche per la possibilità di «rintracciare chiunque utilizzi carte elettroniche per i pagamenti». Il 37%, inoltre, dice di «avere spesso l'impressione di essere osservato e controllato», mentre il 28% del campione ammette «che ormai sono pochissimi i luoghi dove ci si sente veramente liberi». Il quadro, per gli esperti, è «catastrofico: sta infatti venendo meno la funzione fisica e psicologica della vacanza», mentre «il continuo senso di oppressione e di essere sempre sotto controllo» fa vivere gli italiani in un continuo stato di ansia.
11 agosto 2007