MILANO. Quello che fino a ieri era poco più che un sospetto, con l'acquisizione di documenti effettuata dalla Guardia di Finanza negli uffici del Comune e della Provincia di Milano e della Regione Lombardia, sì è trasformato in una questione da chiarire per vie giudiziarie. E cioè se gli enti locali siano stati o meno truffati per aver sottoscritto contratti derivati.
E' quanto dovrà chiarire l'inchiesta coordinata dal pm Alfredo Robledo e condotta dalle Fiamme Gialle avviata ai primi di settembre. Per ora l'ipotesi di reato, ancora a carico di ignoti, è truffa aggravata in quanto alle amministrazioni pubbliche sarebbero stati piazzati con eccessiva facilità o, peggio, con l'inganno, strumenti finanziari complessi, prodotti derivati come i contratti swap e sinking fund, da cui, forse, gli enti avevano poco da guadagnare. Per questo, i militari della Gdf oggi si sono presentati al Pirellone, a Palazzo Marino e a Palazzo Isimbardi con un ordine di esibizione per acquisire ogni documento relativo a quei contratti: «appunti, note (...), corrispondenza cartacea ed elettronica intercorsa con istituti di credito intervenuti» si legge nel provvedimento firmato dal pm, nonché «la documentazione relativa a rapporti al riguardo intercorsi con intermediari o consulenti, ovvero con ogni ente o persona fisica interessata».
Gli investigatori vogliono capire in particolare quali siano i diversi istituti di credito, in particolare esteri, ma anche italiani, con cui le amministrazioni, a partire dal 2002, hanno siglato contratti derivati per mettersi al riparo dai rischi finanziari legati all'emissione di bond e al loro rimborso. Il sospetto è che a guadagnare fossero solo le banche. Tra i casi al centro dell'interesse ci sarebbe il bond da un miliardo di euro emesso nel 2002 dalla Regione. Un ex consigliere regionale ed ex senatore, Roberto Biscardini, aveva sollevato dubbi sulla reale convenienza per l'amministrazione di quell'operazione conclusa con Merril Lynch e Ubs, ipotizzando un costo per la Regione di 35,5 milioni di euro a fronte di un rischio creditizio rilevante.
E proprio a quel bond fa riferimento la Regione in un comunicato in cui parla di «opportunità, trasparenza e convenienza» verificate «nel dettaglio», per un'operazione «supportata dai migliori advisor internazionali». «Ben venga dunque - prosegue la nota del Pirellone, che nell'inchiesta è parte offesa insieme a Comune e Provincia di Milano - l'approfondimento da parte della magistratura a ulteriore conferma, ne siamo certi, dell'accortezza e dell'efficienza amministrativa della Regione Lombardia, oltre che a giusta tutela di tutte le amministrazioni pubbliche».
19 ottobre 2007