Stipendi triplicati e moltiplicati grazie alla frammentazione dei settori dell'amministrazione, una sessantina di dirigenti assunti senza rispettare i criteri di esperienza e competenza necessari, chiamati a sostituire funzionari del Comune che rappresentavano «la memoria storica» di Palazzo Marino: con queste ipotesi la Procura di Milano ha indagato il sindaco Letizia Moratti per abuso d'ufficio. Insieme con il primo cittadino sono indagati quattro alti dirigenti accusati di abuso d'ufficio, concussione e truffa aggravata.
Il procuratore aggiunto Corrado Carnevali e il pm Alfredo Robledo da mesi avevano in mano un fascicolo aperto sulla scorta di un esposto del consigliere di opposizione Basilio Rizzo e di un secondo esposto anonimo. In quel fascicolo sono confluite le carte di un'indagine della Corte dei Conti. Oggi la Guardia di Finanza e i carabinieri della polizia giudiziaria hanno perquisito per molte ore gli uffici del municipio. Con Moratti sono indagati l'ex sindaco Giampiero Borghini, ora direttore generale del Comune, accusato di abuso d'ufficio, concussione e truffa aggravata; la sua vice, Rita Amabile (concussione); l'ex direttore centrale delle risorse umane, Federico Bordogna (concussione); il capo di gabinetto, Alberto Bonetti Baroggi (truffa aggravata). Sono le «gravi modalità «con cui alcuni alti funzionari del Comune sarebbero stati indotti alla pensione a dare sostanza all'accusa di concussione. Una decina di dirigenti di lunga data, a fine agosto 2006 sarebbero stati convocati dai vertici del Comune e posti davanti a una scelta da prendere nel giro di due o al massimo tre giorni: mantenere l'incarico, ma cambiando funzione (quale non era dato sapere), con un demansionamento e un taglio dello stipendio che poteva arrivare al 25%, oppure andare subito a godere di una pensione calcolata sullo stipendio di quel momento. Una forzatura o meglio una «costrizione», come si legge nel decreto di perquisizione, negli «accordi di risoluzione consensuale di rapporti di lavoro», che per l'accusa può configurare a carico di Borghini, Amabile e Bordogna un reato punito con la reclusione dai sei mesi ai tre anni. Si tratta di un «azzeramento della memoria storica» di Palazzo Marino, spiegano gli investigatori, «cui si aggiunge la beffa» di una lettera spedita dal sindaco per invitare quegli ormai ex funzionari a una cerimonia in cui riceveranno una medaglia di benemerenza per la loro «lunga e fattiva collaborazione».
Al sindaco, cui spetta l'individuazione delle persone da nominare secondo criteri di esperienza, competenza e professionalità, nel rispetto del principio di pubblicizzazione all'interno dell'amministrazione pubblica, è contestato invece il capitolo assunzioni. Tra coloro che hanno ricevuto incarichi con stipendi fino a oltre 200 mila euro all'anno, ci sono dirigenti che per la Procura non avevano i requisiti necessari. Gli inquirenti vogliono poi capire se Bonetti, Baroggi e Borghini, che sono anche consiglieri regionali, abbiano dichiarato agli enti locali il doppio incarico (che comporta un doppio stipendio).
«Sono orgogliosa dell' organizzazione che ho fatto e la rifarei», ha dichiarato il sindaco Moratti dopo aver appreso di essere indagata. «Sono serena e tranquilla - ha aggiunto - lasciamo che la magistratura possa compiere, come è giusto, le sue indagini. Collaboriamo pienamente. Sono certa che si concluderà positivamente».
30 novembre 2007