Le violenze sul bus del branco
Denunciati quattro bulli

Una ragazza capeggia un branco. Ma anche storie di ordinario bullismo

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    Sono stati denunciati i quattro giovani ritenuti responsabili degli atti di bullismo sulla linea dell'Apam che collega Mantova a Volta. Sono tre ragazze e un maschio, tutti maggiorenni, che dovranno rispondere di violenza privata. Ma l'indagine dei carabinieri non è chiusa. Dalle tante testimonianze raccolte pare infatti che almeno una ventina di studenti faccia parte del branco autore delle prevaricazioni ai danni di compagni più fragili e più giovani.

    LA VICENDA RACCONTATA DALLA GAZZETTA

    MANTOVA.
    Obbligate a comporre temi a sfondo sessuale esplicito e spogliate per scrivere su braccia e schiena frasi oscene. Stanche delle angherie subite sui pullman della linea 7 fra Volta e Mantova, alcune tredicenni hanno vinto il timore di possibili ritorsioni e si sono rivolte ai genitori che hanno subito denunciato gli episodi di bullismo all'Apam e alla scuola, tutelandosi con l'assistenza di un avvocato. «Angherie intollerabili» spiega esasperata una delle madri «che non vogliamo che le nostre figlie subiscano ulteriormente».

    LA VICENDA. Sale sull'autobus e pretende i posti migliori. Se qualcuno si rifiuta viene pesantemente minacciato, a volte anche picchiato. Costringe ragazzine ma anche ragazzi a scrivere, sui fogli protocollo, temi a sfondo sessuale. Li «corregge» e se non sono graditi ecco che arrivano le punizioni. La capo branco sembra essere proprio lei, una ragazza maggiorenne che ogni giorno sale sul bus della linea 7 dell'Apam, diretto a Volta Mantovana. Il pullman del terrore, così come viene ormai soprannominato, parte alle 13.13 dalla fermata di via Sant'Alessio.
    Lungo il tragitto la ragazza, spalleggiata da un'altra coetane e da una minore, semina panico e paura. Può contare sull'appoggio di una ventina di altri giovani che del bullismo hanno fatto uno stile di vita, senza che nessuno finora - dicono le famiglie esasperate - «abbia avuto la forza o la volontà di intervenire. E' impossibile che nessuno abbia saputo o avuto sentore di quello che sta accadendo sulla famigerata linea 7».

    Ma l'articolo pubblicato dalla Gazzetta di Mantova ha smosso le acque e sembra che la magistratura abbia avviato un'inchiesta.
    Alla segnalazione di un genitore, infatti, se ne sono aggiunte tante altre che confermano le incredibili violenze psicologiche e talvolta anche fisiche che, quotidianamente i ragazzini, sono costretti a subire. E non si tratta di casi isolati come qualcuno potrebbe o vorrebbe far credere, ma di una prassi ben consolidata. Un certo tipo di «nonnismo» scolastico c'è sempre stato ma di durata limitata nel tempo. La vicenda di Volta, invece, va avanti da mesi. I genitori dei ragazzi tiranneggiati (almeno una decina) sono esasperati non solo dal bullismo dilagante ma, dicono, «dal totale disinteresse di chi invece dovrebbe intervenire». Accuse pesanti ma più volte ribadite.

    Molte delle giovani vittime sono state costrette a cambiare bus, qualcuno scende a fermate diverse e si fa venire a prendere dai genitori. La situazione è intollerabile. Per non parlare delle violenze psicologiche.
    Sono costretti a descrivere, per iscritto, un rapporto sessuale, ad immaginarlo con un compagno o una compagna di classe e se non è sufficientemente piccante si va incontro ad una punizione certa. Una sorta di marchio che viene impresso su varie parti del corpo con pennarelli indelebili.
    L'episodio più vergognoso: un ragazzino di colore che si era rifiutato di scrivere le «porcate», è stato marchiato con la scolorina, affinché si leggessero chiaramente.
    01 dicembre 2007

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