Da un lato i pendolari arrabbiati per «la scarsa puntualità dei treni, le carrozze indecenti, le tariffe alte rispetto alla qualità del servizio, i modesti investimenti per il trasporto locale». Dall'altra l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, che non si è sottratto al confronto, a tratti anche ruvido, e che ha risposto punto su punto a tutti gli addebiti. E pur fra differenze lo scontro ha avuto più di un punto di incontro: c'è stata qualche contestazione fra i presenti, ma anche applausi.
Il dibattito si è tenuto durante un'assemblea nazionale dei pendolari, nel pomeriggio alla Camera del lavoro di Milano, a cui hanno preso parte molti esponenti dell'ambientalismo, il presidente della commissione Lavori Pubblici del Senato, Anna Donati, molti assessori regionali ai trasporti. In sintesi le Fs sono state accusate di «investire troppo sull'alta velocità e poco sul trasporto locale, di aver creato una giungla tariffaria e di costare troppo tra tasse e costo dei biglietti al viaggiatore». Senza dimenticare che «i convogli sono sporchi, poco puntuali anche se ci sono miglioramenti, e che il progetto Mille treni è fermo al palo». Sulla responsabilità delle Regioni nel mancato finanziamento alle ferrovie c'è stata sintonia di posizioni e anche, con prudenza, sulle tariffe.
«Siamo in un regime di liberalizzazioni - ha sottolineato Moretti - e mancano i soldi per finanziare il piano industriale che prevede l'aumento del 50% dell'offerta ferroviaria nelle metropoli in quattro anni. Le tariffe del trasporto locale sono definite dalle regioni ma sono basse, tenete conto che in generale il treno costa il 40% in meno rispetto agli anni Sessanta. Ora noi non vogliamo tagliare i servizi ma abbiamo fatto un piano di aumento di produzione. Per il piano servono 3.900 milioni dalle Regioni e dalle tariffe, 1.500 dallo Stato, l'Alta Velocità è in attivo e si paga da sè. La pulizia è invece un nostro problema: abbiamo dato disposizione a un ente terzo di certificare, insieme ai tavoli regionali con la partecipazione di associazioni di consumatori e sindacati, la qualità. Se gli standard non saranno rispettati a marzo saranno rescissi i contratti».
Sull'accettazione di aumenti delle tariffe legati alla qualità si sono detti d'accordo più pendolari così come «sulla necessità di finanziamenti maggiori da parte delle Regioni e del Governo». In tal senso si è espresso anche Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente che però contesta «la scarsa efficienza dovuta a chi gestisce e che per esempio la sottoutilizzazione a Milano del Passante Ferroviario è dovuta alla scarsa comunicazione del servizio».
Anna Donati ha invece detto che «se una parziale riduzione c'è stata nei finanziamenti è anche vero che nel complesso le ultime due Finanziarie hanno dato risorse notevolissime, a differenza del centrodestra, per il rilancio del treno».
08 febbraio 2008