Carriere/Marmitte che passione

    di Giorgia Mazzotti Era uno di quei ragazzini che amano sentire il rombo del motore quando sfreccia su due ruote per le vie della città. Sono passati più di cinquant'anni e adesso Roberto Cavalli, classe 1940, è il titolare dell'azienda Csc di Gazzo Bigarello che produce scarichi sportivi per auto. Quasi un centinaio di pezzi dalle prestazioni speciali, che dal 1980 vengono sfornati ogni giorno. E che ora puntano a dare potenza alle auto da corsa sui circuiti. Una passione fatale, quella di Cavalli, alla quale ancora poco più che 16enne dedica già il tempo libero del suo lavoro in officina.

    Cresciuto nella campagna di Virgilio, Cavalli inizia a lavorare presto per dare una mano in famiglia. A soli 11 anni è già nei campi al seguito del padre per arrotondare la paga da portare a casa. Ma la terra non risponde alle sue ambizioni rombanti. Così, appena può, il giovane lascia quell'universo scandito dal ritmo incessante delle stagioni: va a lavorare in un'officina metalmeccanica, in città. Lo assumono come aiutante nell'azienda Maioli, in via Trento, dove si producono i sostegni tubolari in varie fogge e misure per tenere su tavoli e sedie.

    I sogni di Cavalli prendono spunto proprio da quella materia prima metallica, si attorcigliano attorno ai pezzi di tubo avanzati, che con lui si trasformano in un intrico di curve, strettoie e vie d'uscita fragorose per il gas di scarico del suo motorino. La lezione del duro lavoro nei campi Cavalli, comunque, non la dimentica. E non si risparmia mai: piega, taglia, vernicia senza sosta. Nel giro di poco tempo il titolare lo nomina capo-officina dell'azienda con 18 dipendenti, tra i quali ci sono anche altri tre fratelli Maioli.

    Cavalli lavora con dedizione e, una volta terminato quel che c'è da fare, resta attaccato alla macchina elettrica che si è procurato per riuscire a piegare a freddo i tubi da attaccare al motore. Di quel suo talento di modellatore di curve metalliche vengono a sapere i titolari dell'azienda che diventerà la Supersprint. Uno degli imprenditori è il fratello di quell'Amedeo Bignami che faceva il co-pilota per Nuvolari e Varzi e che si è lanciato sul mercato della produzione di marmitte insieme con il futuro genero Bruno Gilli. Cavalli ricorda che i due erano approdati a Mantova da Verona e che hanno sentito parlare della sua abilità. Lo fanno chiamare perché dia loro una mano. L'ex operaio modellatore di tubi racconta: «Vado a Dosso del Corso durante la pausa-pranzo e mi trovo davanti a un mucchio di tubi rotti nel tentativo di realizzare marmitte, che loro puntavano a fare assemblando curve pre-stampate».

    Lì Cavalli tira fuori la sua macchina elettrica e si mette a forgiare un tubo fino a piegarlo completamente su se stesso. Impressionati, Bignami e Gilli gli offrirebbero un'assunzione che lui, in un primo momento, rifiuta. Non vuole tradire la fiducia di Maioli - spiega - per il ruolo di responsabilità che gli ha affidato. Ma a fargli presto cambiare idea ci si mettono le incomprensioni che si succedono in officina, amplificate dal richiamo degli scarichi rombanti che continuano a risuonare nella sua testa.

    E' il 1959 quando Cavalli lascia l'officina Maioli e va a Dosso del Corso. «Eravamo in quattro in tutto - ricorda - cioè i due titolari, una sorta di manovale ed io».
    Le marmitte sono il suo mondo e a quelle dedica tutte le sue energie. «Nel giro di un anno e mezzo - dice Cavalli - da 4 che eravamo siamo diventati 15. Poi da quell'unico capannone del Dosso ci siamo trasferiti ad Eremo, dove i capannoni sono diventati tre e i dipendenti 40».
    L'orgoglio del suo lavoro lo spinge a chiedere di poter entrare anche lui in società. Quando capisce che è una strada sbarrrata, Cavalli coinvolge altri tre colleghi e fondano a Gazzo Bigarello la Csc (Costruzione silenziatori e collettori). E' il 1980. Pian piano i soci abbandonano, e nel 2001 resta lui il titolare unico. Produce scarichi in acciaio, modellati per motori che vanno dalle Alfa alle Ferrari.

    All'approssimarsi del 68 anno Cavalli non intende fermarsi. Decisivo il recente incontro con il pilota e collaudatore di motori Benedetto Ferrarini, che come lui è passato attraverso l'esperienza Supersprint. Ora Ferrarini entra in azienda per avviare una produzione di marmitte per le gare sportive. «Perché lo scarico è la vera anima del motore», dice Ferrarini. E negli occhi ha lo stesso luccichio dell'acciaio di quei tubi.

    LA SCHEDA

    Roberto Cavalli è nato a Mantova il 6 marzo 1940. Il suo papà lavora in campagna, a Virgilio. Terminata la quinta elementare, per una famiglia con sei bocche da sfamare il lavoro sembra l'unico sbocco possibile; e lui va ad aiutare nei campi. A 16 anni, però, Cavalli capisce che la campagna non è il suo mondo e sceglie di lavorare in città nell'officina metalmeccanica Maioli, in via Trento, dove si producono dettagli tubolari per l'arredo. In orario di lavoro Cavalli si dà da fare per realizzare le gambe per i tavoli e le sedie.

    Nel tempo libero quei tubi li usa invece per creare marmitte speciali per il suo motorino. In azienda da Maioli ci sono diciotto dipendenti, tra i quali anche i tre fratelli del titolare. Ma dopo un paio d'anni il titolare decide di nominare Cavalli capo-officina. Il richiamo delle marmitte continua a suonare nel suo cuore. E' per questo che nel 1959 Cavalli lascia l'officina Maioli, dopo che a Dosso del Corso si stabilisce l'azienda Supersprint. E lì lui va a fare quello che lo appassiona fin da ragazzo: creare speciali scarichi per i motori. Quando Cavalli viene assunto, alla Supersprint - dice - lavorano tre persone in tutto. Lui ci mette tutto l'impegno, il tempo e la passione che ha. E ricorda che nel giro di un anno e mezzo tra dipendenti e titolari all'azienda di super-marmitte arrivano a quota 15.

    Cavalli viene chiamato a fare il militare, ma alla Supersprint continua a lavorarci ogni volta che ha una licenza; e lì ritorna appena finita la leva. Passa un paio d'anni e i Cavalli viene promosso capo-officina dal titolare Dante Bignami. Tutto va bene, ma a 40 anni Cavalli sogna di potere fare il grande salto: da dipendente a titolare. Chiede di entrare in società con Bignami e Gilli, ma le cose non vanno come chiede. Così nel 1980 Cavalli esce dalla Supersprint, fonda la Csc a Gazzo Bigarello e dà il via alla sua produzione di scarichi sportivi.
    20 febbraio 2008

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