di Giorgia Mazzotti
Da bambino sognava di guidare uno di quegli aerei che il nonno gli faceva vedere all'aeroporto militare di Ghedi: il Tornado. Un sogno coltivato anno dopo anno sia davanti alla consolle dei videogiochi sia col naso per aria alle varie manifestazioni aeronautiche nazionali. Così, già ragazzino, Mirco Caffelli risponde sicuro a chi gli chiede cosa vuole fare da grande: «Pilota militare». Poi studia, si iscrive alle selezioni per l'Accademia aeronautica militare e le passa tutte, una dopo l'altra. Fino all'ultima occasione: entrare nella pattuglia delle nove Frecce tricolori.
Il 1° maggio per Mirco - 30 anni da compiere nella seconda metà dello stesso mese - sarà la prima uscita ufficiale in occasione della tradizionale manifestazione che si tiene a Rivolto di Udine, base della pattuglia acrobatica nazionale, che quest'anno festeggia il 45° anniversario. E dalla base militare friulana prenderà il via un tour incessante in giro per il mondo, a bordo di uno dei nove velivoli della pattuglia acrobatica, famosa per lasciare nel cielo quelle inconfondibili scie bianco-rosso-verdi a forza di sterzate, giravolte, decolli e planate spettacolari. Con le sue esibizioni - spiega il pilota mantovano - il gruppo delle Frecce tricolori ha il compito di rappresentare la nazione e l'Aeronautica militare nelle principali manifestazioni aeree del globo, ma ha anche una funzione di eccellenza operativa in caso di necessità per azioni di supporto aereo alle forze terrestri.
E il capitano partito da Viadana, il suo sogno avventuroso di bambino l'ha messo alla prova a colpi di selezioni dure e incalzanti, fatte di studio ed esercitazioni, talento e determinazione a farcela rispettando regole rigide oltre ogni logica e prove da passare sempre al primo colpo. Perché - spiega Caffelli - per diventare pilota militare devi passare varie selezioni, che partono dalle prove scritte di italiano e matematica per entrare in Accademia, ma che poi includono visite di idoneità fisica senza possibilità di errori e fasi di volo scandite da punteggi e verdetti che non ammettono tentennamenti. Per lo scritto di italiano e per quello di matematica, infatti, c'è sempre una seconda possibilità, ma non per una vista che deve rivelarsi soltanto perfetta e nemmeno per le prove pratiche di volo, acrobazie e transvolate in formazione. In questi momenti l'esercito non ammette alternative: o si passa al primo colpo o niente, avanti il prossimo.
Il Tornado alto nel cielo come primo amore, ma i piedi ben saldi per terra, Mirco Caffelli fa tutto quello che gli dice il cuore senza dimenticare la realtà. Così, al termine delle scuole medie si iscrive all'istituto per geometri perché male che vada l'idea di disegnare edifici non gli dispiace. Intanto ci prova: prima per l'accesso all'Accademia aeronautica militare, sede di Pozzuoli (Napoli), e poi per le varie tappe che - da lì - gli danno la possibilità di prendere il brevetto per volare, quelle per fare acrobazie celesti, per portare a termine un volo senza affidarsi ad altro che alle strumentazione e poi per condurre un jet e combattere. Infine, arriva a specializzarsi nella guida dell'aereo che ha acceso la scintilla della sua passione: il Tornado. In Accademia, Mirco, ci entra quasi per il rotto della cuffia, all'indomani dell'esame di maturità e resiste alle durezze della vita militare che rimanda a casa tanti compagni, che sembravano motivati quanto lui. Poi iniziano gli esami con l'istruttore che gli lascia la cloche sull'aereo ad elica (SF260), le acrobazie, il volo strumentale e quello in formazione.
Passato tutto nel migliore dei modi, Caffelli finisce alla 'Airforce base' texana con i migliori allievi del mondo occidentale e passa ai jet ad elevate prestazioni (T37 e T38), conquistandosi il 2° posto. E ha il privilegio di poter scegliere il mezzo: che altro, allora, se non il Tornado MB339 CD? Abilitato a condurlo sui cieli nazionali in pace e in guerra, fa l'ultimo tentativo: entrare nelle Frecce tricolori. Vince, e ora è pronto a decollare su un MB339 A/PAN che porta il numero 7.
LA SCHEDA Mirco Caffelli è nato a Viadana il 22 maggio 1978. Dopo l'esame di terza media si iscrive all'istituto superiore per geometri con l'idea, comunque, di fare tutto il possibile per passare le selezioni di accesso all'Accademia militare aeronautica. Fa il suo primo volo a 17 anni, su un velivolo dell'Aeroclub civile di Parma, dove sale come passeggero pagante. Nel gennaio 1997 - mentre Mirco frequenta l'ultimo anno dei geometri - esce il concorso dell'Accademia aeronautica per diventare pilota. A marzo c'è la prima prova a quiz, a maggio visita medica e prova di italiano e a metà luglio quella di matematica, a pochi giorni di distanza dall'esame di maturità. Mirco supera tutti gli esami e viene convocato per l'esame orale a Pozzuoli. Passano i primi 85 e lui risulta il primo degli esclusi: è 86°. Non fa quasi in tempo a rammaricarsi che arriva la telefonata di convocazione al posto dei tanti rinunciatari. Così il 28 agosto 1997 Mirco entra in Accademia, corso Urano IV. Meno di un mese dopo vengono fatte ulteriori selezioni a Latina per la prima fase di volo. A fine ottobre ottiene il brevetto da pilota e torna in Accademia. Nell'estate 1998 torna a Latina per la seconda fase: volo acrobatico. Nell'estate del 1999 supera la terza fase: volo con l'uso dei soli strumenti e nel 2000 quella del volo in coppia. Nella primavera 2001 si laurea all'università Federico II di Napoli. Un'ulteriore selezione gli consente l'accesso alla scuola di volo su jet alla Airforce base americana di Sheppard, Texas. Nel 2003 l'esame con il diploma finale: Mirco arriva 2° del suo corso. Può scegliere il mezzo dei suoi sogni: il Tornado. Fa il corso abilitante per la guida in Italia, a Ghedi, poi viene inviato al suo reparto di appartenenza, a Gioia del Colle (Bari), dove inizia la fase di volo più avanzato e ottiene - è il 2007 - la Combact readiness. Prova quindi il concorso per entrare nelle Frecce tricolori ed è l'unico che passa tra la decina di candidati.
05 marzo 2008