Lo stilista che costruisce le moto

Roberto Rossi, mantovano, costruisce moto su misura. Sono gioielli esclusivi e irripetibili.
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    di Paolo Boldrini

    Margherita è molto di più di una motocicletta. E' un'opera d'arte costruita con una cura maniacale dei particolari, dalle manopole fino all'ultimo bullone, dal telaio arrivato dall'Olanda al motore Harley Davidson 1.340 cc. E' una creatura di Roberto Rossi, uscita dalla sua fattoria dei motori. E' costata anni di lavoro. Un cliente ha offerto 70mila euro per averla. La risposta è stata no, grazie. Margherita non ha prezzo: parola di Roberto Rossi, lo stilista delle moto.

    La strada che collega Barbasso a Villa Garibaldi è lunga e stretta. Passano poche auto, ma di corsa. Siamo in piena campagna, comune di Roncoferraro, terra di risaie, campi di mais e allevamenti di bestiame.

    Ma in una di queste corti agricole c'è qualcosa di particolare, al di là dell'enorme numero uno con la bandiera americana disegnato sulla parete del fienile. Qui c'è dal 1995 l'unica concessionaria Harley Davidson di Mantova che con il passare del tempo è diventata un misto tra un museo ed un atelier, dove si realizzano 'pezzi' su misura.

    AVVENTURA. «Fin da piccolo ero appassionato di moto - spiega Roberto Rossi, 36 anni, titolare dell'azienda con la sorella Giovanna, 38 anni - e nel 1988 mio padre mi regalò un'Harley. Anche se può sembrare strano, la svolta della mia vita arrivò nel 1992 con un incidente: rischiai l'amputazione di una gamba e con i soldi dell'assicurazione comprai questa corte agricola, la ristrutturai e aprii la concessionaria. Fino al 1999 eravamo dieci in tutt'Italia».
    Ma chi sono i clienti dell'Harley Davidson, moto che sembra fatta apposta per le autostrade americane?
    «A Mantova non si lavora - taglia netto Rossi - qui arriva gente da tutt'Italia e anche dall'estero in cerca di prodotti particolari, vecchi e nuovi, in una parola unici. Da parte mia preferisco vendere meno moto e seguire bene i clienti».

    Il rapporto tra venditore e compratore nella fattoria-atelier è particolare, sia che in ballo ci sia un'Harley Davidson o una creatura assemblata da Rossi.
    «Ognuna delle mie moto ha un nome: magari dimentico il cognome di chi l'ha presa, ma il suo no. Quando entra qualcuno qui devo capire innanzitutto cosa vuole. Poi inizia il percorso che porta al risultato finale che arriva dopo anni. I miei clienti - tra cui ci sono calciatori, stilisti e manager - non rivendono più le moto. Magari non le usano e le tengono in salotto. Il momento della consegna, lo ammetto, per me è un giorno di dolore. E' un distacco, la perdita di una cosa cara».

    VIAGGI STUDIO. Il parto di una moto di Roberto Rossi dura molto più di nove mesi ed ha alle spalle lunghi studi. Questa settimana è stato in Spagna in visita ai musei di Picasso e Gaudì per trovare l'ispirazione giusta per la prossima creatura. In altre occasioni lo spunto è arrivato da un'immagine sacra. Basti dire che sul serbatoio della sua Margherita 2007 ci sono un sacro cuore d'argento proveniente da una croce, un brano di una preghiera alla Madonna di Guadalupe ed una rosa rossa di pezza.

    FUTURO. Roberto Rossi ha un sogno: «Vorrei fare il mio lavoro senza l'angoscia dei numeri e del fatturato. Mi basta vendere venti moto all'anno alle persone che voglio io. Tra uno sbruffone che mi paga in contanti 50mila euro ed un altro appassionato che capisce ed apprezza il mio lavoro ma non ha i soldi subito scelgo, senza pensarci due volte, il secondo. Voglio ritrovare il contatto con le persone che, tra computer, eBay e centri commerciali ormai si è perso».
    Roberto Rossi parla a bassa voce, fuma una Marlboro dietro l'altra, ha la barba anche se non più lunga come un tempo. Si sveglia tutte le mattine alle quattro per trovare la concentrazione, alle otto e mezza di sera va a letto.
    Il suo problema è conteggiare le ore che perde per ognuna delle sue creature, sempre troppe. La corte di Villa Garibaldi è il suo mondo. Il suo simbolo è la margherita.

    LA COLLEZIONE. Si chiama 'Corte Muciafam'. Un nome che è tutto un programma e lascia intendere che in passato la miseria qui regnava sovrana.
    Ora questa fattoria, proprio di fronte alla concessionaria, è diventata il museo Rossi, dove trovano spazio auto e moto d'epoca. Si parte dal motore di un carrarmato Continental, un mostro di 14mila cc di cilindrata. Poi ci sono una Ford del 1932 che monta un motore Buick modificato nel 1949 in California, una scintillante Camaro del 1974 lucida come uno specchio, una Ford del 1927 modello Ratroad (topo della strada) con motore Nascar. Una rara Mercedes coupé 280 con motore 8 cilindri 3.500 cc, una Porsche 356 e altre meraviglie.
    Mezzi che, dalle nostre parti, si vedono solo nei film americani come certi pick up con gomme larghe, assetto ribassato e marmitte cromate.
    Anche le moto non mancano: Triumph, Norton, Guzzi, Solex ed un'infinità di altri modelli che è impossibile elencare. In soffitta, appesi come salami, ci sono introvabili pezzi di ricambio per ogni tipo di moto che calca le strade. Marmitte, manubri, parafanghi. Tutto originale ed in perfetto stato.
    Nella corte principale, nell'ingresso, c'è un pezzo da novanta: una Vespa del 1954 verdina, targata Roma. E' una delle cinque usate durante le riprese del film 'Vacanze Romane' con Audrey Hepburn e Cary Grant.
    Roberto Rossi l'ha comprata dai familiari di un amico morto, ha fatto una ricerca nell'archivio della Piaggio ed ha scoperto la verità.
    La casa di Pontedera farebbe carte false per averla, ma Rossi non ci sente.
    Sarebbe bello che tutto questo ben di Dio diventasse un museo aperto al pubblico.
    Un domani, forse, chissà.

    CHI E'. Roberto Rossi, 36 anni, di Villa Garibaldi, ha fatto cinque anni di ragioneria ma non si è presentato alla maturità. Il suo braccio destro è la sorella Giovanna che cura la parte amministrativa dell'azienda: «Senza di lei - ammette - sarei perso». Ha tre dipendenti che seguono meticolosamente le sue indicazioni. Anche il padre è appassionato di motori ed ha partecipato ad alcune edizioni del Gran Premio Nuvolari con un'Alfa Romeo 1750 rossa del 1930 carrozzata da Zagato. Non è un maniaco dello stile di vita americano e detesta lo stereotipo che vuole in sella alle Harley solo bikers pieni di tatuaggi. Il suo hobby? Collezionare di tutto, dalle moto alle bici d'epoca, dai giubbini originali ai caschi dei piloti.
    Fino al 10 marzo lo show-room di via Tocqueville 11 a Milano ospiterà la sua 'Sharp Speed Equip', una straordinaria motocicletta che costa 55mila euro. Tra i suoi scrittori preferiti c'è Tiziano Terzani. Ama la buona musica, dalla classica alle colonne sonore di Ennio Moricone.
    07 marzo 2008

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