La Provincia verso l'ok: non escluso l'inceneritore

Ecco cosa prevede il piano rifiuti

    Un passo avanti, verso l'approvazione definitiva. E uno indietro, perché due esponenti della giunta provinciale che ieri mattina ha discusso il nuovo piano rifiuti, hanno votato contro. Gli assessori Fausto Banzi, esponente di Rifondazione Comunista, e Carlo Grassi, del Pdci, hanno bocciato infatti il piano. Il percorso dell'atteso documento di indirizzo prosegue comunque in direzione Pirellone. Ora via alle osservazioni, c'è tempo 45 giorni, prima dell'adozione definitiva da parte della giunta. La parola poi, il passaggio è previsto in ottobre, spetterà al consiglio provinciale. «Dopo lo spostamento dei termini da marzo a ottobre, voluto dalla Regione, siamo perfettamente in linea con i tempi _ commenta l'assessore provinciale all'ambiente Giorgio Rebuschi _ e anche sui contenuti ci siamo. Il voto contrario in giunta? Per me è stata una sorpresa, tenendo conto che anche dalle associazioni ambientaliste non sono arrivate critiche particolari al piano. In particolare, sul discorso ciclo rifiuti, sottolineo che nel nuovo piano non c'è una virgola riguardo ad un nuovo impianto per lo smaltimento del combustibile da rifiuti. Mi sembra, insomma, che qualcuno voglia fasciarsi la testa prima di rompersela». Ma torniamo ai contenuti del piano (che è allo studio dal 2005 e che entrerà in vigore entro quest'anno) che ha già concluso positivamente il percorso di Valutazione ambientale strategica (Vas) e ha ottenuto anche il decreto sullo Studio di valutazione di incidenza.
    L'obiettivo numero uno del nuovo piano provinciale rifiuti è l'aumento della raccolta differenziata, con l'estensione del porta a porta attraverso un unico gestore a livello provinciale (che nascerà dalla fusione operativa di Mantova Ambiente e Siem, le società del settore che proprio pochi giorni fa hanno sigla l'accordo quadro che dà il via all'alleanza). Il piano non lascia spazio invece ad alcun nuovo impianto di trattamento o di smaltimento dei rifiuti mentre prevede, per il Cdr (Combustibile da rifiuti), l'invio fuori provincia, restando comunque in ambito regionale. Puntare molto sulla differenziata (per arrivare al 65% nel 2012, oggi siamo a circa il 42%) significa ridurre ad un ruolo marginale la discarica pubblica di Mariana Mantovana, con l'obiettivo di prolungarne al massimo la vita operativa.
    Il piano prevede che restino operativi i siti di compostaggio di Pieve di Coriano e Ceresara e individua la aree dove non si potranno realizzare discariche (quando quella di Mariana arriverà ad esaurimento) né costruire impianti di trattamento, di lavorazione o di stoccaggio dei rifiuti, sia pubblici che privati.
    Il bando alle discariche è stato esteso a tutto l'Alto Mantovano, bloccando, di fatto, il progetto della Pirossina di Castiglione. Freni anche agli impianti esistenti di Monzambano, Cavriana e Mariana. «Bisognava spingere ancora di più sulla raccolta differenziata, e dire chiaramente no a qualsiasi ipotesi di insediamento di nuovi impianti. Questo piano, invece, lascia troppi spazi». Per questo Fausto Banzi, assessore provinciale alle politiche sociali, ha votato contro il piano durante la discussione in giunta. Voto contrario anche da parte dell'assessore Carlo Grassi.
    Gli esponenti di due dei partita della maggioranza che governa a Palazzo di Bagno, Rifondazione Comunista e Pdci, bocciano dunque il nuovo piano provinciale rifiuti. «Nel documento non si fa abbastanza leva sulla raccolta differenziata - afferma Fausto Banzi, esponente del Prc _ e il piano non si dice chiaramente che nella discarica di Mariana dovranno andare solo i rifiuti mantovani, per preservarne al massimo la durata».
    L'altra nota dolente, secondo l'assessore provinciale alle politiche sociali, è legata allo smaltimento del combustibile da rifiuti (Cdr). «Il ciclo rifiuti si può tranquillamente chiudere in regione, dove già ci sono impianti che possono bruciare il Cdr _ aggiunge Banzi _ e vero che il nuovo piano provinciale rifiuti non parla, in via diretta, di possibili nuovi impianti di smaltimento da realizzare in provincia di Mantova ma è vero anche che il documento, uno strumento di indirizzo che avrà valore per i prossimi cinque anni, non dice chiaramente no a questa ipotesi, al punto che, proprio su questo argomento, nei piani industriali di Siem e di Tea è già stata avviata più di una riflessione».
    11 luglio 2008

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