BIGARELLO (Stradella). Il corpo senza vita di un giovane attaccato al cancelletto con il guinzaglio di un cane. L'animale che abbaia. Macchie di sangue intorno. Dean Diljecvic, 27 anni, di origine croata, è stato trovato così ieri mattina all'una e un quarto dai sanitari del soccorso azzurro di Roncoferraro, morto strozzato davanti al Magicnuar, il locale per scambi di coppie di Stradella di Bigarello dove il ragazzo lavorava. L'allarme è stato lanciato da una voce di donna, che al telefono ha invocato aiuto «Muore, muore, correte». Poi la comunicazione si è interrotta. Per il ragazzo, che viveva a Mantova in via Chiassi, non c'era più nulla da fare. Gli investigatori, coordinati dal Pm Silvia Bertuzzi, per ora lasciano aperte tutte le ipotesi.
MANTOVA -
Dal suicidio, all'incidente, all'omicidio, fino al gioco erotico finito in tragedia: anche se quest'ultima ipotesi, emersa per le modalità della morte e per il luogo, è andata scemando con il passare delle ore. Quello che è certo è che Dean non era solo. Almeno una ragazza era con lui. E gli uomini della Squadra Mobile, che hanno messo sotto sequestro l'intero fabbricato, non sembrano convinti della storia raccontata dalle persone che erano davanti al locale di via Puglia. «Stava scavalcando. Doveva portar fuori il cane dal cortile e non aveva le chiavi». Un incidente, una «manovra maldestra» che avrebbe provocato la tragedia. Una spiegazione semplice che agli inquirenti non spiega nulla. Men che meno al magistrato. Silvia Bertuzzi ha affidato l'incarico per l'autopsia. «E' una questione molto delicata. La causa della morte per il momento è tutt'altro che chiara. Dobbiamo accertarla al più presto. Posso solo dire che c'erano altre persone con lui». Il Pm rimanda alle prossime ore la prima sommaria ricostruzione di quello che è avvenuto in piena notte al Magicnuar. La salma del giovane ora si trova nelle camere mortuarie del Poma. Subito avvertiti i familiari, che vivono in provincia di Bergamo. La madre, informata di quello che era accaduto, è stata colta da un malore ed è stata soccorsa dai medici del Poma. Scarni i particolari della tragedia. Tutto comincia all'1 e 12 di venerdì mattina, quando una voce di donna, la vicina di casa, che aveva sentito una ragazza urlare, chiama il 118. Da Roncoferraro i volontari del soccorso azzurro impiegano solo una manciata di minuti. La scena che si trovano sotto gli occhi è allucinante. Il corpo di un ragazzo, piuttosto robusto, è riverso a terra senza vita. Indossa dei pantaloncini corti e una camicia, che è strappata. Intorno al collo ha un collare di cuoio, il manico del guinzaglio di un cane: ancora attaccato all'inferriata del cancelletto esterno del locale. Lo staccano, e chiamano subito la polizia. Interviene un'auto delle Volanti della Questura. Agli agenti bastano pochi istanti per rendersi conto della gravità della situazione. Ascoltano le persone, due, forse tre, -su questo gli investigatori non parlano - per tentare una prima ricostruzione. La spiegazione sembra incredibile: Dean è rimasto impigliato e si è strozzato. Questa sarebbe stata la sequenza dei fatti: il giovane giovedì, uno dei giorni in cui il Magicnuar è chiuso al pubblico, come altre volte avrebbe lasciato il cane, un meticcio di media taglia, nel cortile del locale. Nella tarda serata sarebbe andato a riprenderlo. «Ma non aveva le chiavi del cancello. Quindi ha scavalcato». In sostanza, per uscire dal cortile si sarebbe messo, per chissà quale incredibile ragione, il collare del cane intorno al collo e sarebbe rimasto impigliato. Una versione che gli uomini di Vittorio Rossi stanno verificando in queste ore. Ad aiutarli ci sono i filmati delle telecamere a circuito chiuso posizionate sulle pareti esterne del fabbricato, che riprendono anche l'ingresso. Potrebbero aver filmato anche una parte dell'accaduto. Che finora resta un giallo. Tanti, troppi tasselli non tornano. Dalla spiegazione dei testimoni, al motivo della presenza del giovane al locale nella serata di chiusura, alle macchie di sangue vicino al cancelletto. Potrebbero essere state provocate dall'asfissia dello strozzamento, ma anche da un pugno, un colpo che il giovane potrebbe aver ricevuto da un aggressore. Le ipotesi sono tutte aperte, e la 'parola' omicidio non viene scartata. Potrebbe essersi trattato di un regolamento di conti per affari del locale, uno dei più noti del settore, che attira clientela anche dalle province vicine. Oppure di un gioco trasgressivo, messo in scena a locale chiuso, che potrebbe aver preso la mano a partecipanti. O, infine, una disgrazia, un incidente dovuto veramente a un movimento maldestro.
27 luglio 2008