Con l'Antico si torna nel cuore del Rinascimento, nella Mantova di Isabella d'Este. E' la prima mostra monografica che viene dedicata a Pier Jacopo Alari Bonacolsi, l'Antico, allestita nell'Appartamento che la vedova di Francesco II Gonzaga scelse in corte vecchia a Palazzo Ducale dopo il 1519. Resterà aperta fino al 6 gennaio.
Con l'Antico si torna nel cuore del Rinascimento, nella Mantova di Isabella d'Este. E' la prima mostra monografica che viene dedicata a Pier Jacopo Alari Bonacolsi, l'Antico appunto, allestita nell'Appartamento che la vedova di Francesco II Gonzaga scelse in corte vecchia a Palazzo Ducale dopo il 1519. L'esposizione, dal titolo "Bonacolsi. L'Antico. Uno scultore nella Mantova di Andrea Mantegna", è anche l'occasione per ammirare, dopo i lavori di restauro e di adeguamento funzionale e tecnologico, le stanze isabelliane più belle della reggia gonzaghesca, senza escludere lo Studiolo e la Grotta.
La rassegna, curata dal sovrintendente ai beni artistici e storici Filippo Trevisani, con un comitato scientifico internazionale, propone un corpus delle opere del Bonacolsi al fianco di quelli che sono stati i suoi modelli e i suoi contemporanei significativi. Molte le pagine nuove che si aprono su Mantova.
«Questo progetto ha richiesto prestiti generosi dai musei del mondo, d'Italia e, naturalmente, da parte di quelli di Mantova - ha detto Filippo Trevisani -. Finora questo straordinario artista è stato poco studiato. Ad occuparsene sono stati soprattutto i ricercatori di cultura anglosassone che ne hanno fatto uno dei loro argomenti prediletti, al punto che non esisteva, prima del catalogo di questa mostra, letteratura sull'Antico in lingua italiana».
In effetti la mostra monografica, la prima in assoluto, è stata realizzata in stretta collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna la cui Kunstkammer possiede il più cospicuo e prezioso patrimonio riferibile alle opere di scultura dell'Antico.
«C'è sempre stato, fin dai tempi antichi, uno stretto legame tra Mantova e Vienna per il collezionismo di opere d'arte - ha detto Claudia Kryza-Gersch del museo austriaco e componente del comitato scentifico della mostra -. Questo artista ebbe una tecnica straordinaria producendo bronzi di qualità e di bellezza rara con dorature stupende. L'Antico ha proposto una rappresentazione veramente audace anche del nudo femminile. Bisogna guardare a lui con gli occhi di Isabella d'Este, solo così lo si può capire fino in fondo».
Nella prima sala si assiste agli esordi dell'artista alla corte di Bozzolo, quella di Gianfrancesco Gonzaga e di sua moglie Antonia del Balzo. Si prosegue quindi nella Sala Imperiale dove si ammirano superbi tondi nella sezione intitolata "Nel segno di Mantegna". I camerini numerati 3 e 4 sono dedicati invece ai bronzetti nei quali ben si coglie l'abilità dell'Antico di rileggere in chiave moderna i modelli greci e romani. Una sala, quella Imperiale, è proprio interessata all'indagine di questo rapporto e si intitola "Antico a Roma, Antico e Roma". A questo punto del percorso si entra "Nel mondo di Isabella d'Este". Si tratta di una sezione che evidenzia il rapporto di stima e di fiducia reciproca che si instaurò tra l'artista e la sua committente. Sono esposti anche capolavori di Lorenzo Costa il Vecchio e di Lorenzo Leonbruno.
Accanto alle sculture dell'Antico e ad altre opere, dipinti, disegni, marmi, monete e monili non mancano poi i documenti. Una importantissima sezione, totalmente documentata anche nel catalogo, è infatti dedicata alla corrispondenza e ad altri documenti che riguardano il Bonacolsi per la maggior parte conservati nell'Archivio di Stato di Mantova.
«L'occasione della mostra ha indotto una serie di studi approfonditi sull'Antico - ha detto la direttrice dell'Archivio Daniela Ferrari -. Nel 1993 si conosceva solo una parte di questo materiale che è aumentato fino agli attuali 119 documenti noti.
Queste fonti ci permettono di avere anche uno spaccato della vita di corte, del rapporto che l'artista ebbe con i Gonzaga di Bozzolo prima e con Isabella d'Este poi. Le 13 lettere autografe esposte in mostra e pubblicate sul catalogo sono state trascritte per permetterne una lettura più agevole».
Il percorso isabelliano in Palazzo Ducale, dopo anni di chiusura si presenta oggi con la mostra e con l'apertura per intero dell'appartamento vedovile di Isabella in cortevecchia.
Paola Cortese
NOTE. L'allestimento, nell'Appartamento di Isabella in Palazzo Ducale, sarà ammirabile fino al 6 gennaio. Orari, dal martedì alla domenica dalle 8.45 alle 19, lunedì chiusura. La mostra non sarà visibile il 25 dicembre e il 1° gennaio. Prenotazioni 041/241897, visite didattiche 0376/352112. Il curatore dell'esposizione è il sovrintendente ai beni artistici e storici Filippo Trevisani. Biglietto unico con quello per la visita a Palazzo Ducale.
Il catalogo è edito da Electa. Nel comitato scientifico: Giovanni Agosti, Renata Casarin, Daniela Ferrari, Davide Gasparotto, Claudia Kryza-Gersch, Arnold Nesselrath, Nicolas Penny, Guido Rebecchini, Salvatore Settis, Beatrice Paolozzi Strozzi, Filippo Trevisani. Contributi da Monte dei Paschi di Siena, Banca Agricola Mantovana e dalle loro Fondazioni.
13 settembre 2008