Le reazioni dei gestori: non servono

    Utili o no, chiare o incomprensibili: l'arrivo delle tabelle con le indicazioni dei tassi di alcol nel sangue per ogni bicchiere che si beve, ha portato polemiche, soprattutto fra i gestori, preoccupati per l'obbligo che scatta da domani.

    In caso di inadempienza degli obblighi, previsti dal decreto, rischiano fino a trenta giorni di chiusura, ma in molti sembrano non essere ancora a conoscenza delle nuove norme e per il momento, almeno alcuni di questi, non intendono adeguarsi. «Fin quando non sarò ufficialmente avvisato non affiggerò nessuna tabella», ha commenta il responsabile di un locale del centro di Roma. Arriva intanto la prima bottiglia di vino Made in Italy con la scritta: Se bevi non guidare. L'invito alla prudenza, ha fatto sapere la Coldiretti, è stato apposto dall'azienda agricola abruzzese di Domenico Pasetti in seguito all'accordo con il Servizio pubblico per le dipendenze (Sert) sulle bottiglie di Montepulciano, Cerasuolo e Pecorino e interessa 450 mila bottiglie.

    Una iniziativa volontaria che secondo il produttore nasce «da una precisa scelta aziendale orientata alla qualità e alla tutela del consumatore». Le tabelle sono leggibili, ha detto Emanuele Scafato, responsabile del Centro dell'organizzazione mondiale della sanità (Oms) per la promozione della salute e la ricerca sull'alcol, e dell'Osservatorio nazionale alcol dell'Istituto Superiore di Sanità, che difende l'utilità di queste dalle critiche di poca comprensibilità.

    Per renderle ancora più chiare, l'Istituto ha elaborato una versione a colori che metterà a disposizione sul sito dell'Istituto, Epicentro. «Il loro obiettivo è informare - ha spiegato Scafato - e sono state già testate con i ragazzi nei pub e nelle discoteche. I giovani hanno infatti affermato, di fronte a diverse versioni, di non trovare difficoltà a leggerle e comprenderle». Le tabelle, inoltre, dovranno essere esposte in modo leggibile e dovranno essere poste all'ingresso, all'uscita e dentro i locali. Ma le norme, ha detto Carlo Giovanardi, sottosegretario con delega alla famiglia, alla droga e al servizio civile, «rischiano di essere vanificate dall'atteggiamento ostruzionistico di organizzazioni sindacali che ritengono che i loro interessi economici vengano prima di tutto.

    A suo tempo la Fipe-Confcommercio tentò di bloccare fino all'ultimo momento l'approvazione della legge sul divieto di fumo nei locali pubblici, prevedendo la rovina di bar e ristoranti. La stessa organizzazione contesta l'esposizione delle tabelle alcolemiche nei locali dove si svolgono attività di intrattenimento.

    Nel frattempo, il Silb (locali di intrattenimento) contesta la legge che vieta la somministrazione di alcolici in questi locali dopo le due di notte, denunciandone la incostituzionalità, e purtroppo troppi giudici sospendono i provvedimenti di chiusura dei locali che violano la norma in vigore». «E' opportuno a questo punto - conclude il sottosegretario - che la Corte Costituzionale si pronunci per chiarire al Parlamento e al Paese se nel nostro ordinamento il profitto economico viene prima della tutela della vita e della sicurezza dei cittadini».
    La Fipe-Confcommercio ha precisato che le tabelle sui tassi alcolemici non dovranno essere esposte in tutti i locali pubblici ma solo in quelli «ove si svolgono con qualsiasi modalità ed in qualsiasi orario, spettacoli o altre forme di intrattenimento congiuntamente all'attività di somministrazione di bevande alcoliche».

    MANTOVA
    Entro oggi in tutti i locali da ballo, nei disco bar e nei pub con musica dal vivo oppure con dj dovranno essere esposte, all'entrata, all'interno e all'uscita, le tabelle con i quantitativi alcolici da rispettare per non incorrere nelle sanzioni previste dal codice della strada, e i sintomi da intossicazione alcolica. I gestori che non rispetteranno tale obbligo rischiano la chiusura dei locali da 7 a 30 giorni.

    «Abbiamo già chiesto al ministero della salute l'immediata sospensione del provvedimento o un suo slittamento di almeno 60 giorni - dice il presidente dell'associazione pubblici servizi Uncom, Giampietro Ferri -. La cartellonistica, infatti, è inadeguata e non riesce a fornire informazioni attendibili ai consumatori».

    L'Uncom ha messo a disposizione degli associati le tabelle, che possono essere ritirate nei suoi uffici di Suzzara, Moglia, Sermide, Ostiglia e Mantova. Dal canto suo, Confesercenti invita tutti gli associati a contattare i suoi uffici per meglio chiarire gli aspetti normativi ed attuativi.

    «Dobbiamo insegnare ai nostri ragazzi a bere con responsabilità - dice Fiorenza Melli a capo dei pubblici esercizi di Confesercenti -. Però, il decreto è stato fatto a tavolino senza coinvolgere i gestori, col risultato di aver standardizzato una realtà che non esiste».
    22 settembre 2008

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