di Luca GhirardiniUna qualità elevata, che rimane costante negli anni: è la fotografia della ristorazione
mantovana che emerge dalla
Ristoranti d'Italia 2009
de L'Espresso, presentata ieri mattina alla Stazione Leopolda di Firenze. Venticinque i locali recensiti, con sei case di valore assoluto, alcuni locali alla soglia dell'elite e una solidissima base. Sopra a tutti, come già negli anni passati, c'è la famiglia Santini: con una valutazione di 18.5/20 e tre cappelli, Dal Pescatore di Runate di Canneto sull'Oglio si conferma tra i primi ristoranti d'Italia, nonostante l'avanzata dei cuochi della nuova generazione.
Tra questi, c'è Massimo Bottura, mantovano di Villa Poma trapiantato a Modena, che con la sua
Osteria La Francescana e una cucina che si ispira alla tradizione per poi stravolgerla con tecniche innovative, ha raggiunto al vertice, con 19.5/20, i tre capifila del 2008, vale a dire Gianfranco Vissani, Fulvio Pierangelini e Massimiliano Alajmo.
Tornando a Runate, la guida 2009 parla del
Pescatore sottolineando che «la cucina suona come una sorta di inno alla gioia dedicato alla celebrazione delle inesauribili risorse della nostra tradizione regionale». Rispetto a Bottura, quindi, è un modo diverso di interpretare il territorio.
C'è tanto territorio anche tra i mantovani alle spalle dei Santini: grandi ristoranti dalla fama consolidata come
Al Bersagliere di Goito,
Ambasciata di Quistello,
Aquila Nigra di Mantova e
Il Cigno-Trattoria dei Martini di Mantova e giovani dalla grande professionalità come l'
Osteria da Pietro di Castiglione delle Stiviere. Tutti meritano un cappello. Roberto e Silvana Ferrari del
Bersagliere ottengono 16/20 grazie a un locale di «sobria eleganza, servizio impeccabile e cucina in equilibrio tra sapore e leggerezza».
Stesso voto ai fratelli Romano e Carlo Tamani: dell'
Ambasciata vengono descritti i sei tricolori che sventolano all'entrata, emblema di un'«impronta della cucina che esalta ed amplifica la già sontuosa tradizione padana» e di un'«esagerazione (obbligatoria) che da sempre contraddistingue il locale». I Bini dell'Aquila Nigra, i Martini del
Cigno e i Ferri di
Da Pietro meritano tutti 15/20, con recensioni sempre lusinghiere che ne fanno risaltare la qualità.
Si è detto che quello appena trascorso è stato un anno di conferme. E' stato, tuttavia, anche un periodo di cambiamenti. E' il caso del
Caput Mundi: Chiara Rizzi, che a Gabbiana è arrivata fino a 14.5/20, si è trasferita a Castellucchio. Il nuovo locale verrà aperto entro il mese. Trasferimento già attivo, invece, quello del
Serraglio da Buscoldo a mantova, al posto del
Novecento: nella transizione, il voto è rimasto 13.5/20. E l'
Enoteca Finzi di Rivarolo Mantovano, che ha avviato un'attività collaterale di ristorazione a domicilio, mantiene i suoi 14.5/20, a mezzo passo dal cappello.
Appaiati a 14/20 due locali che puntano con successo sulla qualità delle materie prime: la
Torre di Canneto sull'Oglio, che vanta anche una cantina di tutto rispetto, e
Al Ponte di Acquanegra sul Chiese, punto di riferimento per chi apprezza il pesce d'acqua dolce. Stessa valutazione, 13.5/20, anche per i due ristoranti asolani,
La Chiusa e
La Filanda (per quest'ultimo un mezzo punto in più rispetto al 2008): entrambi hanno un occhio di riguardo per il pesce, con un'offerta molto apprezzata anche dai giovani.
L'Espresso, tuttavia, non dimentica la tradizione: ecco, allora, la
Locanda delle Grazie, ecco
La Bazza di Bigarello, ecco All'Angelo di Quistello, ecco anche
l'Ochina Bianca e il Grifone Bianco di Mantova, ecco La Porta Accanto, dove Andrea Bini propone con la stessa qualità una cucina più semplice rispetto a quella della vicina
Aquila Nigra. Non mancano, come al solitp, i locali dove la cucina ruota attorno a un'importante proposta enologica: conferme, in questo senso, per il
Clos Wine Bar di Mantova e per l'
Enoteca Bortolino di Viadana.
09 ottobre 2008