Facebook nel mirino dei garanti

     E' diventato in poco tempo il luogo d'incontro virtuale di milioni di persone che lasciano sul web traccia perenne dei dettagli privati delle loro vite, ma, se da oggi Facebook non farà più attenzione alla privacy dei suoi utenti, dovrà vedersela con le authority di mezzo mondo.

    Il social network più famoso della rete e i suoi simili (MySpace, Netlog, Hi5 e Friendster, solo per citare i principali), sono finiti nel mirino della conferenza dei Garanti della privacy riuniti a Strasburgo. Preoccupate dalla vasta diffusione del fenomeno, le autorità di oltre 70 Paesi che vigilano sulla protezione dei dati personali hanno deciso di indicare le prime misure per regolare le piazze virtuali.

    Primo: i social network dovranno rendere inaccessibili ai motori di ricerca tutti i dati sensibili dei propri utenti a meno che il loro consenso non sia chiaramente espresso. Secondo: i provider, che per i garanti hanno «una precisa responsabilità» nel funzionamento dei vari aggregatori sociali virtuali, devono informare meglio gli internauti sui rischi che corrono diffondendo i propri dati personali. Inoltre, devono limitare l'accesso ai profili degli utenti, in modo che essi siano visibili a tutti solo in parte, e per intero solo a chi è iscritto allo stesso social network.

    Per i garanti, infatti, il problema principale è la diffusione a macchia d'olio dei dati personali una volta che essi vengono messi su Facebook e simili. E non si parla solo delle proprie generalità ma anche della serie di informazioni private che si raccontano agli amici sulle loro pagine personali. Un esempio su tutti: la notizia della gravidanza della figlia di Sarah Palin (candidata vicepresidente per i repubblicani nelle elezioni Usa) l'informazione è rimbalzata dal social network dove il fidanzatino della ragazza si era confidato con gli amici, ai motori di ricerca che l'hanno resa di pubblico dominio.

    Per questo, rilevano i garanti, gli utenti che spesso sono inconsapevoli delle conseguenze devono essere avvertiti del fatto che «al momento non esiste protezione adeguata per evitare che i dati personali vengano copiati e diffusi in modo indiscriminato». La risoluzione che stabilisce le prime regole per i social network è stata approvata da 78 Autorità della privacy, tra cui anche quella italiana.

    Per il garante italiano, Francesco Pizzetti, quella di Facebook e simili è l'emergenza più evidente della rete che mette a rischio la privacy di milioni di cittadini. Oltre alle raccomandazioni per i gestori dei siti web diventati un fenomeno di massa, e a quelle per i provider, da Strasburgo arrivano anche suggerimenti per gli utenti, come utilizzare sempre uno pseudonimo per non mettere in rete, alla mercè di chiunque, le proprie informazioni private che potrebbero diventare un boomerang. Bisogna fare attenzione, avvertono i garanti, perché sono sempre di più i datori di lavoro che utilizzano Facebook e le sue preziose informazioni per valutare le domande dei candidati o controllare la condotta dei propri impiegati.
    18 ottobre 2008

    Altri contenuti di Cronaca

    Trova Indirizzi Utili

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione
    Tutte

    PROMOZIONI

    Negozi

    ilmiolibro

     PUBBLICITÀ