L'improvviso cambio di rotta dell'Iveco, passata in pochi mesi dall'avanti tutta alla frenata, stupisce ancor di più se si scopre come in Fiat viene calcolato il lavoro. Ogni singolo movimento dell'operaio (prende una cosa, muove un piede, una gamba, incrocia le mani) viene come scomposto con una griglia di carta millimetrata. E tale è il grado di scomposizione che in Fiat si sono inventati anche una nuova unità di tempo. Hanno cambiato l'orologio per adeguarlo alla calcolatrice.
Visto che sommare i secondi come normali decimali crea problemi, nei calcoli la Fiat utilizza minuti e millesimi (o centesimi) di minuto. E le tabelle fissano undici grandi capitoli: raggiungere, muovere, ruotare, afferrare, movimenti piede-gamba-corpo, applicare pressione, disaccoppiare, rilasciare, muovere gli occhi, fissare lo sguardo, girare la manovella.
Per ciascuno di questi è fissato un tempo graduato sulle distanze da percorrere (anche meno di 2 centimetri), sulla forza da esercitare, sul grado di rotazione di un braccio. Un esempio? Il tempo del passo laterale è calcolato in due fasi: il piede tocca il pavimento, il secondo piede sollevato riprende contatto col suolo. Tutto questo serve per tarare l'avanzamento delle lavorazioni. Ma non è bastato per prevenire la crisi delle vendite. (
e.c.)
19 ottobre 2008