L'impresa di Gianluca Genoni, di Busto Arsizio

Diciotto minuti senza respirare. A Mantova il record mondiale di apnea

    di Giorgio Guaita Rimanere sott'acqua per 18 minuti senza respirare. Un'impresa oltre i limiti umani. Così almeno si era creduto sino a ieri, quando Gianluca Genoni è riuscito a infrangere, e di larga misura, il record mondiale di apnea statica detenuto da un inglese.

    Genoni non è nuovo a exploit eccezionali. Due anni fa, a Sharm el Sheik in Egitto, era diventato primatista mondiale di apnea profonda, arrivando a -141 metri. L'attuale successo in apnea statica sottolinea ulteriormente le particolari caratteristiche personali e fa di lui un super-atleta completo. Il tutto ovviamente favorito da una vita molto regolata e da una preparazione costante e fatta di grandi sacrifici. Solo così ha potuto affrontare situazioni estreme, come quelle rappresentate dalle immersioni alla massima profondità possibile e di più lunga durata.

    Ieri l'atleta si è alzato verso le 8. Senza fare colazione, si è diretto nella vasca (9x9 metri) adiacente le due maggiori del complesso termale e natatorio. Alle 9.30 è entrato in acqua, alta 1.20 metri e con 33 gradi di temperatura. Accanto a lui la compagna Paola Savini, i cronometristi di Mantova e i medici del Dan Europe, che hanno cominciato subito il monitoraggio.

    L'atleta si è rilassato e concentrato, cercando di estraniarsi da tutto quello che lo circondava. Alle 10.22 ha ossigenato per 10 minuti i polmoni, grazie a una bombola portata ai bordi della piscina. Poi, lentamente, si è disteso con la testa e il corpo in giù e quasi del tutto sommersi dall'acqua. Nell'immobilità assoluta è iniziata la sfida incredibile al primato dell'illusionista inglese David Blaine (di 17 minuti e 4 secondi). Di tanto in tanto, mentre la tensione saliva alle stelle, Paola Savini, toccandolo sulla schiena, gli ha lanciato messaggi convenzionali.

    Gioia in piscina già al superamento del record dell'inglese e di quello personale fatto registrare in prova lunedì sempre a Goito (17 minuti, 16 secondi e 48 centesimi). Un'ovazione liberatoria pochi istanti dopo, quando il cronometro si è fermato sul tempo prima inimmaginabile di 18 minuti, 3 secondi e 69 centesimi e Genoni ha fatto riemergere il capo. Il primato non è stato solo superato; è stato addirittura stracciato con il vantaggio di un minuto, un tempo interminabile in quelle condizioni.

    «Il centro termale goitese - ha subito commentato il campione - mi ha portato fortuna. Qui sono venuto per le acque rilassanti ma anche per i molti amici che ho fatto durante i corsi che ho tenuto per allievi e istruttori di apnea. Penso che questo record sia soprattuttio positivo per gli esperimenti medici basati sulla resistenza del corpo umano. Certo mi è costato sacrifici. Da tre mesi mi alleno senza soste mentalmente e fisicamente. Sconsiglio di fare tali tentativi a chi non ha un'adeguata preparazione; può essere molto pericoloso. Sono assai soddisfatto: non si poteva lasciare a un uomo di spettacolo come l'inglese Blaine un primato sportivo che spetta a un atleta».
    27 novembre 2008

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