"Lascio l'Italia, vado nel Paese dei diritti"

Antonio Benazzi, presidente del circolo Arcigay La Salamandra di Mantova, lascia definitivamente l'Italia e si trasferisce a Madrid: «Vado in Spagna perché là esiste una tutela dei diritti degli omosessuali che qui possiamo solo sognare. Ho perso la fiducia nel nostro Paese». Il giovane dirigente dell'associazione parla del Paese di Zapatero come del "paradiso" dei diritti.

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    Il presidente del circolo Arcigay La Salamandra Antonio Benazzi (nella foto con Nedo Consoli) nel prossimo mese di giugno lascerà l'Italia con destinazione Madrid, per raggiungere quella Spagna che, da quando è governata da Zapatero, è diventata la terra promessa per gli omosessuali.

    «Qui non ci sono spiragli per il riconoscimento dei nostri diritti. Così, cogliendo anche un'occasione di lavoro che mi si è presentata in queste settimane, ho deciso di andare a vivere in Spagna, dove troverò un Paese che rinosce i matrimoni gay e respira un clima culturale molto diverso dal nostro». Benazzi a trentuno anni ha già perso la speranza che l'Italia possa cambiare nel senso da lui auspicato: troppe le resistenze culturali e politiche da vincere. E nessun segnale in direzione contraria.

    «Non so se in futuro tornerò a vivere qui, ma certo non vedo grandi prospettive. E di fiducia nel mio Paese ne ho ben poca», aggiunge con tono secco. L'innamoramento per la Spagna invece è arrivato un po' per volta, grazie ad una serie di viaggi da semplice turista.

    «Da qualche anno trascorro là le mie vacanze e ho iniziato a stringere amicizie. Indubbiamente anche in Spagna il clima per gli omosessuali non è idilliaco ed esistono sacche di intolleranza, ma le differenze con l'Italia sono altrettanto innegabili. Per questo sono sempre di più i gay che vi si trasferiscono: è diventata la terra promessa per tutti noi». E, proprio mentre Benazzi era impegnato in uno dei suoi viaggi in terra iberica, arrivò la notizia che a Roma il governo Prodi, nel quale l'intera comunità omosessuale aveva riposto molta fiducia, aveva stralciato la proposta di legge sulle coppie di fatto. Quella che avrebbe dovuto avviare il percorso verso la parità di diritti con gli eterosessuali. «In quel momento forse si sono spente le ultime speranze. Da lì non si è più mosso alcunché e chissà quanto tempo dovrà passare prima che si ripresenti un'altra occasione del genere. Le resistenze sono troppe e troppo influenti».

    In questo contesto si sono aggiunte difficoltà lavorative. Docente in corsi di informatica in enti di formazione finanziati dalla Regione e dall'Unione europea, Benazzi ha subito sulla sua pelle il taglio dei contributi erogati dai due enti. In altre parole, i corsi da tenere sono sempre meno. Contemporaneamente, dagli amici spagnoli è arrivata la proposta: «Vieni a lavorare qui, c'è bisogno di docenti di informatica in alcune scuole private».

    Mettendo insieme le differenze tra Italia e Spagna in termini di opportunità lavorative e diritti riconosciuti agli omosessuali, Benazzi si è sentito sostanzialmente senza alternative: Madrid sarà la sua nuova città a partire dal prossimo mese di giugno. La scelta non è casuale: nell'evoluta Spagna, la capitale è una delle realtà più all'avanguardia per quanto riguarda il rispetto dei diritti dei gay.

    Con l'Italia, Benazzi lascia anche Mantova e il circolo Arcigay La Salamandra, di cui è stato per tre anni il presidente. «Tengo però a sottolineare che nella nostra città abbiamo sempre incontrato istituzioni locali aperte nei nostri confronti, a differenza di quanto avviene al livello del governo centrale. Non a caso il sindaco Fiorenza Brioni ci farà visita anche in occasione del nostro congresso di domani».
    12 dicembre 2008

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