L'allerta nucleare dura da anni

SONDAGGIO: sì o no alle centrali nel Mantovano?

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    L'annuncio di Berlusconi di voler costruire quattro centrali nucleari, dopo la shopping di tecnologie e conoscenze in Francia, riaccende l'allerta a Viadana e San Benedetto Po, i due Comuni già individuati negli anni Ottanta come siti idonei ad accogliere impianti atomici. I due sindaci rilanciano il loro no, ma la politica mantovana si divide: il Pd chiama i cittadini alla mobilitazione, mentre la Lega esulta all'annuncio. «Siamo anzi in ritardo - attacca l'onorevole Gianni Fava - e dirò sì anche se il Governo deciderà di costruire a Viadana, cosa che ritengo improbabile».

    Già l'11 settembre 2008 la Gazzetta si occupò del problema dei siti nucleari. Registrò la preoccupazione a Viadana e San Benedetto Po, i due Comuni mantovani individuati dal vecchio piano energetico nazionale come siti per ospitare centrali atomiche, per il rilancio del piano nucleare da Governo e Confindustria. In piedi come ipotesi anche i comuni di Ostiglia e Sermide.

    LO STUDIO.
    Uno studio interno dell'Edison (società elettrica interessata al rientro nel nucleare, partner della francese Edf, leader atomico d'Oltralpe e già presente nel Mantovano con la centrale di Sermide) indica l'anno 2010 per l'individuazione dei siti e il 2015 per la costruzione della prima centrale.

    Gli impianti saranno di terza generazione, la quarta sarà operativa fra il 2025 ed il 2030 e dovranno essere posti su grandi fiumi. Fra questi il Po risulta quello preso più in considerazione per le localizzazioni. Fra i siti, quelli già sottoposti a indagine ambientale come Viadana e San Benedetto Po risulterebbero fra i privilegiati.

    Il parco centrali dovrebbe essere superiore ai 10mila Mw (5 o più centrali). A Viadana le aree individuate erano quelle di Bellaguarda e di Torre d'Oglio, a San Benedetto Po quella di Portiolo. I due comuni risultarono inseriti nell'elenco di quelli ritenuti adatti dal primo e dal secondo piano energetico nazionale (1977), inserimento confermato nella carta dei siti dell'Enea del 1979.

    Agli inizi degli anni Ottanta emerse anche la possibile candidatura di Bozzolo. Nel 1982 le aree di Viadana e San Benedetto risultarono rispondenti ai criteri richiesti ai fini dell'insediamento di centrali elettronucleari. Nel 1983 iniziarono i sondaggi sui terreni a Viadana e, contestualmente, le proteste popolari culminate con scontri con la polizia e, il 20 ottobre, con l'arresto di 9 manifestanti e la denuncia di altri 45 a Bellaguarda di Viadana.

    Io sono tuttora contrario al nucleare - disse allora il sindaco sambenedettino Marco Giavazzi, che partecipò alle lotte antinucleari - perché non ci sono ancora centrali sicure e i tempi di costruzione sono molto lunghi. Meglio puntare sul risparmio energetico e le energie alternative come stiamo facendo qui a San Benedetto con centrali a biomasse».
    25 febbraio 2009

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