Oltre 400 milioni di euro sono stati sequestrati su disposizione del gip di Milano a quattro istituti di credito e a due persone indagate nell'inchiesta sulla truffa relativa ai contratti derivati stipulati dal Comune di Milano.
Il maxisequestro, chiesto dal pm milanese Alfredo Robledo, è stato eseguito oggi dalla Guardia di Finanza e riguarda Ubs, Deutsche Bank, JP Morgan e Depfa Bank. Gli istituti, tramite alcuni loro funzionari, anch'essi indagati, avrebbero organizzato secondo l'accusa l'emissione di derivati «spogliando dolosamente Palazzo Marino».
Il sequestro avrebbe anche interessato l'ex direttore generale del Comune, Giorgio Porta, che avrebbe «organizzato, controllato e coordinato» l'emissione dei derivati, e Mario Mauri, allora componente tecnico della commissione comunale che secondo gli inquirenti strutturò l'operazione, rivelatasi poi fallimentare per l'amministrazione. Le persone fisiche indagate sono 14 tra manager e funzionari dei quattro istituti di credito, oltre all'ex direttore generale di Palazzo Marino e al consulente tecnico. A questi si aggiungono le quattro banche finite sotto inchiesta in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. I contratti derivati finiti sotto la lente degli inquirenti riguardano gli anni che vanno dal 2005 al 2007.
Ammonterebbero a circa 100 milioni di euro i profitti illeciti accumulati da Ubs, Deutsche Bank, JP Morgan e Depfa Bank, sulla negoziazione di un prestito obbligazionario sottoscritto dal Comune di Milano per un importo di circa 1,6 miliardi di euro nel 2005. I militari della Guardia di Finanza hanno sequestrato, su ordine del gip di Milano, beni mobili ed immobili, oltre a disponibilità finanziarie e conti correnti. Soprattutto - spiegano gli investigatori - sono state vincolate le quote azionarie delle partecipazioni che le quattro banche d'affari avevano in Italia.
Il decreto di sequestro preventivo, che riguarda disponibilità per un importo complessivo di 476 milioni di euro, ha interessato anche le proprietà di un ex dirigente del Comune di Milano e di un consulente nominato dall'ente locale per seguire la rinegoziazione dei mutui. Entrambi sono indagati per truffa aggravata, in concorso con 12 funzionari degli istituti di credito. Anche le banche sono indagate in base alla legge 231 del 2001 che impone alle aziende la creazione di modelli organizzativi per prevenire gli illeciti.
È «evidente» che «non è stato certamente l'ottenimento dell'incarico di strutturare l' emissione del prestito l'obbiettivo finale» delle banche coinvolte nel'inchiesta sui derivati del Comune di Milano. Secondo il pm Alfredo Robledo questo «è stato il solo primo passo». «L'operazione truffaldina è molto articolata e proiettata a concludere ulteriori e future operazioni in derivati - scrive il pm nella richiesta di sequestro dei beni di Ubs, Deutsche Bank, Jp Morgan e Depfa Bank -,...orientate all'esclusivo vantaggio delle banche: obiettivo da esse raggiunto, aggirando la volontà espressa dell'Ente comunale».
28 aprile 2009