Europee, il Pd perde 4,1 milioni di voti
il Pdl 2,9, l'astensione ne fa mancare 5,9

    BOLOGNA. Sia il Pd che il Pdl hanno perso consensi nelle Europee del 2009, ma il primo in misura più marcata del secondo ed è arretrato, rispetto alla lista Uniti nell'Ulivo nel 2004, in tutte le Regioni. Il Pdl (rispetto a Forza Italia e AN nel 2004) conosce anche qualche avanzamento.

    Dell'indebolimento dei maggiori due partiti hanno beneficiato i loro partner di coalizione elettorale nel 2008, ossia, rispettivamente, l'Italia dei Valori e la Lega Nord. E' la tesi di fondo dell'Analisi dell'Istituto Cattaneo di Bologna. Il Cattaneo, entrando nel dettaglio del risultato mette in luce altri punti:

    1) Rispetto ai 32,5 milioni di voti validi espressi in Italia in occasione delle precedenti elezioni europee, i voti validi sono diminuiti apprezzabilmente (di oltre 1,9 milioni ossia del 6%). Rispetto alle politiche dell'anno scorso, i voti validi sono diminuiti di quasi 5,9 milioni (-16%). Il tutto a causa dell'aumentato astensionismo.

    2) Il Pd ha perso oltre 2,1 milioni di voti rispetto alle precedenti Europee (-21%) e oltre 4,1 milioni di voti rispetto alle politiche del 2008 (-34%). Le sue perdite sono state particolarmente marcate al Sud e nelle Isole, ma si registrano su tutto il territorio nazionale.

    3) Il Pdl mantiene i consensi raccolti da Forza Italia e da Alleanza nazionale nelle Europee del 2004, e anzi aumenta leggermente i suoi voti, di 213mila unità (+2%). Rispetto alle Politiche del 2008, al contrario, il Pdl conosce un arretramento di quasi 2,9 milioni di voti (-21%), che comunque è molto più contenuto di quello subito dal Pd.

    4) Particolarmente buona la prestazione della Lega Nord, che avanza di oltre 1,5 milioni di voti rispetto alle elezioni europee del 2004, quasi raddoppiando i consensi (+94%), e tiene persino rispetto alle politiche dell'anno scorso (+97mila voti, ossia +3%). In termini relativi è stata notevole l'affermazione della Lega non solo al Nord-Est (+650mila voti rispetto alle europee del 2004, concentrate nel Veneto e in Emilia-Romagna), ma anche nelle regioni centrali (+149mila voti rispetto al 2004, il che implica una quadruplicazione dei consensi: +109 mila voti rispetto alle politiche del 2008).

    5) Anche l'Italia dei Valori ha ottenuto risultati molto positivi, più che raddoppiando i suoi consensi rispetto al 2004 (1,75 milioni di voti) e aumentando del 53% rispetto al 2008.

    6) I consensi per l'Udc sono rimasti sostanzialmente stabili, a livello nazionale (+4,2% rispetto alle europee del 2004; -2,8% rispetto alle politiche del 2008), un risultato apprezzabile in un contesto generalizzato di diminuita partecipazione elettorale. L'andamento complessivo, tuttavia, nasconde una variazione territoriale degna di nota: un avanzamento al Nord-ovest, controbilanciato da forti perdite nelle Isole.

    7) I partiti della sinistra radicale hanno subito una sconfitta in quanto nessuna lista ha superato la soglia di sbarramento. Inoltre, rispetto al 2004 sono stati persi quasi 1,4 milioni di voti (-39%). Tuttavia, rispetto alle politiche del 2008 la sinistra ha ricevuto 650mila voti in più (+43%), una risalita che però non è servita a conquistare una rappresentanza.


    L'ASTENSIONISMO. Si è trattato di un astensionismo non fisiologico, superiore a quello che normalmente si registra in Italia rispetto alle elezioni politiche.
    Lo rileva sempre l'Istituto Cattaneo in relazione alla partecipazione al voto del 6/7 giugno.

    Nelle elezioni europee la partecipazione elettorale è scesa, rispetto alle elezioni politiche del 2008, dall'80,5% al 66,5%: un calo rilevante di 14 punti che fa sì che la partecipazione per la prima volta scenda sotto la soglia del 70% a una elezione generale.

    Rispetto alle precedenti elezioni europee del 2004, la partecipazione è scesa di 6 punti e mezzo. Se nel 2009 si fosse invece presentata la stessa dinamica astensionista delle europee del 1999 e del 2004, avremmo avuto una partecipazione effettiva del 70,4 che - confrontata con quella effettiva del 66,5% - dà comunque un astensionismo di 3,5 punti: un valore rilevante che ha certamente influenzato l'analisi del voto.

    L'analisi passa poi ai voti regionali: lì diviene evidente che l'incremento dell'astensionimso rispetto alle attese è determinato da poche regioni, in particolare Sud e Isole: Sardegna e Sicilia in primis, dove hanno partecipato meno della metà degli aventi diritto, seguite da Calabria, Molise e Campania.

    Le Regioni rosse al contrario sono in fondo alla graduatoria. In Emilia Romagna il calo rispetto alle attese di voto è di soli 0,4 punti. In Toscana, Umbria e Marche è stata addirittura superiore alle attese.

    Per il Cattaneo dunque, non c'è stato nell'elettorato del centrosinistra - e in particolare del Pd - quel crollo della partecipazione che i vertici del partito stesso paventavano.
    08 giugno 2009

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