Influenza, ecco il piano di vaccinazione

Asl e Poma hanno deciso il piano di vaccinazione per prevenire l'influenza H1N1. Controlli anche nelle scuole.

    di Roberto Bo
    Prima riunione allargata del comitato pandemico ieri negli uffici della direzione Asl a Dosso del Corso per fronteggiare l'allarme influenza A/H1N1. I vertici sanitari mantovani dell'Asl e del Poma hanno affrontato uno degli argomenti principali di questi giorni: le vaccinazioni, come e quando.

    Al termine dell'incontro e sulla base delle linee guida illustrate dalla circolare inviata dalla Regione (il ministero non ha ancora pubblicato l'ordinanza sulle vaccinazioni), l'Asl ha deciso le seguenti modalità di vaccinazione: a metà ottobre quella stagionale, un mese dopo, a metà novembre, quella contro l'influenza A.
    Ecco le modalità e le categorie a cui sarà offerta la vaccinazione.

    VACCINAZIONE STAGIONALE. A metà ottobre, e quindi in anticipo rispetto all'anno scorso, inizierà la vaccinazione stagionale, offerta solo alle persone con più di 65 anni. Sarà somministrata dai medici di medicina generale e dall'Asl nelle sedi distrettuali con le modalità che saranno successivamente comunicate alla popolazione.

    VACCINAZIONE PANDEMICA. Circa a metà novembre sarà avviata la vaccinazione con il vaccino pandemico (contro l'Influenza A) e sarà offerta a:
    1) personale sanitario e di assistenza, addetto ai servizi essenziali per la sicurezza e l'emergenza, addetto ai servizi di pubblica utilità, donatori di sangue.
    2) Soggetti tra i 6 mesi e i 65 anni affetti da patologie a maggior rischio complicanza (malattie a carico dell'apparato respiratorio, malattie dell'apparato cardio circolatorio, diabete mellito, insufficienza renale, malattie organi emopoietici, tumori, malattie con carente produzione di anticorpi, malattie infiammatorie, sindromi da malassorbimenti intestinale, importanti interventi chirurgici, malattie neuromuscolari).
    Il vaccino sarà somministrato alle persone appartenenti al gruppo 1 da parte dei sanitari dell'Azienda di appartenenza. Per i soggetti del gruppo 2 dall'Asl negli ambulatori distrettuali con le modalità che saranno divulgate successivamente.

    Asl e Poma hanno inoltre specificato che tra il vaccino stagionale e quello pandemico devono trascorrere almeno quattro settimane. Il pandemico, inoltre, prevede la somministrazione di due dosi ad un mese di distanza. Una possibile somministrazione contemporanea dei due vaccini ad oggi non è prevista, anche se la questione è ancora al vaglio del ministero della Salute.

    Nei prossimi giorni il comitato pandemico incontrerà la conferenza dei sindaci e il dirigenti scolastici della provincia di Mantova. Per ultimo l'Asl tiene a sottolineare che «lo scenario della pandemia a oggi ipotizzabile è sovrapponibile a quello che si verifica in corso di influenza stagionale, pur con una verosimile maggiore incidenza».

    SCUOLE SOTTO CONTROLLO
    Al di là dell'incontro programmato con i dirigenti scolastici mantovani, l'Asl ha ricordato che «non sono previste forme di certificazione medica per il rientro a scuola o al lavoro dopo sindrome influenzale». Questo per sgomberare il campo da possibili fraintendimenti.

    Riguardo alla preoccupazione scoppiata nella scuola frequentata dai figli dell'uomo ricoverato al Poma, l'Asl ritiene «ingiustificato l'allarme in quanto i due alunni non hanno mai iniziato la frequenza scolastica». Relativamente alle norme a cui attenersi nelle scuole «valgono le informazioni fornite a suo tempo per le malattie infettive in comunità». Prevista comunque una nota informativa predisposta da direzione generale sanità e ufficio scolastico regionale.

    MIGLIORA L'UOMO RICOVERATO AL POMA Un «cauto ottimismo» è stato espresso dall'assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Luciano Bresciani, circa le condizioni del paziente di 34 anni ricoverato nella rianimazione dell'ospedale di Mantova per l'influenza A.
    «E' un uomo bengalese, rientrato in Italia già infetto dal virus dopo un viaggio all'estero. Al momento - ha precisato Bresciani - migliorano le sue condizioni respiratorie, la prognosi è abbastanza buona e c'è un cauto ottimismo. Comincia - ha aggiunto l'assessore regionale alla sanità - una riduzione del processo di assistenza respiratoria».
    Riguardo ai colleghi di lavoro, l'Asl ha fatto sapere che la malattia ha un periodo di incubazione di circa una settimana e che quindi essendo ormai passati paregghi giorni dal suo rientro in Italia non vi è pericolo. Anche tutti i componenti della famiglia dell'uomo sono stati monitorati.
    17 settembre 2009

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