"Molti dipendenti di altre banche ci hanno telefonato per esprimerci solidarietà". Il sito: www.bancaetica.com
(da Repubblica.it) La Banca Etica e lo Scudo fiscale: «Lo scudo non ci interessa». Non è che Banca Etica voglia ergersi a supergiudice delle decisioni del governo, «noi rispettiamo la normativa, e non ci permettiamo di giudicare», assicura il direttore generale Mario Crosta. Però il no dell'istituto all'accoglienza dei capitali sanati dallo scudo fiscale è nettissimo.
«Questa decisione si pone lungo il solco della posizione della banca - spiega Crosta - chi decide di diventare nostro cliente deve firmare un'autodichiarazione sulla proveninza lecita delle somme depositate Per questo non abbiamo alcun rapporto al portatore, solo rapporti nominativi Quindi per noi è una scelta consequenziale, anche nel 2002, in occasione del precedente scudo fiscale, abbiamo fatto così».
Una scelta, ammette Crosta, che «potrebbe portarci ad avere una raccolta inferiore, ma anche se dallo scudo fiscale potessero arrivarci volumi significativi, non vorremmo che così si andasse a scalfire la reputazione del nostro istituto. Tutto quello che stride con il principio di legalità non sta nelle nostre corde Soprattutto quando il provvedimento si è allargato anche a includere la sanatoria dei reati di falsa fatturazione, falso in bilancio, una serie di violazioni gravi rispetto all'evasione fiscale, che è già grave. Senza fare alcuna valutazione a livello politico, ci teniamo a riaffermare il principio che l'utilizzo del risparmio, e del credito, abbia una valenza sociale. Ci hanno telefonato anche molti dipendenti di altre banche, per esprimerci solidarietà».
01 ottobre 2009