Nuovo colpo di scena nella partita aperta da vent'anni con al centro la vicenda del Lodo Mondadori, cioè la battaglia cominciata fine degli anni Ottanta tra Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti per il controllo di uno dei maggiori gruppi editoriali italiani: oggi il Tribunale civile di Milano ha condannato Fininvest a versare alla Cir quasi 750 milioni di euro. Una sentenza che per Carlo De Benedetti, presidente onorario del gruppo «ci rende giustizia», mentre per Marina Berlusconi alla guida della società, che ha già annunciato appello, «è sconcertante».
Questa mattina il giudice della prima sezione Raimondo Mesiano ha depositato provvedimento, che ha carattere esecutivo, con cui ha stabilito che Cir «ha diritto» al risarcimento da parte di Fininvest «del danno patrimoniale da perdita di'chance' di un giudizio imparziale». Risarcimento che quantifica in 749.995.611,93 euro a cui si aggiungono gli interessi legali, le spese del giudizio e, tra l'altro, a due milioni di euro per gli onorari. Inoltre, il giudice ha disposto che Cir, assistita dal prof. Vincenzo Roppo e dalla collega Elisabetta Rubini, ha diritto al risarcimento dei danni non patrimoniali, sempre per l'effetto della «perdita di'chance'», che verranno definiti in un giudizio separato.
Il provvedimento del Tribunale civile arriva dopo la condanna definitiva per corruzione (è del 2007) di Cesare Previti, degli avvocati Giovanni Acampora e Attilio Pacifico ad un anno e 6 mesi e del giudice Vittorio Metta a due anni e otto mesi: è stato ritenuto che la sentenza con cui la Corte d'appello di Roma nel 1991 diede ragione a Berlusconi nella battaglia di Segrate era stata comprata».
«Dopo quasi vent'anni dalla condotta fraudolenta messa in atto per sottrarre al nostro Gruppo la legittima proprietà della Mondadori - è il commento di De Benedetti - finalmente la magistratura ci rende giustizia anche sul piano civile. La sentenza - ha proseguito - non mi compensa per non aver potuto realizzare il progetto industriale che avrebbe creato il primo gruppo editoriale italiano, ma stabilisce in modo inequivocabile i comportamenti illeciti che l'hanno impedito».
«Si tratta di un verdetto incredibile e sconcertante», afferma invece, Marina Berlusconi, presidente di Finivest, che ha sottolineato come la società «ha sempre operato nella massima correttezza e ha dimostrato in modo limpido e inconfutabile la validità delle proprie ragioni. Non posso non rilevare - ha rimarcato - che questa sentenza cade in momento politico molto particolare; dà ragione ad un gruppo editoriale la cui linea di durissimo attacco al presidente del Consiglio, per non dire altro, è sotto gli occhi di tutti. Sbaglia però chi canta vittoria troppo presto. Sappiamo di essere nel giusto e siamo certi che alla fine questo non potrà non esserci riconosciuto».
Nei confronti della sentenza Fininvest, «esprime tutta la propria incredulita» e annuncia ricorso. Ricorso che verrà preceduto da una richiesta alla corte d'appello di bloccare l'esecutività del provvedimento giudicato dal prof. Romano Vaccarella, alla guida del pool dei legali della società «abnorme e che lascia a bocca aperta».
04 ottobre 2009