Il sindaco di Mantova, Fiorenza Brioni
Le tensioni nella maggioranza sono esplose in consiglio comunale ieri sera quando è venuto a mancare il numero legale sulla modifica del regolamento. I socialisti sono usciti in polemica con l'Idv, imitati anche da quattro consiglieri del Pd. Il Psi ha anche preannunciato di non votare la variante al Prg per la ciclabile Mantova-Grazie. Domani sera nuova seduta. Intanto, per il segretario provinciale del Pd, Fontana, «nel nostro partito non esistono intoccabili»; invita tutti ad abbassare i toni e a concentrasi sulle prossime elezioni comunali.
La norma salva-poltrone L'assemblea cittadina del Pd, con la ricandidatura del sindaco Brioni, ha anche posto le basi per la riconferma di 14 tra assessori comunali e assessori con due mandati o pi alle spalle. A stragrande maggioranza è stata approvata la norma salva-poltrone che consente di derogare allo statuto regionale del Pd che aveva fissato un tetto alla permanenza di assessori e consiglieri nell'amministrazione.
E nel Pd scoppiano le polemiche. Il consigliere comunale Motta: "E' un'indecenza". "Avrei pereferito che decidessero tutti gli iscritti" ha fatto eco il collega Buvoli. Contrari anche la segretaria cittadina Bertazzoli e il consigliere comunale Iridile. Maglia difende la deroga: "Il Pd è un partito nuovo e non bisogna tener conto delle esperienze maturate in altri partiti".
Lo scontro nel Partito Democratico si fa quindi rovente. Sono quattodici gli assessori e i consiglieri comunali di via Roma che potranno quindi aspirare a un terzo mandato e in palese violazione dello statuto regionale del partito. E ciò senza valutare gli effetti che una simile decisione avrà su un elettorato che da tempo chiede un cambiamento.
Intanto, il sindaco Fiorenza Brioni smentisce di aver siglato patti segreti per essere ricandidata.
IL BRIONI-BISL'assemblea cittadina del Partito Democratico ha approvato il Brioni-bis. Alle comunali del 2010, il sindaco sarà quindi ricandidato. Su 74 partecipanti al voto, 66 si sono espressi per la ricandidatura dell'attuale sindaco. Tra i contrari il consigliere comunale Vasori e la Colturani. Come mandato per le alleanze, l'assemblea ha deciso di avviare una trattativa con l'Udc. Per la poltrona di sindaco correrà anche Antonino Zaniboni, che in questi giorni ha lasciato il Pd.
SONDAGGIO IPSOSL'operato di Fiorenza Brioni e dell'amministrazione vengono giudicate positivamente dal 61% dei mantovani, ma il 56% si aspetta dal prossimo sindaco (chiunque sia) un cambio sostanziale di «contenuti e modo di governare». A tastare il polso dei cittadini sul bilancio di fine mandato di sindaco e amministrazione è un sondaggio commissionato dal Pd lombardo all'Ipsos.
L'indagine, realizzata con il metodo delle interviste telefoniche il 22 e 23 settembre, non cerca di prevedere gli esiti di un confronto elettorale tra il sindaco uscente e altri candidati. L'obiettivo principale è quello di valutare il giudizio degli elettori sull'operato di via Roma in questi cinque anni.
Qualità della vita. Innanzi tutto il 90% del campione ritiene positiva (57%) o molto positiva (33%) la qualità della vita in città. Una minoranza significativa, il 33% ritiene tuttavia che questa qualità sia peggiorata (il 12% dice che è migliorata e il 43% che si è mantenuta positiva) e il 10% che sia restata sugli stessi livelli negativi.
I problemi. Il 51% ha spontaneamente citato il traffico come problema della città. A livello nazionale questa percentuale crolla all'8%. E ancora il 20% dei mantovani segnala l'inquinamento (Italia 8%) e il 14% i parcheggi (Italia 0%) e la manutenzione delle strade (1%). In compenso il 62% del campione nazionale indica come problema prioritario l'occupazione (23% a Mantova), il 21% la sicurezza (Mantova 8%), il 16% l'immigrazione (Mantova 8%) e il 28% l'economia e lo sviluppo (8%).
L'amministrazione. Il 61% del campione esprime un giudizio positivo (47%) o molto positivo (14%) sull'operato dell'amministrazione comunale nel suo complesso, contro un 34% che invece lo boccia (10% giudizio molto negativo e il 24% negativo).
Il sindaco. Circa l'operato del sindaco, la quota dei soddisfatti rimane simile: il 60%, con un 19% che dà un giudizio molto positivo e un 41% positivo. Sale di tre punti la percentuale (37) di chi manifesta un giudizio negativo (26%) o molto negativo (11%). La percentuale degli insoddisfatti è naturalmente più elevata (59%) tra gli elettori del Pdl (c'è però un 39% che esprime un giudizio favorevole), ma va segnalato che nell'elettorato democratico (il partito della Brioni) i giudizi negativi sono al 28% contro un 18% espresso da chi vota altri partiti del centrosinistra. Sempre nell'elettorato di centrosinistra (senza Pd) la Brioni viene giudicata favorevolmente dall'80% del campione contro il 70% rilevato tra chi dichiara di votare Pd. Tornando al campione complessivo, 7 cittadini su 10 dicono che il sindaco è una persona seria «di cui mi fido», il 64% che conosce bene i problemi della città e il 55% che «può fare molto per il futuro di Mantova» (il 34% ritiene il contrario). Ma solo il 46% la considera «capace di decidere da sola, senza farsi condizionare». Il 37% non è d'accordo con questa frase e il 17% non sa come rispondere.
Candidarla? Ma in quanti gradirebbero la ricandidatura della Brioni, uno degli interrogativi che sta animando il confronto interno nel Pd? Il campione si spacca. Il 51% gradirebbe molto (23%) o abbastanza (28%) la sua riproposizione, contro un 47% che apprezzerebbe poco (22%) o per nulla (23%). I favorevoli alla Brioni salgono però al 72% (34% molto, 38% abbastanza) tra gli elettori Pd e al 58% tra quelli di altre forze del centrosinistra.
Gli scenari. Stando al sondaggio, le intenzioni di voto premiano il centrosinistra attribuendogli un 53,4% contro il 52,7% delle europee. Il centrodestra viene dato al 40,8%, contro il 40,9% delle europee. Nel dettaglio, nel centrosinistra avanza il Pd dal 35,8 al 37,8, nel centrodestra la Lega dal 13,2 al 16,2. I dipietristi passano dal 7,8% all'8,2% mentre perde colpi il Pdl passando dal 26,6 del voto europeo di giugno al 23,1%. Si irrobustisce l'Udc, dal 4,7% al 5,4.
Gli incerti. La fetta di elettorato che non ha ancora deciso per chi (o se) votare è però significativa: il 21%, vale a dire un elettore su 5.
(nc)
13 ottobre 2009