La scossa e il silenzio

    di Enrico Grazioli Nei giorni scorsi la Gazzetta ha sottolineato con vigore la deprimente decisione dell'assemblea Pd di salvare per iscritto il diritto alla poltrona o allo sgabello di chi già ce l'ha: non ricordavamo una quantità e un'intensità tale di reazioni, nella cronaca, negli interventi, nel forum sul nostro sito internet, nelle testimonianze ricevute di persona.

    Gli strascichi (temiamo, più che le riflessioni oneste e le conseguenze positive) di questo improvviso sussulto, di questa scossa, nel Pd proseguiranno a lungo. La generale impressione che si stava facendo il possibile perché la cosa passasse sotto traccia, le prese di distanza tardive di chi c'era quella sera e qualche titolo per imporsi lo aveva, il nervosismo di chi si è sentito scoperto, il ringalluzzirsi di chi nella riconferma del sindaco come nella leadership del Pd non ha mai creduto fino in fondo e non vedeva l'ora di poter riaprire il fuoco "amico", l'interesse di qualcuno a giocare allo sfascio per poi raccogliere i cocci: tutto questo lascia prevedere settimane di battibecchi, minacce, ricatti.

    Col rischio, forte, di travisare il messaggio di fondo proveniente dalla città, di ogni età, che alle forze progressiste ancora darebbe fiducia: non c'è la voglia di vedere altri duelli di potere, né cadaveri penzolanti a testa in giù, ma di avviare un reale rinnovamento, che arriva alle cose passando attraverso le persone.

    Il nostro giornale
    ha fatto la parte che tocca a un organo d'informazione, ora la responsabilità passa a chi è chiamato non a stimolare un dibattito ma a farne sintesi per arricchire la propria azione di rappresentanza dei cittadini e di governo delle istituzioni.

    In questo, lasciateci dire, una cosa ancora dobbiamo annotarla: l'impressionante silenzio del centro destra.
    Non una parola, non un pensiero, non un plissè. Incapaci non tanto di cogliere una ghiotta occasione di polemica, quanto di provare almeno a identificarsi come l'alternativa in grado di impersonare il nuovo che non avanza ma di cui c'è forte domanda: di dare un segno, anche loro, magari loro. Tutti presi a studiare un candidato sindaco accettabile? A tramare sott'acqua per accodarsi a chi è in rotta con l'altra parte? O ancora lì a discutere su chi è il capetto più capetto degli altri capetti?
    Certo che un alleato così, altrove il Pd fatica trovarlo...
    16 ottobre 2009

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