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Domanda |
Testamento biologico e questioni etiche in genere: come intende risolvere il confronto interno? |
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Pierluigi |
«La mia posizione è questa: non può essere il senatore Quagliarello a decidere come devo morire io, non può essere che metà degli italiani decide come deve morire l'altra metà. Bisogna trovare una soluzione condivisa. Per me la soluzione possibile è questa: responsabilità del protagonista, del medico e dei "mondi vitali", cioè della famiglia. Io sono per una norma leggera, che non costringa tutti ad andare dal notaio, ma che, laddove è espressa la volontà del protagonista, ne tenga conto, il medico decida poi in scienza e coscienza e dica la sua e, in assenza della possibilità del protagonista di dire la sua, si consigli con famiglia e mondi vitali. Credo che il Pd debba tener ferma questa posizione e che su questo si possa arrivare ad una soluzione diversa da quella trovata al Senato». |
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Dario |
«Il pluralismo è una ricchezza. E il rapporto tra laici e cattolici non è un problema da risolvere, ma è un elemento strutturale, un pilastro del nostro partito. Non ci sarebbe Pd se in questo partito non potessero stare insieme laici e cattolici. Uniti da un principio scritto nella Costituzione: il rispetto della laicità delle istituzioni. Questo tema è stato usato impropriamente per cercare di dividere, o per dare evidenza ad alcune posizioni congressuali. Ma la laicità è un valore condiviso e il metodo per far convivere identità diverse. In questo senso è il presupposto di un partito largo e post-ideologico. Poi, certo, è necessaria la sintesi. Anche sul testamento biologico, come su tutti i problemi etici. Li affronteremo così come si è fatto da quando sono stato eletto segretario: discutendo e poi votando». |