di Paolo Carletti Diminuiscono gli incidenti stradali e i morti secondo il rapporto presentato da Aci e Istat. Nel 2008 sono state 4.731 le vittime sulle strade italiane, con un meno 7,8% significativo rispetto all'anno precedente. I più colpiti però sono sempre i giovani tra i 25 e i 29 anni. A Mantova, nel 2008, le vittime della strada sono state 58, con 2.058 feriti, su un totale di 1.474 incidenti. Una percentuale alta.
13 morti al giorno. Ogni giorno in Italia si verificano in media 598 incidenti stradali con la morte di 13 persone e il ferimento di 849. Nel 2008 sono state 4.731 le vittime, ma si riscontra una diminuizione rispetto al 2007 del numero di incidenti (-5,2%), dei feriti (-4,6%) e dei morti (-7,8%). I più colpiti sono i giovani tra i 25 e i 29 anni (370 i morti in valore assoluto). A partire dai 35 anni i conducenti che riportano conseguenze iniziano progressivamente a diminuire.
Pedoni a rischio. I pedoni nel rapporto sono indicati come la vera "utenza debole della strada", con il 6,6% dei feriti e il 13,7% dei morti: nel 2008 sono state 598 le vittime da investimento, anche se il tipo di incidente è appena l'8,5% degli incidenti. Il rischio è particolarmente elevato per la popolazione anziana. Il valore massimo per quanto riguarda i morti (84) si registra nella fascia di età tra 80 e 84 anni, mentre per i feriti in quella tra 70 e 74 anni (1.556 nel 2008).
Strade pericolose. Sono le strade extraurbane quelle più pericolose e che causano maggiori danni agli automobilisti. Non le autostrade, che forse grazie anche ai maggiori controlli elettronici della velocità, registrano un meno 9,3% negli incidenti, 452 i morti. Ben diversa la situazioni sulle strade di collegamento extraurbane, spesso teatro di autentici disastri: su questi tratti 5,7 decessi ogni 100 incidenti (2.203 morti). Gli incidenti sulle strade urbane, pur numerosi (oltre 168mila), sono meno gravi con 1,2 decessi ogni 100 incidenti.
Giorni e mesi. Nel 2008 il maggior numero di incidenti si è verificato a luglio, all'opposto di dicembre che ha l'indice più basso. Più morti sempre a luglio (487), ma l'indice di mortalità risulta più alto in agosto, con 2,7 vittime ogni 100 incidenti. Secondo Anas e Istat la spiegazione dovrebbe essere ritrovata nel maggior tasso di utilizzo dei veicoli in occasione degli esodi estivi e della maggiore circolazione su autostrade e strade extraurbane di collegamento.
Strade urbane. Il discorso vale anche per le strade urbane, con la frequenza più elevata di scontri a luglio, maggior numero di morti a maggio e indice di mortalità più alto in agosto. Il venerdì è il giorno in cui si concentra il maggior numero di incidenti e di feriti, mentre la frequenza più elevata di morti si osserva il sabato (814 decessi pari al 17,2% del totale). Complessivamente nel weekend (sabato e domenica) si concentra un quarto degli incidenti e oltre un terzo dei decessi con un indice altissimo: 3 morti ogni 100 incidenti.
Gli orari. Un primo picco pericoloso è tra le 8 e le 9 del mattino per gli spostamenti casa-ufficio e casa-scuola. Un secondo tra le 12 e le 13, per l'uscita dalle scuole e la mobilità di alcune categorie di lavoratori. Però il momento più difficile è alle 18, "quando - si afferma nel rapporto - si cumulano gli effetti dell'incremento della circolazione per gli spostamenti dal lavoro a casa con l'aggiunta di stress e le difficoltà di percezione visiva dovuta alla riduzione della luce naturale».
Le cause. Il mancato rispetto delle regole di precedenza (anche ai semafori), la guida distratta e la velocità troppo elevata sono le prime tre cause di incidente: sono il 44% dei casi. La maggior parte degli incidenti avviene tra due autoveicoli: fuoriuscita o sbandamento del veicolo il caso più diffuso (881 morti nel 2008). Alto il numero delle vittime in moto. Lo stato psico-fisico alterato del conducente (alcol, droghe) non rappresenta una percentuale elevata con il 3,1%.
14 novembre 2009