Monossido, un normale controllo evita
una strage di pachistani a Viadana

In un appartamento del centro storico dormivano 18 persone. L'ambiente era però saturo di gas. Il provvidenziale intervento di polizia e carabinieri ha scongiurato la morte per esalazioni del gruppo di immigrati.

    di Riccardo Negri
    Ricevere un controllo a domicilio da parte di polizia e carabinieri, anche se si sa di essere a posto con tutte le normative, non è mai particolarmente simpatico. Ma, in questo caso, un gruppo di diciotto immigrati pachistani deve la vita proprio al fatto che vigili urbani e militi abbiano suonato al loro campanello per eseguire un normale controllo sugli immigrati. Rischiavano, altrimenti, di morire avvelenati dal monossido.

    E' successo alle 5 di mattina in un appartamento del centro di Viadana. Una squadra - composta da quattro agenti della polizia locale e da alcune pattuglie dei carabinieri - ha avviato l'ennesima operazione di monitoraggio del territorio e di controllo delle situazioni potenzialmente a rischio.

    I vigili urbani si sono concentrati principalmente sulle questioni domiciliari ed anagrafiche: la verifica, cioè, di chi effettivamente risiede nelle abitazioni degli immigrati, della regolarità della loro presenza sul territorio, eccetera. Contestualmente, i militari dell'Arma erano impegnati invece in una serie di controlli anti-droga.

    I controlli domiciliari si sono concentrati su alcune situazioni già note, anche in seguito alle segnalazioni dei residenti. Vigili e carabinieri hanno suonato alle porte di alcune abitazioni di via Deledda, via Donizetti, via Veneto e via Garibaldi. Qui, al numero 172, risiede Ahmed Farooq, un giovane pachistano.

    «L'abitazione
    - specifica la comandante della polizia locale, Doriana Rossi - è di proprietà di un altro pachistano che al momento si trova nel suo Paese. Al suo posto risiede un connazionale in regola con il permesso di soggiorno». Solo che, al momento del controllo, nella casa (circa 70 metri quadrati) dormivano altri diciassette pachistani, tutti provenienti dallo Stato del Gujarat.

    Ma non è stato
    tanto il sovraffollamento del locale a preoccupare le forze dell'ordine. Entrando nell'appartamento, infatti, hanno notato che gli occupanti, svegliati proprio dal suono del campanello nonostante fossero le 8, apparivano semincoscienti. L'ambiente era quasi saturo di gas. Immediata la decisione di spalancare porte e finestre, di far uscire gli occupanti all'aria aperta e di chiamare pompieri e la Croce Verde.

    «Nonostante
    le camere siano state arieggiate - aggiunge la Rossi - i vigili del fuoco hanno verificato che l'aria era satura al 60% di monossido di carbonio». Avessero dormito per altre due ore, per i 18 pachistani gli esiti sarebbero stati letali».

    Nel frattempo
    , è giunta sul posto anche l'Asl. E' stato verificato che le due stufette a gas che riscaldavano l'abitazione erano di un modello antiquato, che non può più essere utilizzato soprattutto nelle camere da letto. Una delle stufe, inoltre, aveva lo sportellino di vetro rotto. Proprio da lì, probabilmente, è fuoriuscito il temibile monossido di carbonio, il gas killer che uccide in silenzio.
    18 novembre 2009

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