di Mauro Pinotti
Marianeve Autila ha sei anni. Qui è con la mamma
«Dov'è il nonno?» chiede Marianeve Autilia Federico, sei anni. «Tesoro, ce l'hai davanti a te...» le risponde la mamma. «Non lo vedo. Ho paura, non vedo più niente». Comincia coasì il calvario di una bambina che vive con la mamma e i nonni, a Gonzaga. Era il pomeriggio del 30 giugno. La famiglia era al supermercato per fare acquisti. Mentre stavano uscendo dal negozio, Marianeve ha chiesto dov'era il nonno e quando la madre le ha detto che ce l'aveva davanti si è spaventata perché nei suoi occhi era calato il buio completo.
A sera il disturbo si era un po' affievolito, ma il giorno dopo si è ripresentato in tutta la sua gravità. La madre Franca hanno portato Marianeve in ospedale a Guastalla. La Tac aveva rilevato una macchia scura all'altezza della fronte. La diagnosi è stata una coltellata al cuore: craniofaringioma, diabete insipido e ridotta acuità visiva.
Immediato il ricovero all'ospedale Maggiore di Parma dove un'equipe chirurgica, il 2 luglio, ha sottoposto Marianeve a un delicato intervento per l'asportazione della massa tumorale. L'operazione è andata bene ma non si può ancora stare tranquilli.
Nella fase post operatoria la piccola ha progressivamente sviluppato un quadro di diabete insipido con insufficienza cortico-surrenale che ha richiesto un supplemento di corticosteroidi. Da oltre due mesi Marianeve viene seguita e controllata. La famiglia, ogni settimana, si sobbarca il viaggio all'ospedale Maggiore di Parma.
Marianeve ha solo sei anni e già deve lottare contro un nemico potente: è una bimba tenera con due occhioni neri e la carnagione scura ereditati dal padre indiano che però non vive più con loro. Ai bisogni della piccola e del resto della famiglia, finora, ci ha pensato il nonno Mario Federico, 45 anni, l'unico di casa che aveva un lavoro stabile. Sospeso. Il suo posto alla Pimespo di Luzzara è tra quelli finiti nel conto della cassa integrazione.
La madre della piccola fa qualche ora di pulizia per il Comune di Gonzaga, che la sta aiutando quanto più possibile. Ma il poco che nonno e mamma portano a casa non basta neppure a coprire le spese per le visite mediche e i viaggi della speranza tra un centro specializzato e l'altro. La famiglia non si rassegna al fatto che la piccola possa diventare cieca e sta tentando il tutto per tutto per salvarla.
Ma la gara di solidarietà per Marianeve è scattata. Le tante telefonate di persone che volevano aiutare la famiglia Fedetico ha convinto la mamma ad aprire un conto nella filiale Mps di Gonzaza (Iban: IT73G0103057672000010361731 intestato a «Franca Federico-pro Autilia) dove far affluire eventuali donazioni.
14 dicembre 2009