IDEE PER LA CITTA'

Italo Scaietta: attenti
il centro si sta spegnendo

    di Francesco Abiuso Dall'architettura al patrimonio culturale. La seconda tappa dell'inchiesta sul presente e le prospettive di Mantova tocca un settore cruciale come la conservazione delle ricchezze lasciate in eredità da un passato prestigioso. Un universo che Italo Scaietta conosce come le sue tasche.

    Intanto, che cosa chiederebbe lei a Santa Lucia?
    Senza dubbio più coordinamento per gli eventi culturali. Che si evitasse la sovrapposizione tra l'inaugurazione di una mostra e un concerto, o due conferenze.

    A che cosa si riferisce?
    A tutto ciò che non è festival, che quindi non ha una cadenza precisa nell'anno. Già tempo fa, assieme al professore Gallico, allora presidente dell'Accademia, avevamo pensato a una specie di delegazione o federazione. Non sto parlando di un qualcosa che non esiste. Prenda Firenze, dove questo coordinamento ha portato persino alla nascita di un giornale.

    Concentrare più eventi nello stesso week-end è un male per la città?

    Certo, perché il numero di persone interessate alla cultura non è infinito, e la sovrapposizione rischia di essere dilaniante. Ma insomma, non è possibile che la Cultura lavori in concorrenza, non è la sua vocazione.

    Da mantovano, invece, sente che la sua città dovrebbe cambiare in qualche cosa?
    Giro in Italia e all'estero per ragioni di lavoro, ma mi sento molto mantovano. E da mantovano sono allarmato per il centro storico.

    Che cosa la preoccupa?
    Sta cambiando identità, perdendo l'antica vocazione commerciale testimoniata delle splendide case-bottega, magnifico intreccio tra spazi pubblici e privati. Pensi a Piazza Erbe, con le vetrine e i portici con lo stesso aspetto estetico, e sopra le case che sono invece una diversa dall'altra. Tutto questo sta scomparendo, cancellato dalla nascita di nuovi poli commerciali.

    La allarma questo cambiamento?
    La mia preoccupazione è che i mantovani finiscano per abbandonare il centro. Vent'anni fa, attraversandolo, eri sicuro di incontrare qualcuno impegnato nelle classiche "vasche". Oggi questo fermento si sta spegnendo, assieme alle attività commerciali più tradizionali. Dico questo: non vorrei mai un centro storico con le piazze in ordine, le case restaurate ma con gli spazi commerciali vuoti o occupati da anonime catene internazionali.

    Ma che cosa si può fare? Si potrebbero adottare i negozi storici?

    Beh, mi viene in mente l'edicola di piazza Canossa, salvata dal Fai. E penso che sarebbero utili anche agevolazioni fiscali e sostegno finanziario e promozionale. Ho visto che per lo shopping natalizio è partita l'iniziativa di bus e parcheggi gratuiti. Un primo segnale di attenzione, ma molto tardivo...

    Eventi culturali: che ne pensa del modello festivaliero? E' replicabile per tutto l'anno e per altre manifestazioni?
    Il Festivaletteratura è l'evento perfetto per la città. Sia per quanto riguarda l'occupazione degli spazi della città che per il coordinamento. La sua forza sta in questo: 230 eventi ma un'unica testa pensante. Ecco, mi piacerebbe che si organizzassero con la stessa abilità percorsi attraverso la Mantova rinascimentale, oppure barocca. Oggi un turista arriva a Palazzo Ducale e finisce per perdersi fra un mare di opere d'arte di epoche diverse. Dopodiché, c'è solo il tempo di una passeggiata per il centro e ripartire. Mi piacerebbe, invece, che si potesse scegliere l'opzione di un viaggio per la città, seguendo un solo periodo storico e uscendo dal solito percorso.

    A questo proposito, tra i tanti monumenti di cui la città è ricca, ce ne sono molti ancora in abbandono e chiusi alla città, la Rocca di Sparafucile... Per conto mio, aggiungerei la Chiesa di San Maurizio, che è chiusa al pubblico con una pinacoteca di primaria importanza. La soluzione che mi viene in mente è che si possa fare come per Santa Maria della Vittoria, concessa in gestione agli Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani, in cambio del totale restauro.

    Condivide la richiesta del Comune che vorrebbe in gestione il Ducale?
    No, non sono d'accordo. La reggia ha dimensione e emergenze tali, e un bisogno di professionalità che il Comune non credo potrebbe garantire.

    La giunta si è spesso fatto vanto destinare alla cultura una buona fetta del bilancio (il 12,5%)? E' abbastanza?
    Bisognerebbe piuttosto spendere meglio. Molto meno in eventi effimeri come i festival, più nella promozione e conservazione del patrimonio, come Palazzo della Ragione o del Podestà.
    18 dicembre 2009

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