Rapine e furti nelle abitazioni
con tecniche da commando

L'ultimo colpo a Moglia, nella Bassa mantovana. Marito e moglie sono stati picchiati, legati e rapinati. Da tempo si sospetta l'azione di una banda che ricorre a tecniche militari. I banditi appaiono sicuri, freddi, ben vestiti e in grado di affrontare qualsiasi situazione

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    Legati mani e piedi, picchiati, minacciati con un fucile e alla fine rapinati. Sera di terrore, qualcuno parla di scena da Arancia Meccanica, per due coniugi di Moglia: Ivo Baraldi, 65 anni, pensionato, e la moglia Ivana Salata, di 64 anni.

    Sono finiti all'ospedale: lui dimesso dopo poche ore, lei in osservazione per un trauma alla testa. La coppia è riuscita a liberarsi dai lacci solo dopo un'ora. Verso le 20 l'allarme, lanciato ai carabinieri. Da quel momento Gonzaga è stata setacciata alla ricerca di 4 persone, forse straniere.

    Per la coppia l'incubo ha inizio intorno alle 19 nella loro abitazione di via Militare 28. Ivo Baraldi e la moglie sono in casa e sentono il cane abbaiare. Il pensionato si avvicina alla porta e viene spinto dentro. In un attimo in casa ci sono anche loro: i quatto banditi, passamontagna in testa, guanti e fucile in mano. Da quel momento in poi sono solo minacce, urla e percosse. La banda vuole i soldi, tanti soldi.

    Marito e moglie vengono picchiati a turno, a mani nude, ma forse anche con un bastone. Cedono subito e consegnano 700 euro. Poi vengono legati, mani e piedi, con delle corde che i banditi avevano con loro. Baraldi e la moglie, sanguinanti e sotto choc, riescono a liberarsi solo dopo un'ora.

    E così dopo Palidano, nel mirino di ladri e rapinatori è finita Moglia. Dopo il raid dei giorni scorsi nella piccola frazione di Gonzaga, cresce la preoccupazione tra gli abitanti della zona. Già deciso un coordinamento tra Comune e forze dell'ordine per intensificare la sorveglianza del territorio, con i carabinieri che invitano i cittadini a segnalare tutti i movimenti sospetti.

    LADRI E RAPINATORI CON TECNICHE MILITARI
    Da tempo nella Bassa mantovana e nelle province vicine, operano bande di ladri e rapinatori con una particolare caratteristica: agiscono come un commando ben addestrato. Niente parole, solo cenni e massima decisione. Entrano in azione a gruppi usando tecniche militari.

    COMMANDO. Un commando formato da una dozzina di individui, va all'assalto di via Leonardo da Vinci. Sfruttando i canali di gronda gli uomini salgono sui tetti di quattro diverse abitazioni. Hanno con sé dei sassi, servono per spaccare i vetri dei lucernari, ma anche per difendersi in caso di necessità.

    ABBIGLIAMENTO. Un testimone li descrive con estrema precisione. Sono tutti vestiti di nero, abiti griffati, berette di lana su cui campeggia la scritta Nike. Qualcuno, forse il capo, ha anche la visiera.

    TECNICA MILITARE. Si muovono all'unisono, seguendo un piano studiato nei minimi particolari. Un piano che prevede anche la tempestiva fuga in caso di necessità e la copertura dei compagni in difficoltà. Una circostanza quest'ultima che si è verificata quando uno degli abitanti, svegliato dal cane, apre la porta, vede i ladri e li insegue. I complici per bloccarlo gli scagliano addosso dal tetto sassi e tegole. L'uomo è costretto a rientrare subito in casa. Teme di essere seguito e si arma di coltello. E' pronto a difendersi.

    FUGA. Ma il commando ripiega, ordinatamente. Un segnale convenuto e dai tetti delle altre abitazioni, veloci come gatti, con pochissimi balzi sono tutti già in strada. Ognuno di loro prende una direzione diversa, con l'obiettivo di disorientare i possibili inseguitori.

    CHI SONO? Hanno la carnagione chiara, sono alti, magri e molto giovani. Non parlano, si intendono a cenni. Chi sono? Il sospetto di chi li ha affrontati è che appartengano a qualche gruppo militare sciolto, magari dell'Europa dell'Est. Non hanno fatto in tempo a rubare. Non hanno picchiato nessuno. Ma la paura che hanno provocato tra la gente è enorme.

    LE REAZIONI. Per questo quando dopo una settimana qualcuno, in quella stessa via, ha sentito dei rumori nel giardino, tutti sono usciti in strada, comprese le donne, armate di mattarelli, bastoni e stecche per la polenta. Lo hanno fatto nel cuore della notte, nonostante il freddo, nonostante la paura, pronte a sfidare i ladri. Quando i carabinieri, avvertiti di quanto stava accadendo, sono arrivati le hanno trovate così, accanto ai loro uomini. Decise. E pronte a tutto.
    18 dicembre 2009

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