La città che guarda avanti

    di Enrico Grazioli Mentre il Palazzo si affanna ad approvare un bilancio di previsione che molti vedono come l'ultima trappola per far saltare la ricandidatura del sindaco Brioni, c'è una Città che prova a guardare avanti: senza pregiudizi e con qualche segnale di volersi davvero mettere in gioco, riprendendo il filo di un confronto che era stato messo a tacere in questi anni, e soprattutto in questi ultimi mesi, da troppe dispute accompagnate da pochissimi slanci costruttivi.

    La Gazzetta ha aperto il fronte con una serie di interviste a protagonisti della vita mantovana: cogliendo un umore che non era solo frutto di malessere ma pure desiderio di rimettere in moto una comunità povera di visioni anche ambiziose e di un sentire comune che restituisse a ciascuno, nel proprio ambito di interessi e di attività, uno stimolo a pensare e a fare, possibilmente insieme.

    Andremo avanti, perché la sensazione è che possa andarsi a costituire così un piccolo o grande patrimonio di contributi che finalmente possono trovare un canale trasparente e accessibile a tutti per diventare condivisi: saranno molto importanti anche le opinioni e i suggerimenti dei lettori che iniziano ad affluire attraverso i commenti sul forum di gazzettadimantova.it.

    Poi toccherà a chi vuole assumersi la responsabilità di governare farne tesoro, per andare a comporre quella "visione strategica" che emerge unanimemente come necessità imprescindibile: ma già l'ascolto attento dei fermenti positivi che animano il territorio sarebbe un primo risultato significativo, con la speranza che anche questo avvenga senza pregiudizi né esami del Dna di chi ha la generosità di volersi esprimere.

    Il centro storico, i problemi connessi alla viabilità, le potenzialità di Mantova come "capitale" della cultura e del turismo: sono stati questi inevitabilmente i primi temi messi sul tappeto. Ora si tratta si approfondirli, ma anche di non limitarsi agli aspetti della città più conosciuti e visibili.

    Ci permettiamo di sottolineare, ad esempio, la questione del lavoro, per chiamarlo col suo nome: nessun sogno mantovano può prescindere da uno sforzo per immaginare un tessuto economico che ne sappia offrire di nuovo, di più sicuro, di più sostenibile. Capace di restituirci sicurezze insieme a un benessere non solo ereditato.
    21 dicembre 2009

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