Fozzato il predicatore: tutta colpa di certi giornali

    CERESARA. A sera si toglie i panni dello sceriffo che aveva sfidato chi aveva qualcosa da dire a presentarsi a mezzogiorno in piazza a Ceresara e indossa quelli del predicatore. Parla dal pulpito della chiesa, il sindaco Enzo Fozzato, subito dopo il parroco. Si sposta dal primo banco della chiesa gremita, due gradini, prende il microfono e attacca con parole che in quei muri antichi non sono mai risuonate. Repubblica, innanzitutto, e «certi giornali squallidi che hanno prodotto una cosa devastante». Si sente in trincea, braccato da gente «che non permette che un’amministrazione lavori bene». Ma, annuncia, questo episodio servirà a unire il paese, «perché noi lavoriamo sia per l’asilo privato che per quello pubblico: li ho creati io entrambi nel 1997». Tutti figli suoi, ribadisce, «non ho mai fatto discriminazioni», anche se le differenze esistono. «Ogni famiglia fa una scelta, ma da qui a dire che è un paese razzista ce ne passa». Dai giornali faziosi passa ai concittadini infidi, «ci stanno rovinando il Natale per colpa di pochi ceresaresi che non accettano la democrazia che è uscita dalle urne».

    Che, come aveva rivelato ad una cronista qualche ora prima, secondo lui ha fatto nuovi proseliti: «Questa polemica è senza senso. Anzi no: un senso ce l’ha. Che ci farà guadagnare dei voti. Sono venute da noi persone che erano di sinistra e mi hanno annunciato che la prossima volta voteranno Lega. Ben vi sta». Dopo l’invettiva la benedizione urbi et orbi «Ora dimentichiamoci le pugnalate: auguro buon Natale e salute a tutti».
    24 dicembre 2009

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