Castiglione, la Chiesa difende Padre Italo

La diocesi difende il rettore della basilica di San Luigi, critico con il sistema delle elemosine che "mantiene i poveri nella loro condizione". Il parroco don Spagna parla di una città solidale, mentre il sindaco nega la necessità di una norma anti-accattoni

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    CASTIGLIONE. Un sasso gettato in uno stagno. Un desiderio di far riflettere la gente partendo da un fatto personale: le minacce e l’aggressione ricevute da un mendicante il giorno di Santo Stefano. Ma dopo lo choc per le parole di padre Italo Panizza, la Chiesa difende la sostanza di quanto detto dal rettore della basilica di San Luigi: l’elemosina è utile se aiuta realmente chi la riceve. Gli spiccioli regalati non risolvono il problema dell’emarginazione e della povertà. Piuttosto è importante invece rivolgersi alle istituzioni caritative, come la Caritas.

    La vicenda, insomma, sembra ammorbidire i toni. Padre Italo conferma l’episodio di sabato; il mendicante più volte richiamato per il disturbo davanti alla chiesa e che il giorno di Santo Stefano lo ha minacciato e aggredito non solo verbalmente. Da qua la decisione di smuovere le coscienze dei castiglionesi sul tema della carità «non sempre utile anche per chi la riceve» e l’appello ai fedeli a limitare le elemosine. Un discorso fatto nelle comunicazioni a fine messa sabato e domenica, dove è anche stato applaudito.

    Una linea sposata anche dalla diocesi mantovana che per bocca del vicario episcopale don Paolo Gibelli commenta: «La riflessione di padre Italo è in linea con quanto sostengono Chiesa e Caritas: elemosina vuol dire misericordia, cioè prendersi cura dell’altro e non un gesto con il quale con pochi spiccioli ci togliamo di dosso un problema». Messaggio corretto, dunque. Ma anche la forma? «Don Italo ha agito d’impulso. Ma se serve a sensibilizzare ogni persona e a capire qual è la vera carità - conclude don Gibelli - pure la provocazione di un sacerdote che scuote le coscienze è utile».

    Anche la chiesa castiglionese ieri ha apertamente riflettuto sul caso. «Ho telefonato a padre Italo - dice il parroco don Giuliano Spagna - che mi ha confermato la sua volontà di porre questo tema alla discussione dei fedeli. E a Castiglione abbiamo la fortuna di avere il centro Caritas Marta Tana che dimostra che la chiesa non manda via nessuno, ma è accogliente e generosa». Le parole di don Italo sono però servite da spunto alla Lega Nord per chiedere al sindaco un’ordinanza anti-accattonaggio: «La Chiesa non si presta a puntellare idee di rifiuto dell’altro, ma tende la mano a chi ha bisogno d’aiuto» chiude don Spagna.

    E anche il sindaco smorza i toni della vicenda: «Un singolo episodio, peraltro da verificare - ha detto Fabrizio Paganella - non giustifica un provvedimento generalizzato. Del quale non c’è bisogno: a Castiglione il fenomeno dell’accattonaggio non è così diffuso».
    Da parte sua l’assessore alla sicurezzza Michele Falcone, dopo un primo incontro andato a vuoto in mattinata, ieri pomeriggio ha contattato Padre Italo. «Siamo stati al telefono un’oretta - dice l’assessore -. Mi ha ribadito di avere sollevato la questione dei mendicanti nel senso che le elemosine da sole non risolvono il problema e che esistono strumenti e istituzioni in grado di affrontare il tema della povertà. Nel caso specifico, padre Italo è stato aggredito verbalmente da questa persona che noi più volte abbiamo già fermato in stato d’ubriachezza. Come Comune vigileremo e affronteremo la questione trovando una soluzione. Ovviamente non possiamo intervenire ogni qual volta questa persona si mette davanti la chiesa a suonare la chitarra e chiedere denaro, perché la legge in Italia lo consente».

    Dell’episodio di sabato, padre Italo fornisce infine con ironia la sua versione. «Un tentativo di aggressione non solo verbale nei miei confronti - spiega - ma i pugni e i calci li ha presi la porta della chiesa da me agilmente messa frammezzo, visto che a 48 anni ci si può ancora permettere di fare qualche salto indietro dai pericoli! Piuttosto sono stato colpito dagli innominabili insulti, ma provenienti da una persona in evidente stato alterato e bisognosa, lo dico con rispetto ed empatia, d’aiuto medico. Un analogo fatto - prosegue padre Italo - si era verificato anche qualche tempo fa facendo ritardare l’inizio della messa domenicale. Da un po’ di tempo la chiesa è anche meta di persone che entrano e chiedono l’elemosina molestando i fedeli che vengono per pregare. Ma non occorre enfatizzare oltre un fatto in sé molto circoscritto e del tutto locale».
    29 dicembre 2009

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