Omicidio-suicidio a Ostiglia
per un amore impossibile

Prima tentano di farla finita con i gas di scarico, ma il tentativo fallisce. Poi l'uomo estrae la pistola e, prima di uccidersi, spara alla donna.

    Lei è morta stringendo tra le mani le foto delle sue bambine. Lui si è fatto forza per non pensare ai suoi figli. Sono morti così due giovani veronesi, che da qualche tempo avevano una relazione. Con l'auto hanno raggiunto le campagne del mantovano, hanno cercato di lasciarsi morire insieme con il gas di scarico, e, fallito il tentativo, lui ha sparato a lei e poi si è tolto la vita. Tecnicamente, per gli inquirenti, è un omicidio-sucidio. Nella realtà il dramma di un amore impossibile.

    Vittime Jenny Dal Vecchio, 33 anni di Nogara (Verona) - disoccupata, separata, due figlie di 10 e 5 anni - e Mirko Andrioli di 35, di Legnago (Verona) - carrozziere, due figli di 2 e 6 anni nati da una relazione ancora in corso.

    Verso le 10,30 hanno raggiunto le campagne a nord di Ostiglia, nel Mantovano, in località le Calandre, al confine con il comune veronese di Cerea. Hanno preparato nei minimi particolari e, soprattutto, in modo che non ci fosse possibilità di scampo. Hanno collegato il tubo di gomma allo scappamento della vettura, una Opel Corsa targata Verona, e infilato, attraverso il finestrino, nell'abitacolo per far arrivare i venefici gas di scarico. Ma l'uomo aveva portato con sè anche una pistola.

    Non si sa ancora cosa non abbia funzionato con il primo tentativo. Forse è finita la benzina, o forse la morte troppo lenta e dolorosa. Così hanno deciso di mettere in atto il secondo piano. Lui ha sparato a lei alla testa e poi ha rivolto l'arma contro se stesso mirando sempre alla testa.

    Un'ora dopo un passante ha notato la coppia in auto. Sono arrivati i carabinieri di Ostiglia e della compagnia di Gonzaga, poi il magistrato di turno della procura di Mantova, Giulio Tamburini.

    Ricostruire l'accaduto, per gli investigatori, non è stato difficile. I corpi sono stati trasportati all'ospedale di Mantova dove nei prossimi giorni verrà eseguita l'autopsia. Jenny era separata da qualche mese e viveva, assieme alle figlie, con la madre a Sanguinetto, in provincia di Verona. Sembra che da qualche tempo avesse anche problemi di salute.

    Da poco aveva allacciato una relazione con Mirko Andrioli, a sua volta convivente con un'altra donna, da cui aveva avuto due figli di 6 e 2 anni. Amanti da non molto tempo, non potevano più sopportare di vedersi clandestinamente, ritagliandosi un piccolo spazio tra le preoccupazioni familiari e di lavoro. Per l'uomo forse c'era il timore per la sorte dei due figli in caso di separazione. Ma anche lei aveva come pensiero fisso le sue piccoline. E ha voluto morire con la loro fotografia tra le mani.
    12 gennaio 2010

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