Ostello, addio a 500mila euro

«Siamo pronti... Abbiamo già i soldi...». Ma il Comune non partecipa alla gara della Regione. Stanziamento del Pirellone, il progetto del Comune arriva tardi. Per liberare l’ex scuola di via Solferino gli studenti trasferiti in Te Brunetti

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    di Gabriele De Stefani MANTOVA. Cinquecentomila euro. Erano lì, disponibili. Ma l’amministrazione comunale non è arrivata in tempo, nonostante di ostello della gioventù si parli da quasi sei anni e nonostante gli annunci che hanno riempito le colonne della Gazzetta per tutto il 2008. La scorsa primavera la Regione aveva promosso un bando per la ristrutturazione di edifici pubblici e privati. Con il concorso ‘Nuova generazione di idee. Le politiche e le linee di intervento per i giovani’ c’era sul tavolo un finanziamento da 500mila euro per chi avesse puntato su un ostello della gioventù. Per concorrere al finanziamento (ovviamente senza certezza di farcela) si sarebbe dovuto presentare il progetto entro il 30 ottobre. Mantova non ha partecipato.

    Il disegno preliminare della struttura che dovrà arrivare in via Solferino (ex sede della Gioventù italiana del littorio e del Bonomi-Mazzolari) è stato licenziato dalla giunta un mese fa ed entra nel piano delle opere pubbliche per il 2010 (in attesa che via Roma riesca ad approvare il bilancio). Insomma sarebbe bastato chiudere la pratica con qualche settimana di anticipo per concorrere ad un finanziamento che avrebbe potuto coprire un quarto della spesa (2 milioni e 75mila euro).

    Non è che l’ultimo rallentamento in un percorso che, in cinque anni, è avanzato con pesante lentezza. Le prime tracce del progetto di restituire alla città un ostello (quello di Sparafucile venne chiuso nel 1994) risalgono al novembre 2004. La Provincia, con l’allora assessore al bilancio Paola Dalcore, stanziò 100mila euro «come segno di disponibilità» verso il Comune. Tre anni e mezzo dopo, era il marzo 2008, via Roma e via Principe Amedeo trovarono l’accordo sulla collocazione dell’ostello in via Solferino, nella vecchia sede della Gioventù del littorio. Lì però c’era una parte del Bonomi-Mazzolari, che la Provincia, assecondando i desideri del Comune, trasferì in Te Brunetti. In quei giorni l’assessore comunale Rino Rosano, che seguiva il progetto in prima persona, annunciò: «I soldi ci sono, il cantiere aprirà nel 2008 e inaugureremo entro la fine del nostro mandato, se non prima».

    Gli studenti del Bonomi-Mazzolari traslocarono, ma il progetto non procedeva. Il 2008 si chiuse senza il via ai lavori ma con l’annuncio, a dicembre, che l’opera sarebbe stata inserita nel piano per il 2010. Dunque con un ritardo di due anni rispetto a quanto promesso da Rosano. Nel luglio scorso l’arrivo dei funzionari della Regione aveva fatto sperare in una collaborazione con il Pirellone. Della quale, nel progetto preliminare e nel provvedimento di giunta che lo approva, non c’è traccia. Ne arriveranno altri, ma il bando è scaduto. Come la il mandato della giunta, che si chiude senza cantiere.
    20 gennaio 2010

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