La ribellione nel Pd
Il forum: ricandidarli o no?

Salta la seduta per il bilancio. A rischio una delle due amministrazioni di centrosinistra in Lombardia. La patata bollente passa a Bersani

    La ribellione di alcuni consiglieri del Pd ha affossato il bilancio comunale di Mantova. Complice l'assenza del Pdl, la seduta consiliare non è nemmeno cominciata. Per l'unica amministrazione di centrosinistra nelle città capoluogo della Lombardia si profilano ora enormi problemi politici ed elettorali. La ricandidatura del sindaco uscente, Fiorenza Brioni, viene messa in dubbio, ma lei non si dà per vinta e, forte di sondaggi che la danno in ascesa, continua a dare battaglia.

    Il sacrificio del segretario cittadino del Pd Giovanni Buvoli, che si era dimesso prima della seduta per favorire l'approvazione del bilancio, quindi non è servito a nulla. Il consiglio è saltato ancor prima di cominciare per mancanza del numero legale. Solo 15 i consiglieri presenti, tra cui appena otto del Pd su 19 (assenti Agrì, la Colturani giustificata, Fidone, Iridile, la Lanfredi, Maglia, Malaguti, Mazzoni, Montresor, la Pizzinati e Vasori), oltre a Lega, misto, Psi, Idv e Verdi. Il presidente Portini, dopo l'appello, ha decretato il rompete le righe.

    Si aggrava, dunque, la crisi nel Pd, sempre più spaccato in due tronconi: da una parte i fedelissimi del sindaco Brioni (la cui ricandidatura, ormai è chiaro, è il vero problema che il Pd dovrà risolvere al più presto); dall'altro quelli del capogruppo Maglia e del suo vice Iridile (maggioranza in aula, ma minoranza nel partito), accusati di aver fatto saltare la seduta.

    Ora serve un miracolo per rimettere insieme i cocci e approvare il bilancio prima del 14 febbraio, data di scioglimento del consiglio in vista delle elezioni. Anche se c'è tempo fino al 30 aprile. La conclusione della seduta ha lasciato strascichi pesanti anche tra gli alleati; Psi, Idv e Verdi erano infuriati: «Volevano farci approvare un documento senza averci consultato».

    Inoltre, subito dopo il rompete le righe, il sindaco Brioni, più tesa che mai e muta con i giornalisti, ha convocato nel suo ufficio tutti gli assessori, compresi Battù e Bonaffini assenti in aula perché nella sala dei gruppi con gli 11 consiglieri Pd. Il faccia a faccia è durato un'ora e si racconta sia stato molto teso.

    Si sta tendando una mediazione, e a condurla sarà il segretario provinciale Fontana, ma è certo che il Pd cittadino sarà commissariato, mentre i consiglieri ribelli rischiano l'espulsione dal partito. I fedelissimi del sindaco non riescono a trattenere l'indignazione. Piva: «Maglia e Iridile vadano a casa, non sono degni di stare qui. Ho chiamato Bersani e gli ho chiesto di venire a Mantova». La ribellione di Mantova, con tutte le conseguenze sulle liste e l'andamento delle elezioni amministrative, non è una vicenda che potrà essere risolta in città o a Milano.
    22 gennaio 2010

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