Sos di un clandestino convertito: se torno a casa sono morto

Da ieri Rahman Manjur non ha più un alloggio a Suzzara (Mantova) e ha dovuto restituire la carta d'identità. Ma è anche un immigrato convertito al cristianesimo e per questo in Bangladesh rischia di essere ucciso. Il fratello, musulmano, lo ha minacciato di morte. Ora Rahman chiede aiuto alla Chiesa

  • Da leggere
  • Commenti (4)
    Maltrattato dai suoi connazionali che lo hanno accusato di essere una spia dei carabinieri, picchiato e derubato più volte della sua bici, ha cercato rifugio nella Caritas e, da musulmano, si è convertito al cristianesimo. Da ieri è clandestino. E chiede aiuto alla chiesa.

    Rahman Manjur, 45 anni, originario del Bangladesh, in Italia da quasi 15 anni, rischia di essere rimpatriato perché non ha più le carte in regola per rimanere. Ieri la polizia locale di Suzzara gli ha ritirato la carta d'identità, passaporto e permesso di soggiorno sono ormai scaduti. Senza un contratto di lavoro non ha speranza.

    Ma Rahman non ha paura di rendere pubblica la sua situazione: «Ormai mi sento suzzarese, ho tanti amici qui - ha detto Rahaman - Se mi rimpatriano, mio fratello che vive in Bangladesh, per il fatto che mi sono convertito al cristianesimo, ha minacciato di uccidermi. Non so cosa fare. E pensare che da poco, il Comune, dopo tanti anni che aspetto e faccio domande, mi aveva pure assegnato un alloggio popolare. Ora mi hanno detto che devo restituire le chiavi dell'appartamento». E' disperato.

    «Per me - prosegue il suo racconto - è un momento terribile perché non sono riuscito a trovare un lavoro fisso. Riesco a tirare avanti con lavoretti saltuari, per soddisfare le mie necessità. Lo so di non essere benvoluto dalla comunità musulmana, perché credono che li abbia traditi. In realtà - ha detto ancora Rahman Manjur - ho visto che gli italiani sono gente buona. I suzzaresi sono persone generose, mi hanno sempre aiutato in tutto».

    Da qui l'accorato appello: «La parrocchia e la Caritas mi hanno accolto e sfamato, il Comune di Suzzara mi ha dato una casa. Vi prego, fate in modo che non venga rimpatriato. Se torno sono morto. Chiedo asilo e protezione alle autorità locali e religiose. Ho solo bisogno di un lavoro. Non abbandonatemi. Fatemi restare a Suzzara, la città che mi ha accolto e adottato». (m.p.)
    23 gennaio 2010

    Altri contenuti di Cronaca

    Trova Indirizzi Utili

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione
    Tutte

    PROMOZIONI

    Negozi

    ilmiolibro

     PUBBLICITÀ