Il treno Mantova-Milano fermo dopo il deragliamento
Non bastavano i ritardi, la sporcizia, il freddo. Stavolta i viaggiatori della Mantova-Milano hanno anche rischiato di farsi male. Sul serio. Il treno partito da piazza don Leoni alle 14.45 di ieri è deragliato poco prima di Lodi. Per fortuna è uscita dai binari solo una parte di una carrozza e i 150 passeggeri non si sono fatti male. Tutti illesi. Ma tutti spaventati a morte, per quel rumore fortissimo e per quei sobbalzi lunghi due-tre minuti. E tutti infreddoliti nell'attesa, durata non si sa perché oltre due ore, che la carrozza che li doveva portare via da lì fosse sganciata.
Il regionale 2654 era partito da Mantova alle 14.45. Puntuale. La paura, improvvisa, si è materializzata alle 16.20 all'altezza dell'abitato di San Martino in Strada, un paesino di tremila anime tra Secugnago e Lodi. Il treno stava iniziando a rallentare per prepararsi all'ingresso nella stazione del capoluogo quando qualcosa non ha funzionato. Un rumore assordante, le carrozze che iniziano a ondulare facendo sobbalzare i viaggiatori. Il regionale continua la sua corsa per qualche minuto, secondo quanto raccontano i passeggeri. Finché si ferma, ridando la tranquillità ai centocinquanta viaggiatori.
Che cos'è successo? In serata Trenitalia Le Nord (la società formata da Fs e Ferrovie Nord che gestisce il servizio) emette un comunicato in cui parla della «fuoriuscita dai binari del primo asse della seconda carrozza». Insomma è stato solo un piccolo pezzetto di quel treno a finire fuori asse. Per questo chi era a bordo non ha subito conseguenze. Manca ancora la ricostruzione delle cause dell'incidente: i tecnici dell'azienda stanno lavorando per capire l'origine del guasto.
Quel che è certo è che la brutta avventura dei centocinquanta viaggiatori non è finita con lo stop al treno: da quel momento sono servite più di due ore perché potessero andarsene da lì. Inizialmente sono stati tutti spostati nelle carrozze in coda al regionale. Poi, quando si è capito che i guai erano limitati alla seconda carrozza, i passeggeri sono stati ammassati in quella di testa.
Gli uomini delle ferrovie avevano deciso di sganciare la prima vettura e di portare i viaggiatori alla stazione di Lodi, distante solo poche centinaia di metri. Ma per concludere l'operazione sono servite oltre due ore, passate al freddo e, in aperta campagna, senza possibilità di spostarsi a piedi. Solo alle sei e mezza quel che restava del treno s'è rimesso in moto e ha raggiunto Lodi. Da qui, su altri convogli, si poteva ripartire verso Milano. Intanto tutti i treni della Mantova-Milano subivano ritardi dai venti agli 80-90 minuti: la circolazione non è stata bloccata ma ha dovuto proseguire su un unico binario. Quello occupato dal 2654 è stato liberato nella notte.
I RACCONTI DEI PASSEGGERI «Abbiamo sentito un rumore fortissimo, come di sassi che continuavano a infrangersi. Il treno ha proseguito per due o tre minuti dopodiché, finalmente, s'è fermato». Sono le parole di Giulia, giovane pendolare milanese che ieri si trovava sul treno che è uscito dai binari vicino alla stazione di Lodi.
Tanta paura e soprattutto una lunga attesa prima di riuscire a ripartire: «Sul treno eravamo tutti spaventatissimi - racconta - In totale non credo ci fossero più di cento-centocinquanta persone. Tutti abbiamo tremato quando abbiamo iniziato a sentire quei rumori».
La pendolare parla anche della tensione tra gli uomini delle ferrovie. «Alcuni addetti si sono messi a litigare, non so bene chi fossero ma non erano d'accordo su come muoversi. Prima ci hanno spostati tutti in coda al treno, poi ci hanno rimandato di nuovo in testa perché hanno capito che il guasto era alla seconda carrozza». Quando Giulia racconta il suo spavento sono le sei e mezzo. I passeggeri sono fermi sui binari da oltre due ore: «Ci sono anche bambini molto piccoli - dice la ragazza - un piccolo addirittura è in fasce».
27 gennaio 2010