Da Viadana il boss garantiva
i voti al senatore Di Girolamo
Franco Pugliese, 52 anni, gestiva un piccolo locale. E' stato arrestato a Isola Capo Rizzuto. In passato gli furono sequestrati beni per 12 miliardi di lire.
Franco Pugliese (a destra) con il sen. Di Girolamo (foto L'Espresso)
di M.Antonietta Filippini
Non è certo un personaggio minore il 'viadanese' dell'inchiesta su capitali sporchi e mafia che ha portato all'arresto di 56 persone accusate a vario titolo di aver riciclicato due miliardi di euro. Franco Pugliese, 52 anni, arrestato a Isola Capo Rizzuto, avrebbe garantito l'elezione a senatore del Pdl di Nicola Di Girolamo, raccogliendo voti tra gli immigrati calabresi in Germania.
Un boss che sapeva muoversi tra le famiglie dei compaesani, molte stanziate proprio fra Viadana e Reggio Emilia. Da mesi la Dda di Catanzaro aiutava quella di Roma ad accertare il ruolo di quell'uomo, considerato vicino al clan Arena, un presunto boss della 'ndrangheta, fotografato alla festa per l'elezione del sen. Di Girolamo.
Pugliese è nato ad Isola Capo Rizzuto il 4 luglio 1957, ma da parecchi anni abita a Viadana, in via Villa Scassa 33, dove ha anche gestito un bar, poi chiuso 4 anni fa. A Viadana nessuno sapeva che mestiere facesse adesso, ma certo nessuno immaginava che fosse così potente, con una simile doppia vita.
Non è la prima volta, però, che il nome del 'viadanese' compare in inchiesta di 'ndrangheta. Nel maggio 1997 il Tribunale di Crotone gli confiscò beni per 12 miliardi di lire. Era accusato di usura. Gli fu anche applicata la sorveglianza speciale per 3 anni. Tra i beni sequestrati nel 1997 appartamenti, terreni, un albergo e 5 auto, tra Isola Capo Rizzuto, Crotone e Medolago (Bergamo). Pugliese risulta «condannato per via definitiva per oltraggio a pubblico ufficiale, resistenza, ricettazione, violazione di sigilli, abusivismo edilizio ed estorsione».
Un suo figlio, Michele Pugliese, 34 anni, è stato inoltre arrestato nel novembre scorso a Reggio Emilia nell'operazione Pandora della Dda di Catanzaro contro le cosche di Isola Capo Rizzuto che portò all'arresto di 37 persone. L'operazione portò alla scoperta dei presunti autori di tre omicidi, tra cui quello del boss Carmine Arena, assassinato nell'ottobre 2004 con un bazooka mentre rientrav a casa.
A Reggio Emilia furono arrestati Salvatore Procopio e Michele Pugliese e tra gli immobili sequestrati in quell'occasione proprio l'abitazione di Michele Pugliese, nelle campagne di Santa Vittoria di Gualtieri. Franco Pugliese, inoltre, è suocero di Fabrizio Arena, affiliato all'omonima cosca di Isola Capo Rizzuto della 'ndrangheta e latitante dall'aprile 2009 quando sfuggì all'arresto nell'operazione Ghiblì della Dda di Catanzaro. Fabrizio Arena è il figlio di Carmine Arena, il boss ucciso nel 2004. La cosca Arena, una delle più importanti di tutta la 'ndrangheta calabrese, ha subito di recente una scissione ad opera del gruppo Nicoscia.
26 febbraio 2010